Brexit e tv: «È meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio»

Brexit e tv: «È meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio»

Cari signori della Ue, per difendere l’identità culturale europea dovete limitare anche tutto quello che ha a che fare con la storia inglese. Non pensate di cavarvela accanendovi sulle serie tv prodotte nel Regno Unito. Dovete avere uno sguardo più lungimirante: devono sparire film e sceneggiati sulla storia inglese, anche quelli prodotti da altri paesi. Ad esempio le serie americane che trattano l’epoca della cosiddetta reggenza inglese. Si può salvare Sean Connery: era scozzese e la Scozia nel 2016 votò contro la Brexit

Il colpo di tacco a spillo di DANIELA TAGLIAFICO

CARI SIGNORI della Ue che volete bandire i film inglesi sulle tv europee.

Cari Signori della Ue che avete scritto «l’alta disponibilità di contenuti britannici nel settore dei Video on demand, insieme al privilegio che deriva dalla qualifica di opere europee, può determinare una sproporzionata presenza di programmi britannici e limitare una maggiore varietà di programmi europei».

Cari Signori Ue che vorreste che almeno il 30% dei titoli di Netflix e Amazon sia europeo doc.

Cari Signori Ue che rosicate perché il Regno Unito è il maggior produttore europeo tv con un fatturato annuo di 1,5 miliardi di sterline dalla vendita dei diritti.

Cari Signori Ue che vi infastidite con “The Crown” e “Downton Abbey”.

Cari Signori Ue avete sbagliato tutto.

Per difendere l’identità culturale europea dovete limitare anche tutto quello che ha a che fare con la storia inglese. Non pensate di cavarvela accanendovi sulle serie tv prodotte nel Regno Unito. Dovete avere uno sguardo più lungimirante: devono sparire film e sceneggiati sulla storia inglese, anche quelli prodotti da altri paesi. Ad esempio le serie americane che trattano l’epoca della cosiddetta reggenza inglese.

Volete un titolo per tutti, su cui concentrare i vostri strali? “Bridgerton”. Sta spopolando su Netflix e tratta le vicende della famiglia omonima e delle trame nell’alta società londinese per far sposare le giovani rampolle. Non importa che l’abbia prodotto la regina americana delle sceneggiature, Shona Rhimes. Lì dentro ci sono tutti i valori della Londra benestante del 1813: scandali di corte, pettegolezzi, libertinaggio, sesso.

Cari Signori della Ue, il Duca di Hasting (il conturbante attore Regé-Jean Page) che lecca il cucchiaino del gelato, scena ad alto tasso erotico, deve rimanere confinata tra quegli zoticoni della Brexit.

Per non parlare della sequenza in cui è nudo con muscoli guizzanti e un lato b granitico. Vuoi mettere quanto è più intellettuale la pinguitudine di Depardieu nella serie francese “Marseille”? O le nevrosi snob parigine in “Chiami il mio agente”? (tutti Netflix)

E siccome la Francia dal prossimo gennaio avrà la presidenza di turno dell’Unione ne vedremo delle belle. Lo sostiene il Guardian di Londra, che prevede in futuro interventi più decisi per ridurre la quota di produzione tv britannica da parte di Parigi, affiancata da Spagna, Grecia e Italia.

W i mitici protagonisti de “La casa di carta”: Berlino, Tokyo, Nairobi, Lisbona. Abbasso Re Giorgio VI, la Regina Madre, il duca di Windsor di “The Crown”. Viva “Suburra”, abbasso “Black Mirror”.

Insomma, cari Signori della Ue, sull’Europa incombono i guasti culturali  del passato, non solo del presente. Non possiamo più tollerarlo dopo la Brexit. 

Ascoltate il mio  consiglio: impegnatevi nel difendere l’identità culturale europea, contro l’invadenza britannica. Senza risparmiare energie. Se è il caso rivedetevi Fahrenheit 451. È diretto da Truffaut, un francese. Dunque perfetto.

Vi suggerisco alcuni film, ambientati a Londra, su cui depositare il vostro zelo.

– Arancia meccanica di Stanley Kubrick  

– Blow up di Michelangelo Antonioni.

– Match Point di Woody Allen

– Mary Poppins di Robert Stevenson

E con 007 come la mettiamo? Proporrei di salvare Sean Connery. Era scozzese e nel 2016, in occasione del referendum sulla Brexit, il 62% degli scozzesi votò per la permanenza in Europa. 

Insomma, cari Signori della Ue, come disse Oscar Wilde (irlandese): «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio». © RIPRODUZIONE RISERVATA