I sindacati di polizia: "Per difendere l'Italia dai terroristi servono più agenti e più mezzi"

L’allarme terrorismo si è nuovamente acuito, con un’allerta 2 servono risorse e uomini che in realtà non ci sono, dicono i poliziotti

I sindacati di polizia: 'Per difendere l'Italia dai terroristi servono più agenti e più mezzi'

Il Duomo e La Scala di Milano sarebbero, secondo l’Fbi, nel mirino degli jihadisti. La notizia, segnalata dal Federal bureau ai reparti anti terrorismo della Digos e dei Ros, è stata subito raccolta con una certa preoccupazione, oltre che dalle autorità politiche regionali lombarde, Roberto Maroni in primis, dal governo, ma soprattutto dai sindacati di polizia. Che ora chiedono misure speciali per il prossimo 7 dicembre, data della Prima della Scala, e per l’8 dicembre, l’inizio del Giubileo. Perché questi eventi possono rappresentare un obiettivo alto per qualunque cellula terrorista imbottita sino al midollo di Captagon, la droga degli jihadisti.

La lezione di Charlie Hebdo - Dalle drammatiche battaglie di Parigi la polizia italiana ha tratto lezioni fondamentali. “Lo hanno dimostrato gli assalti al Charlie Hebdo prima e di Saint Denis poi” ha spiegato Franco Maccari, segretario Sindacato Indipendente di Polizia (Coisp), “a subire il primo impatto sono le normali forze di polizia, i reparti speciali agiscono solo a bocce ferme, occorre dunque armare e addestrare meglio chi è chiamato al presidio”.  L’allarme terrorismo si è nuovamente acuito, con un’allerta 2 servono risorse e uomini che in realtà non ci sono, dicono i poliziotti. “Lo dimostrano le frontiere sguarnite, intelligence che necessitano di rinforzi, intere squadre operative che lavorano senza neppure i giubbotti antiproiettile poiché dispongono di un decimo di quelli che servirebbero”, ha spiegato ancora Maccari, mettendo in evidenza che “il giubbotti prodotti in Israele sono scaduti nel 2012”.

Il turn over - In realtà, il solo addestramento non basta, ha rilevato ancora il segretario del Coisp, occorrono più uomini e armi idonee alla guerra che si sta combattendo.  “Siamo allibiti dal candore e dalla semplicità con cui Alfano continua a travisare la realtà: a quanto ci risulta, il turn over è ancora fermo al 55%, ciò significa rimpiazzare il numero dei poliziotti che vanno via con un numero pari alla metà del primo”: Maccari, preoccupato per le drammatiche vicende di Saint Denis, attacca il Ministro dell'Interno e bussa a danari.  In effetti, le squadre antiterrorismo sono composte da poliziotti sottratti al controllo del territorio, uomini in attesa di formazione specifica ed aggiornamenti indispensabili per fronteggiare le nuove sempre più ardue sfide che minacciano gli italiani. “Abbiamo all’orizzonte nuovi tagli per milioni e milioni di euro al Comparto ed intanto, giusto per gradire, un Giubileo alle porte”, conclude Maccari. 

Le critiche ad Alfano - Le sicurezze di Alfano non sono condivise nemmeno da Gianni Tonelli segretario del Sindacato autonomo di polizia (SAP), messo in allarme, tra le altre mille cose, dalla notizia che il Dipartimento di pubblica sicurezza sta pensando di far lavorare gratis i poliziotti che andranno a Roma per il Giubileo. Che vuol dire “Gratis”? “Vuol dire che il governo non pagherà l’indennità di missione a chi sarà chiamato a operare a Roma”. La traduzione: i cittadini e i pellegrini saranno protetti da “volontari”. In sintesi, la nostre forze dell’ordine non saranno in grado di sviluppare una difesa coerente dei fedeli durante il Giubileo. “Da tanto tempo”, spiega ancora Tonelli, sto chiedendo di organizzare corsi antiterrorismo”.

I corsi antiterrorismo -  Ma le sue richieste, reiterate anche dagli altri sindacati di polizia, non sono state ascoltate. Eppure, spiega ancora il sindacalista, “per i corsi bastavano 6 milioni in 3 anni mentre Montecitorio spende 7 milioni all'anno per le pulizie”. Se i poliziotti piangono, i carabinieri non possono permettersi di ridere: “Noi e i carabinieri non abbiamo mai sparato su un bersaglio mobile: un conto è affrontare un terrorista d’altri tempi, un altro trovarsi di fronte a un martire della Jihad imbottito di Captagon pronto a farsi saltare in aria”, ha concluso il segretario del Sap. E Alfano che fa? Vieta il volo dei droni per evitare rischio attacchi.