Giorgia Meloni e la faccia feroce a Bruxelles: «la pacchia» dell’opposizione ora è finita davvero

Giorgia Meloni e la faccia feroce a Bruxelles: «la pacchia» dell’opposizione ora è finita davvero

La copertina di The Economist: L’Europa dovrebbe preoccuparsi?

È una storia piena di incognite quella che si apre in queste settimane. In nessun altro Paese europeo va al governo un partito postfascista con il capopopolo che brandisce la spada contro l’Unione Europea, com’è avvenuto nella campagna elettorale che l’ha portata al potere. La nuova maggioranza accetterà la moral suasion di Mattarella, e ne accetterà i consigli per non deragliare in politica estera e sulle politiche di bilancio? Sulla sbandierata revisione degli obiettivi del Pnrr, saprà procedere senza strappi con l’Unione europea? Se salta il Piano volerà via anche lo scudo antispread della Bce: un lusso che l’Italia non può proprio permettersi



L’intervento di ALESSIO LATTUCA, presidente Confimpresa Euromed


PRESUMO CHE ADESSO Giorgia Meloni, uscendo dal suo prolungato silenzio post elettorale, ammorbidisca i toni e riveda le intempestive affermazioni profuse durante la campagna elettorale: «la pacchia è finita» (i cui esiti potrebbero essere catastrofici) e precisare se il riferimento fosse al debito pubblico. Al riguardo occorre ricordare (ove necessario) che la fine del “quantitative easing” della Bce sarebbe davvero pericolosa per l’economia e le finanze del nostro Paese. Il fatto che la Bce abbia varato il programma Tpi (Transmission Protection Instrument, in sostanza lo scudo antispread) è una risorsa e dovrebbe far riflettere chi ha responsabilità di governo per riconsiderare i rapporti con l’Unione Europea.


In altri termini, il programma Tpi consentirebbe alla Bce di intervenire per fronteggiare gli aumenti dello spread nei paesi a rischio ma è, in definitiva, la conferma dei timori che l’Ue ha sull’affidabilità dell’Italia. Ma si tratta di considerare che la pericolosità dell’impianto sta nel fatto che non esiste alcun automatismo nell’attivazione del Tpi. Sarà il consiglio della Bce che adotterà una decisione, presa in funzione di tante circostanze, fra le quali l’aderenza del Paese alle prescrizioni delle istituzioni europee.


La copertina del magazine britannico conservatore The Spectator

Si tratta evidentemente, di una storia piena di incognite. Posto che in nessun altro Paese europeo va al governo un partito postfascista con il capopopolo che fa la faccia feroce all’Ue. Occorre, pertanto, chiedersi se la nuova maggioranza accetterà la moral suasion di Mattarella, e ne accetterà i consigli per non deragliare in politica estera (europeismo e atlantismo) e di proseguire nell’impegno per il tetto del gas e per mantenere la pressione sulla Russia mediante le sanzioni.


Al riguardo occorre vigilare su quali saranno le competenze, i rapporti di forza all’interno della coalizione e come reagiranno i mercati, per affrontare una transizione ordinata, minacciata però dal difficile contesto che si sta delineando e dal rischio sistemico che l’Italia rappresenta per l’Ue. Soprattutto, si tratterà di capire quali misure saranno adottate per contenere i disastri economici causati dalla guerra in Ucraina per l’area euro e, data l’imminente scadenza, come e con chi la nuova maggioranza appronterà la legge di bilancio da inviare a Bruxelles. Il nuovo governo avrà l’accortezza di collaborare per la stesura della finanziaria con quanto ha già predisposto il governo uscente?


Si tratta di superare gli steccati per rispettare la cornice macroeconomica della nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), la cornice per la legge di Bilancio, che il governo Draghi ha già elaborato. E si tratta, soprattutto, di scongiurare l’esercizio provvisorio che sarebbe un disastro per il Paese in un momento nel quale famiglie e imprese soffrono per il caro bollette, mentre l’inflazione sta corrodendo la capacità di spesa delle persone più fragili, unitamente all’intero tessuto sociale.


La posta in gioco è così alta che, tradotto in termini pratici, è l’occasione giusta per dimostrare di avere la modestia di operare con cautela e l’umiltà di rimandare a data da destinarsi le “misure bandiera” che in genere i nuovi governi tendono ad approvare nei primi giorni di vita. A partire dai miliardi per lo scostamento di bilancio chiesti da Salvini durante la campagna elettorale. È, pertanto, necessario un approccio prudente e spendere ciò che, davvero, serve, dato il gravoso fardello necessario ad allentare la morsa dell’inflazione che divora risparmi e potere d’acquisto.


Solo una equilibrata politica di bilancio e una corretta attuazione del Pnrr potranno allentare il sospetto e le preoccupazioni europee sulla imprevedibilità della nuova maggioranza

Più nel merito, occorre manifestare la sensibilità necessaria per rivedere la priorità (o, peggio, il ricatto) del Carroccio sul controverso tema dell’autonomia differenziata: ciò che vorrebbe dire spaccare definitivamente il Paese, mentre proprio oggi ha più che mai bisogno di perseguire obiettivi di unità nazionale e di crescita omogenea, per perseguire anche agli obiettivi del Pnrr (che, non a caso, ha come premessa l’eliminazione delle disparità, delle disuguaglianze e dei divari fra le aree differenti del Paese). 


In ogni caso, la buona prassi suggerisce il taglio della spesa improduttiva piuttosto che allarmare l’Ue con nuovo debito. E, sulla sbandierata revisione degli obiettivi del Pnrr, bisognerà approfondire ed eventualmente fissare il percorso in accordo e senza strappi con l’Unione europea, per dare luogo a un organico ed effettivo piano di sviluppo. Ben sapendo che se il Piano non viene onorato salta lo scudo Bce antispread.


Occorre, in definitiva, che la maggioranza — la quale, evidentemente, ha fretta di realizzare le aspettative del suo elettorato — si renda conto che governare non è semplice e che serve il giusto tempo per farlo. Giorgia Meloni dovrebbe, intanto, recarsi a Bruxelles per chiedere il tetto sul prezzo del gas, una politica energetica comune, assicurando una equilibrata politica di bilancio assieme alla corretta attuazione del Pnrr. È solo così che si potrà allentare il sospetto e le preoccupazioni sulla imprevedibilità della nuova maggioranza. © RIPRODUZIONE RISERVATA