Tiscali.it
SEGUICI

1/ Il verde a Milano. Una città assediata dal cemento. Ma ci sono i Difensori del bosco segreto

di Italia Libera   
1/ Il verde a Milano. Una città assediata dal cemento. Ma ci sono i Difensori del bosco segreto

Quante volte abbiamo sentito lodare Milano, città europea, vera capitale produttiva d’Italia, la nostra metropoli più ricca? Ebbene, i cittadini milanesi dispongono di appena la metà del verde della media nei centri urbani in Italia. Una situazione drammatica. Poco verde, ma il verde ha i suoi paladini anche a Milano. Si distingue per attivismo il Comitato la Goccia, associazione di cittadini anche molto qualificati (e quindi urbanisti, agronomi, ricercatori) che vogliono difendere un luogo che loro stessi definiscono “nascosto e segreto” . Si tratta di un’area con sedicimila alberi, dove trovano rifugio animali selvatici, e si chiama proprio La Goccia. Di questo, e del verde a Milano, ne parliamo con  Andrea Debosio come rappresentante del Comitato la Goccia, impegnato nella difesa del “bosco segreto”

L’intervista  di FABIO BALOCCO con ANDREA DEBOSIO

SECONDO COLDIRETTI, RISPETTO alla disponibilità media italiana di 33,8 metri quadrati di verde urbano per cittadino, i milanesi dispongono di appena 17, 8 metri quadrati. Poco se si considera che oltretutto siamo in piena Pianura Padana, tristemente famosa per essere il territorio con maggior numero di morti per inquinamento in Europa. Fa qualcosa l’amministrazione comunale, il sindaco Sala, per invertire questa rotta? Lo chiediamo a un rappresentate del Comitato la Goccia, Andrea Debosio, Comitato che si propone come interlocutore per la salvaguardia del Bosco della Goccia, appunto in Milano.

— Innanzitutto, visto che non tutti i lettori conoscono la Goccia, mi potete spiegare: che cos’è, e come opera il vostro comitato?

«La Goccia è un luogo nascosto e segreto, grande quasi come il Parco Sempione, ricco di più di 16.000 alberi preziosi (platani, frassini, pioppi neri, tigli, bagolari, paulownie, phitolacche) e di animali selvatici che vi hanno trovato rifugio (uccelli, ricci e volpi). È conosciuta come l’area dei gasometri ed è chiamata “Goccia” per la caratteristica forma che la contraddistingue, racchiusa com’è dai tracciati ferroviari che la circondano completamente. In realtà buona parte della goccia è già stata densamente edificata ed ha un aspetto desertico e desolato, nonostante la presenza dell’istituto Mario Negri e della sezione di Ingegneria Industriale del Politecnico. La parte dominata dai suggestivi gasometri, circa 42 ettari, è invece formata da boschi recintati e da costruzioni di archeologia industriale, in abbandono. Questa grande distesa verde era, decenni fa, occupata da fabbriche che ora non ci sono più, e attende da tempo immemore una bonifica dagli inquinanti prodotti dalle industrie. Noi del Comitato la Goccia vorremmo che la Goccia rimanesse un parco. Utilizzando un tipo di bonifica “verde”, basata su alberi, radici e microorganismi capaci di neutralizzare i veleni e “pulire” il terreno. Si potrebbe collegare la Goccia al dismesso scalo Farini, per arrivare fino agli sfolgoranti grattacieli di Porta Nuova. Si otterrebbe un fronte verde di oltre quattro chilometri, da percorrere a piedi o in bicicletta in mezzo alla natura. E si potrebbe collegare a nord, attraverso parchi già esistenti, al Parco delle Groane.

— Chi è il Comitato la Goccia?

