Unioni civili in Senato, Paola Concia: "I politici italiani? Ossessionati dagli omosessuali"

L'ex deputata Pd oggi vive in Germania con la moglie Ricarda. A tiscali.it dice: "Non si parla così neanche nei baracci di periferia"

Unioni civili in Senato, Paola Concia: 'I politici italiani? Ossessionati dagli omosessuali'
di Antonella Loi

"I politici italiani? Sono ossessionati dagli omosessuali". Parola di Anna Paola Concia, ex deputata Pd e paladina delle iniziative di legge (tutte affossate) rivolte a includere nell'ordinamento l'aggravante dell'omofobia. Lei che è omosessuale dichiarata e sposata con la criminologa tedesca Ricarda Trautmann, dalla sua scrivania presso la Camera di commercio italiana a Francoforte, osserva e attende con il fiato sospeso l'approvazione del Ddl Cirinnà. "Stavolta ce la facciamo", dice poco prima di salire sull'aereo che la porterà a casa sua a Colonia. Parlamentari "ossessionati", dicevamo. "E' incredibile quello che si è capaci di dire in Parlamento. Io non ho sentito mai in nessun luogo d'Italia, nemmeno nei baracci di periferia parlare in quel modo dell'omosessualità".

Noblesse oblige.
"Quello che sono capaci di dire i parlamentari sull'omosessualità è cosa da psicanalisi. Una roba di un immaginario erotico assolutamente malato. E quelli che si oppongono con maggiore vigore alla legge sulle unioni civili è evidente che sono ossessionati dall'omosessualità. Lo scriva, guardi che non ho problemi".

Lo scriviamo, certo.
"Altrimenti non si spiega questa violenza verbale, questo immaginario distorto. E' un'ossessione e non c'è questa veemenza quando si trattano altri temi. E' come se li si toccasse nell'intimo, una cosa impressionante".

Ma questa volta la legge sulle unioni civili si farà?
"Sono molto fiduciosa e penso che questa volta ce la faremo. Vedo una grande mobilitazione da parte degli oppositori della legge che non sanno più che cosa inventarsi. C'è molta aggressività, ma ce la faremo".

La prima firmataria dlela legge, Monica Cirinnà, dice che la società è cambiata e i giovani sono pronti per accogliere una legge sulle famiglie omosessuali. 
"E' assolutamente così. E noi abbiamo una parte di rappresentanti delle istituzioni che sono anni luce indietro rispetto alla società". 

Perché in Italia ci sono queste schermaglie ogni volta che si toccano questi temi?
"Perché dal punto i vista dell'accettazione della diversità abbiamo un problema. E direi che ne abbiamo uno anche con la sessualità. E poi, terza ragione non irrilevante, è che la politica in genere usa moltissimo strumentalmente il tema della omosessualità come scenario apocalittico, della secolarizzazione, in una visione assolutamente falsa. Io sono sposata da quasi cinque anni e vivo in un paese che ha una legge da moltissimi anni e mi creda: i treni continuano ad arrivare in orario, la gente continua a vivere... cioè in un paese dove i diritti sono consolidati è evidente che nel momento in cui le leggi sono approvate per gli altri non cambia nulla".

C'è chi ha timore di sì.
"La politica in questo ha avuto un ruolo molto negativo, mi riferisco all'uso strumentale dei diritti degli omosessuali, ideologicamente, sia a destra che a sinistra. E invece questo governo sta facendo qualcosa di zero ideologico, semplicemente coprendo un vuoto che era necessario coprire. Sono passati trent'anni dalla prima proposta di legge sulle unioni omosessuali". 

Che poi, stando a quanto si dice, sarebbero tanti i parlamentari omosessuali non dichiarati.
"Evidentemente parliamo di persone che immagino vivano con grande fatica la loro esistenza. A me fanno anche tenerezza. Io so, avendolo provato quando ero molto giovane, che vivono molto male la loro sessualità. E' una condizione che può creare grandi squilibri della personalità, sia a nasconderlo che a soffocarlo. Hanno tutta la mia umana solidarietà". 

Lei in Italia si sente libera?
"Essendo una persona molto conosciuta, in Italia io sono 'marchiata': arriva prima il mio orientamento sessuale di me. Non vengo giudicata per il mio lavoro o per le mie competenze ma solo perché sono omosessuale. In Germania non vivo questa brutta sensazione e vengo giudicata per il mio lavoro e le mie competenze. Ai tedeschi del mio orientamento sessuale non frega nulla. Scherzando dico sempre che da quando vivo in Germania mi sono dimenticata di essere omosessuale".

Chiederà la trascrizione in Italia del suo matrimonio quando il Ddl Cirinnà sarà approvato?
"Sì, ci avevo già provato anche attraverso le vie legali ma non me l'avevano concesso. Lo farò senz'altro al comune di Roma". 

Nel dibattito di questi giorni si nota un accanimento contro la 'stepchild adoption', perché?
"E' totalmente strumentale. Intanto non ha niente a che vedere con le adozioni classiche, cioè fuori dalla coppia. Volontariamente i mass media hanno aiutato questo equivoco, creando confusione e ostacolando un testo fondamentale per la tutela del minore nelle coppie gay. Lo dicono anche i giudici: noi dobbiamo tutelare i bambini. E se all'interno di una coppia un bambino ha solo un genitore naturale lui deve avere un altro genitore perché se succede qualcosa il bambino deve rimanere nella famiglia dove è cresciuto. Sentivo 'Agorà' che ha fatto un sondaggio chiedendo se gli italiani fossero favorevoli alle adozioni. Ma è una falsità perché nella Cirinnà non si parla delle adozioni in generale, bensì dell'adozione del figlio del coniuge". 

Sarà che "adozione del figliastro" suonava male...
"Ecco brava. Medioevo lessicale. Abbiamo fatto la legge che elimina questo termine e adesso i figli degli omosessuali vengono chiamati figliastri. Da brivido".

Come nel caso dell'utero in affitto, tirato fuori alla bisogna ogni qualvolta si parla di unioni civili?
"Esatto, l'utero in affitto in Italia è vietato e il Ddl Cirinnà non se ne occupa. Ma l'uso che se ne è fatto si spiega con una battaglia condotta - anche a sinistra sottolineo - contro gli omosessuali. Nasconde cioè una evidente avversione contro la possibilità che gli omosessuali si possano formare una famiglia". 

 

di Antonella Loi