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G20 in India, un altro fallimento. Non c’è accordo sulla road map per limitare l’uso del fossile

di Italia Libera   
G20 in India, un altro fallimento. Non c’è accordo sulla road map per limitare l’uso del fossile

Il G20 in India ha visto un vertice dei ministri dell’Energia dei Paesi che rappresentano oltre i tre quarti dei consumi di energie fossili nel mondo. Ma un accordo non c’è stato, per le prevedibili opposizioni delle economie che esportano l’energia fossile

(Red) — NON È SERVITA la concomitanza con la furia meteorologica e il grande caldo che sta affliggendo in particolare l’emisfero settentrionale a trovare un concreto punto di vista comune nell’affrontare l’emergenza, per altro sulla traccia degli obbiettivi che la comunità internazionale ha individuato da tempo. L’ennesima tappa internazionale sulla crisi climatica, conclusasi sabato scorso a Goa, in India, ha visto il G20 confrontarsi sul tema dell’eliminazione graduale delle energie fossili, ma – e questo era prevedibile – le nazioni produttrici hanno impedito l’intesa con le loro obiezioni. La Francia ha esplicitamente accusato la Russia di essere la capofila dei Paesi che avrebbero impedito un punto di caduta comune.

Non c’è stato quindi un comunicato congiunto, al quale si arriva solo se c’è un accordo completo. I Paesi del G20 rappresentano oltre tre quarti delle emissioni globali. L’80 per cento dell’energia utilizzata nel mondo proviene da fonti fossili. In questo quadro, era importante almeno un segnale positivo. In luogo del comunicato congiunto che non poteva esserci, la presidenza del vertice che ha visto riuniti in India i ministri dell’energia delle venti potenze mondiali, ha riassunto in un documento discussioni, posizioni, differenze. Accompagnandole con un laconico commento: «Non c’è stato nessun passo avanti».

Non c’è stato naturalmente consenso neanche sul punto che poneva come obbiettivo quello di triplicare le energie rinnovabili entro il 2030. Nel documento della presidenza non è nemmeno nominata la parola “carbone”, che è ancora energia strategica per i Paesi in via di sviluppo. Eppure l’obbiettivo da formalizzare era solo quello di una riduzione dei consumi fossili entro il 2030.

Si legge nelle conclusioni della presidenza: «Dato che i combustibili fossili continuano a svolgere un ruolo significativo nel mix energetico globale, nell’eliminazione della povertà energetica e nel soddisfacimento della crescente domanda di energia, alcuni membri hanno sottolineato l’importanza di compiere sforzi per la riduzione graduale dei combustibili fossili non abbattuti, in linea con le diverse situazioni nazionali, mentre altri hanno espresso opinioni diverse sul fatto che le tecnologie di abbattimento e di rimozione affronteranno tali problemi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   

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