Smart City, c’è ancora molto da fare: eppure significano più vivibilità per i cittadini e benefici per l’ambiente

Sviluppare i progetti per le città intelligenti significa servizi più efficaci per la collettività e miglior qualità della vita

Smart-city, il futuro (Ansa)
Smart-city, il futuro (Ansa)
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Sempre più spesso si parla di Smart City, le città intelligenti, quelle che riescono, in base ad adeguati piani e alle nuove tecnologie, a creare servizi veloci ed innovativi per i cittadini. Servendosi dell’Internet of Things (di cui la città diventa uno dei luoghi di maggior applicazione), predisponendo reti wi-fi pubbliche, attivando cloud compunting di massa, massimizzando l’efficienza dei servizi e dei trasporti urbani.

Più servizi e miglior qualità della vita

In effetti il concetto di Smart City si inquadra in una prospettiva di servizi più efficaci e di miglior qualità della vita per la collettività. Eppure in Italia resta parecchio da fare. Come notava alla fine dello scorso anno Angela Tumino su blog.osservatori.net, si infrappongono problemi di carattere economico ma anche, a volte, carenza di competenze e scarsa organizzazione. Eppure è evidente che la città Smart può funzionare anche nel nostro Paese come testimoniano, per citarne alcune, gli esempi di Milano e Torino.

Milano è la città italiana più smart (Ansa)

Esiste un grande potenziale ancora bloccato. Un campo enorme da seminare, da “aggredire” con forza, perché fare in fretta significa migliorare velocemente la vita delle persone, accrescerne la cultura, risparmiare  e tutelare l’ambiente. Concretizzare i progetti di Città intelligente significa coinvolgere in primo luogo, quindi, le istituzioni, perché le modifiche urbanistiche da realizzare sono compito dei Comuni, delle Regioni e soprattutto dello Stato.

L'indagine

Una indagine di Osservatorio Internet of Things, evidenzia come il 51% dei comuni italiani medio-grandi, nel 2018, aveva avviato un progetto di Smart City nel triennio precedente, col 56% delle iniziative tuttavia ancora in fase di sperimentazione. Si stenta insomma a dare concretezza alle idee.  I comuni – spiega blog.osservatori.net - faticano ad estendere i progetti all’intero territorio e ad integrarli tra loro. E’ vero che esistono, come si diceva, realtà interessanti come Milano, Torino o Parma che sono, per così dire, avanti, ma ciò non basta per cogliere appieno il significato dei benefici delle Smart City nell'ottica del sistema Paese. Mancherebbe  in molti casi, in definitiva, una integrazione delle varie sperimentazioni in corso entro una precisa strategia di sviluppo del territorio.

Una strategia condivisa

Un altro dato messo in luce dalla ricerca inoltre è che buona parte delle iniziative si arena dopo la prima fase di sperimentazione. Occorrerebbe di conseguenza una strategia nazionale condivisa. A livello centrale sarebbe necessario - si evidenzia -  “stabilire impegni e priorità per i comuni cercando di trovare il giusto compromesso tra l’attuale ‘anarchia’ dei progetti e un’eccessiva centralizzazione”.

Torino (Ansa)

La sostenibilità economica e sociale

Interessante poi la risposta che Osservatorio Internet of Things dà alla domanda se sia sostenibile la Smart city da un punto di vista economico. A questo proposito – si legge - bisogna valutare in maniera chiara tale tipo di benefici ma anche quelli sociali.  Per questo l’Osservatorio ha sviluppato alcuni modelli di stima dei costi e dei benefici di quattro applicazioni Smart City, prendendo in esame Milano.

Ne viene fuori che tutti i progetti analizzati risultano in grado di ripagarsi proprio grazie all’entità dei benefici. In pratica, “in 1-2 anni nel caso della Gestione dei parcheggi; in 2-5 anni per la Raccolta rifiuti; in 3-5 anni per l’Illuminazione intelligente; in 6-9 anni per le soluzioni di Smart Building in edifici pubblici.

I benefici per la comunità

A questo va aggiunto per altro il beneficio per la comunità derivante dal miglioramento dei servizi, dalla sostenibilità e dalla miglior vivibilità. E’ stato calcolato, per dirne una, che nel capoluogo lombardo ciascun cittadino potrebbe risparmiare un equivalente di 3 giorni all’anno che - non sembri strano - si perdono mediamente in quell’arco di tempo per cercare un parcheggio libero. Ma si ridurrebbero anche le emissioni di anidride carbonica di oltre 60mila tonnellate annue, con ovvie ricadute positive sull’ambiente.

I fondi europei

Per consentire la realizzazione di progetti in quest'ambito si può attingere anche ai fondi europei. Parma, per esempio, si è mossa insieme ad altre 4 città europee per realizzare un progetto pilota finanziato dal programma Ue Horizon 2020. Se questo diventerà realtà si potrà, tra non molto, rientrare dal lavoro usando un veicolo elettrico senza conducente e trovare a casa la cena consegnata a domicilio, i panni stirati e un bel mazzo di fiori freschi. 

Stando a quanto si dice, nell'attuale programmazione europea 2014-2020, le opportunità di finanziamento per progetti legati direttamente o indirettamente alle Smart city arrivano a 456,6 miliardi di euro. In Italia, oltre a Parma, si starebbero muovendo in questo ambito anche altre città.

Il progetto Smart City di Cagliari

La strada delle Smart city passa però anche per la Sardegna, e più di preciso a Cagliari. Il capoluogo sardo si è posto da tempo  infatti al centro delle ricerche in fatto di sviluppo intelligente delle città del nuovo millennio, con il CRS4 e cercando un accordo con Huawei . Il primo accordo tra la Regione e la società risalirebbe già al 2015, e ha visto la creazione un polo di ricerca specializzato con l’obiettivo di creare nuove tecnologie legate alle smart city. Il Join Innovation Center, questo il nome del progetto, è stato inaugurato all’interno del parco tecnologico di Pula nel 2016. Da ultimo ha visto un incremento sostanziale degli investimenti, provenienti dalla stessa regione Sardegna e dal colosso cinese Huawei. Il risultato è il super-cervellone elettronico Ioc (Intelligence operation center), un prodigio della tecnologia capace di raccogliere ed analizzare i dati provenienti dalla città. C’è da sperare ora che la città e la sua nuova giunta riescano a completare il cammino tracciato.