"Se la Grecia sarà esclusa dall'Ue, altri stati potrebbero chiedere di uscire": l'analisi di Gustavo Piga

'Se la Grecia sarà esclusa dall'Ue, altri stati potrebbero chiedere di uscire': l'analisi di Gustavo Piga

“Il paradosso del referendum greco è questo: non è chiaro che cosa realmente si stia votando”, aveva scritto nel suo blog Gustavo Piga, esperto di economia europea, autore di diversi saggi su riviste internazionali e nazionali su temi di gestione del debito pubblico, politica monetaria ed appalti pubblici (ha scritto per Repubblica, Sole 24 Ore, il Riformista, il Foglio, Corriere della Sera). Dopo la drammatica consultazione ellenica, Piga risponde alla domande di Tiscali Notizie con altri due paradossi: “Ora sarà proposto un secondo referendum, nella scheda che non sarà mai pubblicata, ci sarà scritto: cittadini europei volete voi espellere la Grecia dall’area euro? Oppure, volete voi cittadini dell’Ue vivere in una unione monetaria in cui i paesi colpiti da crisi gravi saranno espulsi?”.

Professore, scusi perché gli altri paesi membri dell’Ue dovrebbero chiudere un occhio (o magari due) su una parte del debito greco? “Se l’Unione Europea avesse adottato una costituzione fiscale simile a quella adottata dagli Stati Uniti d’America, il problema Grecia non sarebbe mai esistito. Quel modello è basato su una lenta ma crescente solidarietà comune, che li ha portati a costituire una unione a prova di ferro: tant’è nessuno oggi si azzarderebbe di dare del razzista e dell’improduttivo al Tennessee o al Mississippi, o chiedere loro di uscire dall’area del dollaro: questo significa che hanno trovato un modus vivendi nel nome di un obiettivo più grande per rendere operativo un disegno di lungo periodo: tipico degli Usa”.

Insomma, lei propone di superare al più presto la fase Confederale dell’Europa?
“E’ nelle cose: la crisi di un paese che ha 11 milioni di abitanti - gli stessi di una grande città americana - rischiano di far saltare un progetto geo politico che riguarda 150 milioni di individui. Una follia del tutto europea: si sapeva sin dalle origini che fra gli stati c’erano grandi differenze economiche. Ma questo progetto è stato pensato e realizzato proprio per rimuovere, sia pure lentamente, queste differenze. Del resto, non è facile trasformare una cultura economica nel giro d’un paio di anni e in una situazione di austerità”.

Però questa alzata di scudi della Grecia non se lo aspettava nessuno.
“I greci sono pochi ma intelligenti: Tsipras ha rilanciato e vinto rafforzando la sua posizione negoziale. Ora la Bce ha il compito di decidere se la Grecia può restare all’interno dell’area dell’euro, sapendo che se sarà messa al bando, la cacceremo per sempre anche dall’Europa. Se la Banca (quindi la Merkel) deciderà di umiliarli loro si rivolgeranno ad altri lidi: la Grecia non è la Svezia o la Gran Bretagna che hanno deciso di stare democraticamente nell’Unione Europea senza euro, questo è un paese che voleva stare con Ue e con l’euro”.

Se la Grecia non farà più parte dell’Ue, di cosa sarà parte?
“Farà come la Turchia: guarderà altrove. Non votiamo noi, votano i leader: spero abbiamo la stessa maturità mostrata dagli Usa nel 1795, quando i padri fondatori decisero che gli Stati avrebbero pagato insieme i debiti contratti durante la guerra di indipendenza combattuta contro gli inglesi”.

Mario Draghi come si porrà?

“Farà quanto le dirà la signora Merkel: ho sempre pensato che sia una follia pensare che ci sia un rappresentate di una banca indipendente. In questi casi occorre solo capire dipendente da chi. Aspettiamo i segnali della BCE, solo allora si potrà capire se la Grecia sarà sacrificata sull'altare della Germania”.

E L’Italia come si pone in tutto questo bailamme?
“Come dice Tsipras, non dobbiamo aver paura di nulla se non della paura stessa: il timore rende miopi, bisogna avere coraggio di capire quali sono le sfide in gioco, prescindendo dagli interessi di breve periodo. Anche perché le sofferenze che oggi stanno subendo i greci potrebbero un giorno diventare le nostre. Penso, dunque, che la Confederazione europea debba essere sostituita, anche in tempi brevi, con una Federazione, più solidale, di stampo Usa. Dobbiamo stare insieme, perché insieme saremo più forti: perché quando qualcuno sta peggio, l’altro verrà ad aiutarlo”.

Cosa si sentirebbe di consigliare al nostro Governo?
“Deve prendere ispirazione dai nostri padri fondatori, in primis dall'umiltà di De Gasperi. Renzi deve dimostrare di avere coraggio: oggi non vedo alcuna distinzione tra la linea tedesca e quella italiana. E mi dispiace: l’Italia ha sempre giocato il ruolo di chi ha aiutato a realizzare compromessi (soprattutto nell’area del Mediterraneo, un po’ meno in Europa). Il Tricolore potrebbe avere un ruolo fondamentale nello scacchiere europeo: basta averne il coraggio”.