Feltri: "La lista degli amici favoriti dalle banche fa tremare l'Italia. Ma vogliamo conoscere tutti i nomi"

Per il direttore di Libero, da questa vicenda se ne esce solo se "al momento della conferimento Mps consegna i nomi dei debitori. Altrimenti niente contributo”

Vittori Feltri, direttore di Libero
Vittori Feltri, direttore di Libero
di Paolo Salvatore Orrù   -   Facebook: porru

La richiesta di Patuelli, il presidente dell’associazione banche italiane (Abi), di rendere pubblici i nomi dei grandi debitori insolventi, ha partorito una commissione di inchiesta. Un decisione che, per la maggioranza dei parlamentari, è la risposta equa a quella richiesta di trasparenza pretesa a gran voce dall’opinione pubblica. La legislatura però non può durare più di dodici mesi: l’anno prossimo, torneremo nuovamente alle urne per votare il nuovo Parlamento. Tempi molto stretti: “La commissione non farà in tempo a portare a termine il lavoro che è stata chiamata a svolgere”, ha commentato per tiscali.it, Vittorio Feltri, direttore di Libero.

I governi (“di destra e di sinistra”) hanno commesso con le banche errori in serie. Errori che hanno generato, sommati ad altri fattori, una crisi epocale. In questo quadro, si colloca anche Montepaschi: la terza banca italiana. Nella strana vicenda Mps sta tentando di metterci il naso Libero. “Mi sono chiesto”, ha detto il direttore del quotidiano, “per quale ragione chi non paga per qualche mese il mutuo casa, perché magari è rimasto disoccupato, deve subire il sequestro dell’immobile. Mentre chi deve agli istituti di credito milioni e milioni di euro la deve passare liscia?”. La stessa domanda echeggia da un po’ di tempo nella mente degli italiani.

Il ragionamento di Feltri, lo si potrà cogliere in tutte sue sfumature anche ascoltando l’audio intervista, è piuttosto segmentato, ma non ha alcunché di complicato: per il giornalista, scavando fra le carte e i file sinora custoditi a mandata doppia nelle stanze segrete della banca senese, si potrebbero scoprire, “ma siamo ancora nel campo delle ipotesi, chi sono gli amici degli amici”. Un tema molto caro ai cittadini e ai risparmiatori italiani, perché saranno le casse pubbliche, tutti dunque, a dover sborsare “gli otto miliardi che serviranno ad alleggerire i conti”. Dice ancora il direttore: “Se il soldi sono pubblici anche i nomi devono essere tali”.

Sempre secondo il direttore di Libero, “la commissione di inchiesta che in tanti hanno invocato si rivelerà alla fine della giostra inutile”. Perché, quandanche la legislatura finisse alla sua scadenza, fra un anno, la commissione non sarebbe in grado di finire il suo lavoro: “Perché le commissioni inchiesta scadono con la fine del mandato parlamentare”.  Come se ne esce? “Se ne esce solo se al momento della conferimento del denaro Montepaschi (ma vale anche per altre banche) consegna i nomi dei debitori, altrimenti niente contributo”.  

Del resto, Banca Italia deve pretendere di sapere quali sono i nomi “dei debitori, dei funzionari, dei dirigenti e degli amministratori che hanno agevolato il momento no di Mps”. In suo recente editoriale, Feltri ha ritenuto di poter individuare i colpevoli tra i comunisti e i post comunisti: “Mica hanno presieduto la banca i repubblicani: l'hanno governata per cinquanta anni il PCI e successivamente i post comunisti”. Per concludere: “Le commissioni di inchiesta, si è sempre saputo, servono solo a solo interrare gli scandali. Fuori la verità. Subito. Le chiacchiere possono far danni anche a chi in questa storia non c’entra assolutamente nulla”.