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Giornalisti come camerieri: il ministro Nordio chiede uno spritz all’inviata de La7. “Orgoglio italiano”

di Italia Libera   
Giornalisti come camerieri: il ministro Nordio chiede uno spritz all’inviata de La7. “Orgoglio...

A margine del comizio conclusivo della campagna elettorale di Fratelli d’Italia in Piazza del Popolo a Roma, il ministro della giustizia Carlo Nordio rispondendo ad una domanda dell’inviata Roberta Benvenuto di Piazza Pulita de La7 si è avvicinato all’orecchio della giornalista e ha risposto così: «C’è una sola cosa che mi manca. Mi piacerebbe uno spritz, ma lei non me lo più portare?», tirando su la testa col cappellino di partito “Orgoglio Italiano”.  Un atto di cui può essere molto orgoglioso… La piazza aspettava che Meloni cominciasse a parlare. Che aspettano i giornalisti ad insorgere contro queste insolenze? «Senza una reazione fortissima a questi comportamenti ingiuriosi i giornalisti italiani finiranno a breve per farsi trattare da maggiordomi e ciambellani come già molti di loro hanno scelto volontariamente di essere», scrive Alfredo Antonaros

◆ Il commento di ALFREDO T. ANTONAROS

► Durante l’evento di chiusura della campagna elettorale di Fratelli d’Italia – svoltosi lo scorso sabato 1 giugno a Roma con il comizio della premier Giorgia Meloni – le telecamere di La7 hanno immortalato il momento in cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiesto a una giornalista di portargli uno spritz. «C’è una sola cosa che mi manca – dice il ministro, rispondendo a una domanda della giornalista – mi piacerebbe uno spirtz, lei non me lo può portare?». Se quanto sopra è vero (ci sono anche le immagini: vedi qui) la cosa più sconcertante è che nessuna/o giornalista ancora si alzi per dire a un politico come Carlo Nordio che si deve vergognare. Che le donne in genere, comprese quelle che fanno informazione, non vanno trattate in questo modo. Ed è altrettanto gravissimo che Fnsi, l’Ordine e il sindacato dei giornalisti abbiano fino ad ora taciuto.

Senza una reazione fortissima a questi comportamenti ingiuriosi i giornalisti italiani finiranno a breve per farsi trattare da maggiordomi e ciambellani come già molti di loro hanno scelto volontariamente di essere. Ormai la commistione tra politica ed editoria ha fatto crescere nel nostro Paese un giornalismo fatto soprattutto di tifosi e zerbini, di scrivani intimiditi da politici pagati solo per arrampicarsi sugli specchi e manipolare le notizie. Offendere una giovane giornalista trattandola da barista, come ha fatto Nordio col suo spritz, significa non avere alcun rispetto per una professione ormai umiliata, anche in Italia, da paghe molto basse e da contratti troppo precari, che costringono spesso i giovani, donne e uomini, a piegarsi davanti a palesi idiozie e ingiustificate arroganze per timore di dover chiudere con la professione. 

Ma il silenzio dei vertici della Fnsi di fronte alle parole di Nordio è scandaloso anche perché non pone alcun fermo e determinato ostacolo a quei processi di autocensura che sono, da sempre, il peggiore veleno contro la libera informazione. Quello che i ministri di questo governo sembrano ormai privilegiare è solo un giornalismo felpato, sempre più incapace di fare domande alla politica, che più che a Julian Assange si ispiri a don Abbondio e a Fantozzi, alla viltà e al servilismo. Uno scrivere che non urti il manovratore e i poteri forti ma che, su richiesta, serva gelati da leccare e bibite fresche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   
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