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Disastro Salvini double face: bugie al Sacrario di Redipuglia, passerella sul red carpet a Venezia

di Italia Libera   
Disastro Salvini double face: bugie al Sacrario di Redipuglia, passerella sul red carpet a Venezia

L’ex Capitano della Lega non ne azzecca più una. La fa fuori dal vaso sul Carso in scarpe da ginnastica bianche davanti al Monumento dei Caduti della Prima Guerra mondiale, dove si svolsero le violentissime battaglie lungo il fiume Isonzo, dicendo una bugia grande quanto l’intero Sacrario: “non c’ero mai stato” ha detto per giustificare la scampagnata elettorale, ed invece era stato immortalato dalle foto sul “Piccolo” di Trieste del 24 novembre 2018 per un’altra visita in occasione delle elezioni Regionali per Fedriga. Replica la figuraccia al Lido di Venezia, tra l’indifferenza del pubblico del Festival e l’ironia dei giornali stranieri

Il corsivo di D’ARTAGNAN
UNA NE PENSA e cento ne sbaglia. Martedì nel corso del suo tour elettorale in quelli che si apprestano a diventare gli ex feudi della Lega a causa delle sue scelte sbagliate, Matteo Salvini ha infilato un’altra delle sue storiche gaffes. Suscitando lo sdegno generale per aver fatto campagna elettorale sulla pelle dei Caduti, ha salito e rapidamente ridisceso i ventidue gradoni del Sacrario di Redipuglia in sneakers bianche e jeans beige, per di più pretendendo al suo fianco il tenente colonnello Massimiliano Fioretti, direttore del Sacrario, il quale considerando la visita “non ufficiale”, si è presentato in borghese precisando a scanso di equivoci di essere “un uomo di stato e non un uomo di parte”. 

Come da copione salviniano, dopo aver sentito le voci non proprio sussurrate di alcuni presenti (“…lo abbiamo votato, ma non si usano i morti per far campagna elettorale”), percepito l’imbarazzo generale e aver notato che il tenente colonnello-direttore al suo fianco non era in alta uniforme, ha capito di averla fatta ancora una volta fuori dal vaso e per metterci una pezza ha dichiarato più o meno così: “Scusate, dovevo andare a San Daniele…”, (pane e prosciutto, ovviamente), “…ero di passaggio e siccome non ero mai stato a Redipuglia ho pensato di fermarmi per dire una preghiera e ringraziare questi ragazzi per il loro sacrificio”. La toppa, ovviamente, è stata peggio del buco. 

Poi, dando saggio di profonda cultura, ha tenuto a precisare che, pur non essendo mai stato a Redipuglia, avendo letto tutti i libri della Mursia, sulla Grande Guerra sapeva tutto. Come dire di saper tutto su Enea avendo letto la Paperineide. E la bugia più grande dell’intero Sacrario. Guardate le due foto qui accanto: a Redipuglia c’era già andato quattro anni fa, un’altra campagna elettorale (nel 2018 con Fedriga), come documenta “Il Piccolo” di Trieste il 24 novembre di quell’anno, stessa faccia tosta stessa crassa ignoranza.

Ma siccome in campagna elettorale ogni lasciata è persa, dal prosciutto di San Daniele assaporato dopo la gaffe di Redipuglia, è passato al red carpet del Festival del cinema di Venezia. E qui, bisogna riconoscerlo, il Salvini non ripetendo la sciatta visita al Sacrario, si è presentato in alta uniforme: smoking e farfallino nero d’ordinanza.  A Venezia, però, non era di passaggio. L’evento, programmato con largo anticipo era dato dalla proiezione del documentario “Franco Zeffirelli, conformista ribelle”, prodotto dalla fidanzata Francesca Verdini con la quale ha percorso il rosso tappeto tra l’indifferenza del pubblico che stava lì per vedere gli attori e non i politici in cerca di improbabili voti. Anche qui l’incauto, vinto da un delirio di onnipotenza, dichiara: “anch’io sono un anticonformista… come Zeffirelli e San Francesco”. Scusate se è poco. 

Poi la solita “toppa” sull’ennesimo strappo. Rispondendo indirettamente ad un giornalista tedesco che gli aveva chiesto “…cosa ci fa qui un leader politico in campagna elettorale?”, ha precisato: “come si fa a dire di no alla propria fidanzata…”.

Intanto alle porte di Treviso Giorgia Meloni diceva duecento “sì” ad altrettanti industriali veneti che si apprestano a buttare a mare il Capitano, salendo sulla scialuppa della nuova Capitana. Ad maiora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   
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