I nostri ragazzi hacker incompresi: ecco a cosa dobbiamo stare attenti con i nostri figli

La prossima volta che vostro figlio ve ne combinerà un’altra delle sue provate anche a vedere l’hacker che è in lui

I nostri ragazzi hacker incompresi: ecco a cosa dobbiamo stare attenti con i nostri figli

Noi adulti vediamo sempre male i nostri ragazzi quando tentano di “fregarci”, oppure di stravolgere e trasgredire le regole della nostra Società.Noi adulti vediamo sempre male i nostri ragazzi quando tentano di “fregarci”, oppure di stravolgere e trasgredire le regole della nostra Società.

Il rispetto delle regole

E’ una cosa per noi disdicevole, da non fare. Del resto noi adulti sappiamo benissimo che in ogni Società esistono delle regole, e che queste non possono essere trasgredite, altrimenti si paga, ed è giusto ricordarlo ai nostri figli.
Eppure accade. Perché? Che cosa passa nella testa dei nostri ragazzi? Perché devono mettere sempre alla prova le regole? E soprattutto: come dovremmo comportarci noi adulti?

La verifica

Uscendo dai discorsi del bene e del male, le nuove generazioni piegano le regole del loro Mondo non solamente per il gusto della trasgressione o per ricavarne dei benefìci, ma soprattutto per verificarne i punti di forza e di debolezza, per poi studiarne delle alternative creative. Fa parte del processo di crescita, e dell’evoluzione delle Società.

Una mente da pirata informatico

E’ un comportamento assimilabile a quello dell’hacker, termine tanto caro nel mondo dell’informatica, ma dal quale dobbiamo imparare e prendere spunto per comprendere meglio cosa accade nella mente dei nostri ragazzi.
Essere hacker non è solamente entrare nei siti protetti, oppure rubare i dati delle carte di credito, anzi non è nulla di tutto questo.
Essere hacker è prima di tutto un atteggiamento mentale: chiedersi il perché delle cose, capire come funzionano, e poi tentare di scardinarle per trovarne i punti deboli.

La richiesta di ascolto

Un hacker è il bambino quando smonta la penna oppure il giocattolo per vedere come sono fatti dentro, e poi tentano di rimontarli. E’ capire come ragionano i propri genitori, in modo da portare le argomentazioni più convincenti (persuasive?) per chiedere l’acquisto dell’ultimo iPhone. E’ il ragazzino che crea un secondo account di Instagram per agire di nascosto sai suoi genitori.
Trasgressione, vandalismo, tradimento della fiducia, oppure sperimentazione dei propri limiti, delle proprie capacità, e di come funziona la Realtà in cui si accingono a vivere?

Il manifesto hacker

Forse possiamo aiutarci, e quindi aiutare meglio i nostri ragazzi, operando un cambiamento di prospettiva, e vedendo il comportamento da hacker dei nostri figli come ciò che realmente è: una loro presa di posizione nei confronti della società, una voce che chiede, anzi pretende di essere sentita. Come ci viene magistralmente spiegato nel Manifesto Hacker del 1986 in tutta la sua cruda sincerità, e che ci racconta una Realtà vista con altri occhi:

• Una realtà in cui i ragazzi non vengono valorizzati, perché “Sono più intelligente della maggior parte dei mei compagni e questa roba che insegnano mi annoia”, dopo la quindicesima volta che gli spiegano come si riduce una frazione

• Una realtà in cui i nostri ragazzi vogliono sbagliare per imparare, come quando scoprono il computer, uno strumento che “fa ciò che voglio io. Se commette degli errori, è perché io gli ho indicato male. Non perché non gli piaccio”

• Dei ragazzi che chiedono certezze e un certo senso di intimità oramai dimenticato dalla Società, come quando vanno su Internet, un luogo in cui “conosco tutti, anche se non li ho mai incontrati realmente...e forse non ci sentiremo più di nuovo”

• Dei ragazzi affamati di sapere e arrabbiati, perché “siamo stati nutriti come dei bebè a scuola mentre noi avevamo fame di bistecche”

• Dei futuri uomini che vedono le contraddizioni tra ciò che noi adulti predichiamo e i nostri reali comportamenti
E soprattutto dei ragazzi che reclamano il Mondo che è il loro Futuro.

Colpevoli di curiosità

Un Mondo in cui essere liberi di esprimersi e di costruire l’Identità che loro sentono dentro di sè, scevro e lontano dalle logiche di guerra di noi adulti, senza confini geografici che non hanno senso di esistere, né di distinzioni di razza, colore della pelle, religione. Ragazzi il cui unico vero grande crimine, forse, è la curiosità.
Quindi, la prossima volta che vostro figlio ve ne combinerà un’altra delle sue, mentre gli state ricordando le regole e le sanzioni, cosa che comunque deve essere fatta proprio il suo bene, provate anche a vedere l’hacker che è in lui.