Ignazio Larussa: “Io vittima degli hacker, so che non sono stati violati segreti di Stato”

L’ex ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV non crede che i fratelli Giulio e Francesca Occhionero possano avere trafugato nelle mail istituzionali

l'ex ministro della Difesa Ignazio Larussa passa in rassegna un reparto della Folgore
l'ex ministro della Difesa Ignazio Larussa passa in rassegna un reparto della Folgore
di Paolo Salvatore Orrù   -   Facebook: porru

“Quando ho appreso la notizia non potuto fare altro che sorridere”, ha detto a tiscali.it Ignazio Larussa, deputato di Fratelli d'Italia, con cui è stato ri-eletto nel febbraio 2013. L’ex ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV non crede che i due fratelli Giulio e Francesca Occhionero - un ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella di 49, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma e molto noti nel mondo dell’alta finanza capitolina – possano avere rovistato nelle sue email istituzionali, "perlomeno, dalle prime informazioni che ho ricevuto, mi è parso di capire che essere violata sia stata la mail che ho utilizzato e utilizzo come parlamentare. Poco male: non l’ho mai usata per fini diversi da quelli previsti dal mio mandato”. Insomma, gli Occhionero non sarebbero gli Julian Assange in salsa italiana.

Al deputato non preoccupano neppure i reati contestati ai due pirati del web: procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche – perché, ha spiegato Larussa, “non ho alcunché da nascondere: ho sempre avuto una visione molto aperta e molto onesta della mia attività di ministro”. Molto di più l’avrebbe preoccupato, ma esclusivamente per motivi di semplice privacy, “l’accesso ai dati privati della mia famiglia, delle mail che ci scambiamo con mia moglie e con i miei figli”. Peraltro, ha anche commentato l’esponente di Fratelli d’Italia, “mi sarebbe piaciuto, lo dico con un sorriso sulle labbra, che le mie mail fossero state date in pasto all’opinione pubblica: sono tranquillo”.

L’indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al C.N.A.I.P.I.C. dell’invio di una mail, indirizzata a un amministratore di rilievo di un’infrastruttura critica nazionale, contenente il malware 'Eyepiramid' (da cui prende anche il nome l'operazione). Insieme a Larussa, sarebbero stati hackerati anche Matteo Renzi e Draghi, Monti, l'ex Governatore della Banca d'Italia Saccomanni, l'ex comandante Generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo. E poi: Fassino, Paolo Bonaiuti, Mario Canzio, Vincenzo Fortunato, Fabrizio Cicchitto.

Gli Occhionero hanno spiato anche due computer in uso ai collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi - dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontifica Commissione di archeologia sacra e del consiglio di coordinamento tra accademie pontificie - risultano "compromessi" nell'ambito dell'attività di spionaggio scoperta dalla Polizia Postale. I fratelli sono accusati di aver realizzato una centrale di cyberspionaggio per raccogliere notizie e dati sensibili di politici, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori.