Pansa: "Feltri esiste per compiacere Renzi. Perciò mi sono dimesso. Al referendum voterò no per mettere nei guai il governo"

Il duro attacco del grande giornalista al direttore di Libero, dopo la cacciata di Belpietro. E ad un governo "che spero finisca nei guai"

Il giornalista Giampaolo Pansa

Via da Libero, alla larga da Vittorio Feltri che esiste per garantire che la linea di quel giornale faccia piacere a Matteo Renzi. Nelle scorse ore la notizia della rottura fra Giampaolo Pansa e il direttore del quotidiano da cui è stato cacciato il precedente timoniere Maurizio Belpietro ha avuto grande eco. Pansa prende la sua rubrica storica e, così pare, la porta fino al nuovo quotidiano di Belpietro che dovrebbe avere come titolo La verità. E ribadisce il suo no al governo Renzi e alla riforma costituzionale.

Dunque Feltri è diventato un giornalista completamente pro Renzi? Per questo ha lasciato Libero?
"Non è solo questo, evidentemente io e lui non ci annusiamo, nel senso che io non piaccio a lui e lui non piace a me. Può darsi che gli desse fastidio quel che scrivevo. Non eravamo fatti per lavorare l'uno con l'altro. La mia rubrica esiste credo da 40 anni, quando Claudio Rinaldi di Panorama la inventò. A me non piaceva il giornale che faceva Feltri, non mi piaceva il modo in cui era stato licenziato Maurizio Belpietro, con cui ho sempre lavorato con grande libertà".

Sentiva il cattivo odore della normalizzazione in quel quotidiano?
"Nei giornali non si sentono mai cattivi odori, specie in quelli che si rinnovano ogni giorno, come è anche da voi di Tiscali Notizie. Non mi piaceva quel che scriveva Feltri. Se era vero che Belpietro fu cacciato perché non piaceva a Renzi, mentre Feltri garantisce il piacere del premier, io non volevo far parte di quella storia".

Su Libero online c'è una sorta di lettera aperta di Feltri indirizzata a Pansa che invita al ritorno su quelle pagine e chiede che lei spieghi le ragioni del suo no alla riforma costituzionali.
"Il mio no è motivato da una brutta riforma costituzionale, per di più accompagnato da una pessima legge elettorale. Tutto ciò mi fa pensare a una specie di baraccone che si è inventato Renzi per durare al potere più tempo possibile. Son cose che dicono tantissimi di quelli che fanno propaganda per il no. Io non ne sono capace, ma voterò no alla riforma costituzionale e spero che questo metta nei guai Renzi che ha fatto l'errore drammatico di personalizzare questo voto, dicendo 'se perdo vado via'. Ebbene, vai via, ti piangeranno i tuoi amici e clienti, non gli altri".

Ancora Feltri, ma anche Giuliano Ferrara, dicono che anche nel caso in cui vinca il no, Renzi non dovrebbe dimettersi. Che ne pensa?
"Non sono quelli del no o Pansa a dire che Renzi si sarebbe dovuto dimettere, è stato lui a gridare, poi cambiando opinione, come è tipico del personaggio che è un ragazzone disordinato, a dire che sarebbe andato via. Come mai esistono opinionisti di peso impauriti dall'idea delle dimissioni di Renzi? Forse sono convinti che sia il miglior presidente del Consiglio di questa epoca. Io non lo penso. Non sono preoccupato. Cade Renzi? Come diceva mia nonna: morto un Papa se ne fa un altro".