Il politologo Sartori: "Il voto è contro Renzi, la sua riforma truffaldina e l'informazione fasulla e vergognosa”

L'anziano giurista sostiene che sia stato un voto contro il premier perché la Costituzione "non la conosce nessuno". E "molti hanno cammuffato con finto Sì il loro No"

Giovanni Sartori parla a un convegno

Due brevi battute dell'ormai 92enne Giovanni Sartori, considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, e il risultato elettorale ha il suo perché. "Non è stata un'affluenza altissima", ci spiega al telefono dopo aver sconfitto le sue comprensibili resistenze (vista l'età avanzata) al commento del giorno dopo. "E' stata la normale affluenza di una cosa molto rimbombata - dice ancora - ma avevamo avvertito che il margine di errore era del 7-8 per cento, quindi non si potevano fare previsioni".

Risultato oltre le aspettative quindi.
"Al telefono mi sono consegnato al silenzio e ho avuto anche ragione, visto il massimo margine d'errore. Sette e qualcosa quindi imprevedibile sui dati noti. Impossibile dire quale sarebbe stato l'esito (del referendum)".

La vittoria del No è stata più un voto contro Renzi o contro la riforma?
"Contro Renzi di certo. Contro la riforma non so perché la gente non ha la minima idea di quale sia la riforma... ma parlo di quella legittima, non di quella truffaldina di Renzi".

Non c'è stata sufficiente informazione sui contenuti della riforma del presidente del Consiglio?
"Cosa vuol dire informazione? Corretta o scorretta, legale o illegale? L'informazione è stata tutta di Renzi, fasulla e vergognosa. E da parte di altri è servito a camuffare con un finto Sì il voto che poi è No, in realtà".

Cioè, molti che dichiaravano di votare Sì in relatà erano per il No?
"Come infatti ho detto e previsto: guardate che a questo punto il margine di errore è dell'8 per cento. Non si possono fare previsione su questi dati fasulli". 

Oggi Renzi si dimette. E Mattarella che farà?
"Renzi non deve fare altro. Si accontenti così, ho detto troppo".