«Siamo un gruppo di urbanisti, agronomi, giornalisti, ricercatori, artisti e semplici cittadini animati solo dal desiderio di garantire un futuro migliore alla nostra città. Siamo animati da un grandissimo entusiasmo e con una concreta visione per il futuro della Goccia nel contesto di una nuova Milano, patria, oltre che della moda e del design, finalmente anche del verde. Ci impegniamo per salvaguardare un patrimonio comune. Nasciamo nel 2012 quando il Comune di Milano, alla fine di luglio, presenta al “Piano città” del Ministero delle Infrastrutture una “Proposta di contratto di valorizzazione urbana” per l’area Bovisa-Gasometri. Il documento, che riprende fedelmente quello sviluppato dalla società immobiliare Euromilano per la precedente giunta Moratti, prefigura una quasi totale cementificazione dei quaranta ettari prospicienti alle Officine del gas dismesse, contro la quale comincia a riunirsi un gruppo di cittadini, del quartiere e non, che dà vita al Comitato la Goccia. Purtroppo di recente abbiamo subito una cocente sconfitta: il 13 aprile 2023, l’albero più maestoso della foresta della Goccia, la vecchia Quercia (foto di copertina sotto il titolo) che da più di un secolo cresceva accanto ai gasometri, è stata abbattuta per lasciar spazio al nuovo campus del Politecnico, e con essa altri 67 alberi. Nelle settimane passate, il Comitato la Goccia aveva cercato un dialogo con le istituzioni e il Politecnico per capire se il progetto potesse in qualche modo salvaguardarla, ma la richiesta è caduta nel vuoto, così come l’espressione della volontà dei 1700 cittadini che, in pochi giorni, hanno firmato la petizione contro il suo abbattimento».

— Premesso che nel biennio 2020-2021 Milano ha cementificato ben 18,68 ettari del suo territorio, Gianni Barbacetto – sempre attento alle vicende meneghine – appunto nel 2021 scrisse un pezzo dal titolo “Sala si veste di verde (intanto cementifica Milano)”, intendendo che il sindaco abbandonava il PD per aderire ai Verdi Europei, ma nel contempo era attento alle richieste degli immobiliaristi. In particolare il giornalista citava il caso degli scali ferroviari. Ecco, a parte gli scali ferroviari e la Goccia quali altri pericoli cementizi gravano sulla città?

«Nella città di Milano il cemento imperversa e sicuramente non siamo a conoscenza di tutti i progetti, che vengono opportunamente tenuti riservati dall’amministrazione comunale. Questi comportano sovente l’eliminazione di superfici a verde permeabile, con la conseguente perdita dei valori ecosistemici del territorio, tra cui l’assorbimento di CO2 e la regolazione del ciclo naturale dell’acqua . Senza considerare direttamente le emissioni di CO2 derivanti dalla cementificazione dell’area (500 kg di CO2 per ogni metro cubo di cemento). Ne citiamo solo alcuni, a nostro parere emblematici per l’estensione, il relativo consumo di suolo e l’utilità spesso vaga (senza voler esprimere ulteriori giudizi di merito): Olimpiadi Milano Cortina 2026 a Santa Giulia: 10.700 mq per il Pala Italia ed ulteriori attività sportive all’esterno + 400.000 mq di nuova edilizia residenziale; Piazza d’Armi: 147.000 mq di edificazione + 90.000 mq di servizi con la cancellazione del bosco dell’Averla, con una superficie di quasi 2 ettari (20mila metri quadrati); Area Q8 di via dei Missaglia: eliminazione di circa 2.000 mq di area attualmente a verde; Piazzale Baiamonti – Area ex Distributore Tamoil: eliminazione di circa 2.200 mq di verde in zona centrale; Il Bosco di San Leonardo in via Falck: eliminazione di 380 alberi (quasi metà di quelli del bosco verticale), al fine di costruire 63.600 mq di superficie lorda pavimentabile, in torri alte 14 piani. Inoltre, il ben noto problema della demolizione di San Siro con la successiva edificazione del nuovo stadio e derivante consumo di suolo attualmente a verde (4 ettari di Bosco dei Capitani). Per concludere quindi con la cementificazione dei sette ex Scali ferroviari, per complessivi 900.000 mq: alcuni già venduti da FS ed altri per i quali è dato solo intravedere ogni tanto qualche render, ma nessun progetto “reale”». — (1. continua domani) © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   

I più recenti

Il licenzioso Prévert e i dilemmi del traduttore, tra calembours e rima baciata di “lazzi”…
Il licenzioso Prévert e i dilemmi del traduttore, tra calembours e rima baciata di “lazzi”…
Dal taccuino dei ricordi. Il sogno di un’Alfa Romeo popolare, il realismo di Luraghi e i modelli nati al Sud
Dal taccuino dei ricordi. Il sogno di un’Alfa Romeo popolare, il realismo di Luraghi e i modelli nati al Sud
“Drive-Away Dolls” di Ethan Coen, un piccolo gioiello di intelligente umorismo
“Drive-Away Dolls” di Ethan Coen, un piccolo gioiello di intelligente umorismo
Il massacro del convento di San Domenico a Forlì fermato dal rigoroso combattente Andrea Emiliani
Il massacro del convento di San Domenico a Forlì fermato dal rigoroso combattente Andrea Emiliani

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...