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Il direttore della Protezione Civile: "Allerta inutile in Sardegna? No. La perturbazione ha scaricato a mare, pericolo sfiorato"

Allarme rosso e scuole chiuse, poi invece in mattinata il sole. Previsioni sbagliate? Per il dottor Graziano Nudda non è proprio così

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   
Il direttore della Protezione Civile: 'Allerta inutile in Sardegna? No. La perturbazione ha...

La Protezione Civile lancia l’allerta rossa e i sindaci tengono le scuole chiuse a scopo precauzionale. Da Cagliari a Quartu, da Selargius a Capoterra e Sarroch le porte delle aule non aprono i battenti. Ma in definitiva se è vero che nel capoluogo e nell'hinterland si registrano piccoli allagamenti, un po’ dappertutto prevale il sole. Così molti genitori di alunni e studenti si lamentano: hanno fatto i salti mortali per andare al lavoro affidando i figli a nonni o baby sitter, e poi tutto si rivela inutile. Inevitabile la polemica. Previsione sbagliata o epilogo fortunato? Il direttore generale della Protezione Civile della Sardegna, Graziano Nudda, non ha dubbi: "L'allerta rossa era giustificata, per fortuna la perturbazione si è leggermente spostata risparmiando i centri abitati".

Senta dottore, chi decide se in una certa zona geografica e in un determinato giorno, vi è un rischio idrogeologico tale da consigliare di tenere gli studenti a casa?
“Tutto nasce dalle previsioni che fanno i meteorologi del Centro di competenze meteorologiche di Sassari. In pratica arrivano i dati in tempo reale dell’agenzia regionale Arpas e noi diramiamo le allerta meteo quando risulta necessario”.

C’è chi si lamenta dell’aumento esagerato degli allarmi negli ultimi tempi.
“In realtà quest’anno ravvisiamo un calo delle allerte. Dal 1 gennaio abbiamo il Centro Polifunzionale e siamo in grado di leggere bene i numeri. Così posso dirle che è aumentata l’allerta verde ma sono diminuite la gialla e l’arancione, mentre il numero del lancio della rossa è rimasto praticamente invariato”.

Come può accadere che il modello matematico prevede un'allerta rossa e poi le precipitazioni non si verificano?
“Premesso che la precisione assoluta non esiste, nel caso di oggi è vero che alla fine è comparso perfino il sole ma stamattina si è verificato lo scarico notevole di una cella a mare, a poca distanza dalle coste. E’ andata così e tanto di guadagnato. Insomma, il pericolo c’è stato ma per fortuna ha solo sfiorato i centri abitati”.

Quando voi lanciate le allerta di massima pericolosità i sindaci sono liberi di fare l’ordinanza per chiudere le scuole oppure no?
“No, non sono liberi. Devono seguire il piano operativo di protezione civile previsto per il loro singolo comune. Se questo prevede la chiusura dei locali scolastici quando si verificano certe condizioni devono chiuderli. Chiaramente gli amministratori si interfacciano comunque con la sala operativa regionale per conoscere la situazione data dai rilievi delle centraline sulla piovosità nei singoli territori. Ricevono inoltre una nostra mail sulla situazione e sono obbligati a seguire le previsioni sul nostro sito. Ad ogni codice colore (verde, giallo, arancione, rosso) corrisponde un’azione che ogni singolo comune deve intraprendere. Dunque c’è sempre alla base una previsione scientifica abbastanza certa, anche se - come dicevamo - la certezza assoluta non esiste”.

Si può pensare di migliorare le previsioni, di renderle ancora più certe?
“A livello europeo si sta affinando il procedimento scientifico. Parlo di livello europeo perché i dati utilizzati anche a Sassari sono rilevati a livello internazionale. Non si possono fare, infatti, previsioni basandosi su una singola corrente sopra la Sardegna o la Marmilla. Si tratta di studiare le correnti in quota, a livello di 1500 metri o 2000, sull’intero Continente”.

Anche ieri la rilevazione è stata fatta su questa base?
“Certo. Poi i dati sono stati inseriti in modelli matematici e hanno dato luogo alle previsioni. C’erano delle celle nuvolose che minacciavano pioggia e si trasformavano continuamente, il rischio esisteva e siamo stati costretti a lanciare l’allarme”.

La protezione civile si interfaccia anche con l’Aeronautica Militare?
“Per alcuni modelli si, anche loro ci mandano dei dati. Poi siamo in rapporto continuo col Centro Nazionale Centrale della Protezione Civile. Le operazioni tecniche – insomma - le facciamo in collegamento con Roma”.

Si teme un'altra allerta per mercoledì.
“Per mercoledì, ed anche per giovedì, il tempo è previsto particolarmente perturbato, ma il livello di allerta non sappiamo ancora quale sarà”.

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   
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