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[L'intervista] Piergiorgio Assumma: "La strage quotidiana di cui nessuno parla. Ecco cosa si può fare"

Solo nel 2017 le vittime sono state 3378 vittime della strada, come se le due Torri Gemelle venissero giù ogni 8 mesi o se 10 terremoti di Amatrice si verificassero ogni anno

Cinzia Marongiudi Cinzia Marongiu   
[L'intervista] Piergiorgio Assumma: 'La strage quotidiana di cui nessuno parla. Ecco cosa si può fare'

Nove morti al giorno. In pratica, come se le due Torri Gemelle venissero giù ogni 8 mesi. O anche, come se dieci terremoti di Amatrice si verificassero all’anno. Eppure se ne parla poco. Se non nella rassegnata cronaca sui media. È la strage quotidiana che avviene nelle nostre strade, con cifre agghiaccianti. E quel che è peggio, con un numero di morti che anziché scendere, continua a salire a dispetto del numero degli incidenti stradali. Ecco i dati: nel 2016 ci sono stati 175.791 incidenti che sono scesi a 174.933 nel 2017, eppure le vittime della strada nel 2016 erano 3283 mentre nel 2017 sono aumentate a 3378, con ben 174.933 lesionati e 17.309 feriti gravi. “Dati ancora più impressionanti se si pensa che spesso non si tratta di incidenti tra due veicoli ma di pedoni che vengono investiti. Solo a Roma nell’ultimo anno ci sono stati 107 morti. Purtroppo è una strage silenziosa”.

A parlare è l’avvocato Piergiorgio Assumma, presidente dell’Osservatorio nazionale vittime di omicidio stradale (Onvos), nato qualche mese fa, ma attivissimo e agguerrito.

Perché questa è una strage silenziosa?
“Non posso negare che ci sia un grande lavoro sui media. Quello che dovrebbe migliorare è il lavoro delle istituzioni nel controllo e nella sensibilizzazione”.

In che senso?
“La normativa esistente, ovvero la legge 41 del 2016 che riconosce la differenza tra omicidio colposo e omicidio commesso da chi alla guida assume un comportamento a rischio, inserendo nel codice penale la fattispecie di omicidio stradale, andrebbe calibrata meglio. Nella proposta di legge che abbiamo presentato abbiamo chiesto che nel codice di procedura penale venga inserito l’esame coattivo del sangue per verificare lo stato di ebbrezza o di assunzione di sostanze stupefacenti nell’immediatezza del fatto. In pratica nel caso di omicidio stradale chi era alla guida del veicolo dovrebbe essere accompagnato in ospedale e sottoposto al prelievo di sangue: questo sarebbe come cristallizzare la prova e poterla usare in fase processuale per infliggere la pena detentiva prevista (nei casi più gravi fino a 12 anni) e avere riconosciuti i risarcimenti. Attualmente invece si viene sottoposti al cosiddetto palloncino, il test precursore che però in fase processuale può creare problemi. E l’esame coattivo è previsto su peli, capelli e cavo orale”.

Piergiorgio Assumma, presidente dell'Osservatorio nazionale vittime di omicidio stradale

E invece dal punto di vista di una maggiore sensibilizzazione cosa bisognerebbe fare?
“Intanto bisogna essere coscienti che l’uso del cellulare alla guida e l’inevitabile distrazione sono la prima causa di incidenti stradali. Tre secondi di visualizzazione dello schermo del telefonino equivalgono a decine e decine di metri di buio stradale. Quindi sarebbe anche importante nel caso di omicidio stradale richiedere la perizia informatica del cellulare in modo da verificare se l’automobilista al momento dell’incidente inviava messaggi su whatsapp o metteva un like su Facebook”.

A che punto è la vostra proposta di legge?
“I tempi in genere non sono brevi ma questa proposta va al di là di ogni schieramento politico. Il nostro obiettivo è che la legge venga applicata al100 %. Al momento invece è un’arma spuntata per le vittime di incidenti e per le loro famiglie. Tra l’altro bisognerebbe tenere presente che il costo sociale degli incidenti stradali è impressionante: solo nel 2017 tra lesionati e omicidi stradali è stato di 19,3 miliardi, pari all’1,1% del Pil”.

Il vostro osservatorio quali servizi offre?
“C’è un numero verde, l’800144902 che permette di avere consulenze gratuite con avvocati ed esperti che forniscono ai familiari delle vittime spiegazioni, informazioni sui propri diritti, le tempistiche, i rapporti con l’assicurazione della controparte e il risarcimento. Offriamo anche un sostegno psicologico gratuito”.

Cinzia Marongiudi Cinzia Marongiu   
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