Rita Dalla Chiesa: "Ho difeso i gay e sul palco con Meloni mi hanno fischiata. Ma tornassi indietro, lo rifarei"

Intervista alla conduttrice che racconta cosa è successo all'apertura della campagna elettorale della Meloni

di Monica Setta

"Mi hanno dato della fascista, proprio a me che sono stata per lungo tempo una donna di sinistra. Per fortuna mio fratello Nando, conoscendomi bene, mi ha fatto i complimenti per aver tenuto testa a chi mi fischiava sul palco di Giorgia Meloni mentre difendevo i diritti dei gay. Anche se poi Nando mi ha chiesto: Rita, detto fra noi, ma che ci facevi su quel palco?" Rita Dalla Chiesa ē in treno. Sta tornando da Bari dove conduce insieme a me ogni settimana un programma su Radionorba tv in diretta anche su Sky ( Le donne lo sanno ). Accetta di parlare con Tiscali.it di quanto accaduto giorni fa all'apertura della campagna elettorale di Giorgia Meloni confidando anche le sue scelte ( finora top secret) a proposito del futuro sindaco di Roma.

Dici di essere di sinistra ma l'endorsement lo hai dato alla Meloni...
"Non mi pento di essere salita su quel palco. Tornassi indietro lo rifarei ma non ho dato nessun endorsement! Ero stata invitata da Giorgia, sono andata per affetto e amicizia nei suoi confronti. Quando ho rifiutato la sua candidatura a sindaco, mi sono sentita quasi in colpa per averla costretta ad affrontare una campagna elettorale con la pancia. Le avevo promesso che le sarei stata vicina al Pincio, come faccio sempre ho mantenuto la mia promessa".

Tu e la Meloni la pensate diversamente?
"Lei é al corrente che le mie idee sono diverse in certi casi dalle sue. Condiviamo l'amore per le forze dell'ordine, rivogliamo i Maró in Italia, pene più severe per chi commette dei reati, la lotta alla corruzione, l'allargamento del welfare stato ed altro ancora. Sono convinta che lei avrebbe gestito bene tutte le conseguenze di Mafia capitale. Su molti altri temi, anche scottanti, la pensiamo in modo differente. Tornando al Pincio, Io credevo di trovarmi davanti ad una platea liberale di centro destra meno estremista, più dialogante e invece sono stata fischiata. Non mi sono fatta intimidire ed ho ribadito le mie idee. Sui SOCIAL ho ricevuto moltissima solidarieta. Pazienza per chi non la pensa come me"

Hai sentito Giorgia dopo i fischi?
"Mi ha mandato un messaggio la sera stessa, quello che ē successo non mi farà cambiare idea su un'amica che stimo e che conosco da tanti anni nē sulle mie idee. Mi ha fatto piacere però che sul palco, in mezzo ai fischi, sia intervenuto il segretario della Lega Matteo Salvini a dire - contrariamente ad ogni mia previsione- che, anche per lui, il confronto ē stimolante. Se un medico é bravo, ha detto, non mi interessano i suoi orientamenti sessuali".

C'è qualcuno che dice: essere in quel palco non fa parte della storia di Rita Dalla Chiesa. Come replichi?
'Ognuno deve essere libero di essere su qualsiasi palco, basta intolleranze che nascono da pregiudizi o da ignoranza. Sapessi quanto fango mi hanno buttato addosso quando lavoravo a Mediaset. Sono arrivati a dirmi che mio padre ( il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ndr) si sarebbe rivoltato nella tomba perchē io lavoravo per le tv di Berlusconi. Oggi non lavoro più a Mediaset ma a differenza di molti colleghi continuo ad avere il coraggio di mettere la faccia sulle mie scelte. Costi quel che costi!"

Forza Italia é spaccata, se tu fossi nei panni del Cavaliere che cosa faresti?
" Ti rispondo da cittadina e ti dico che mi sarebbe piaciuto assistere ad un passo indietro di Bertolaso che avrebbe tolto dall'imbarazzo il Cavaliere. Mi piacerebbe anche avere un centro destra che esprima in modo condivido un candidato sindaco destinato a mettere d'accordo tutte le anime della coalizione. A questo punto, visti i contrasti su Bertolaso e con la Meloni, l'unica soluzione é Alfio Marchini".

Tu lo conosci?
"Mi ha telefonato a proposito della mia candidatura, ma soprattutto mi ha ringraziato perchē alle ultime elezioni avevo votato per lui".