Intelligenza Artificiale tra Etica e Politica: Italia aperta all’Innovazione con l’Uomo al centro del processo

Lo Statuto Etico e Giuridico per l’AI si basa su presupposti filosofici e mette l’Uomo responsabile al centro dell’Universo tecnologico

intelligenza artificiale tra etica politica e filosofia

Due notizie, in settimana, hanno generato notevole tam tam mediatico su quotidiani cartacei e online. Entrambe raccontano del ruolo ormai fondamentale giocato dalla Intelligenza Artificiale nell’analisi dei dati e nell’efficientamento dei processi produttivi in ogni settore. Entrambe lanciano warning sulla centralità delle competenze umane nel dominio dei processi.

L'Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano

La prima, in ordine temporale, è un puntuale resoconto statistico dell'Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano e mette in evidenza il valore attuale del mercato dei big data analytics in Italia (1,7 miliardi in crescita del +23%). Un mercato che “non conosce crisi”, a detta di Carlo Vercellis, responsabile scientifico dell'Osservatorio, nonostante persista un notevole divario fra imprese di grandi dimensioni e PMI in termini di investimenti in formazione e infrastrutture tecnologiche.

Strategia vincente: internalizzare e puntare sui Data Scientist

Tra le strategie vincenti adottate dai “big”, si legge nella parte dedicata ai commenti dei responsabili dell’analisi, la capacità di internalizzare le competenze puntando alla ricerca e sviluppo di progetti, e processi, “fatti in casa”. Figure perno della rivoluzione data driven aziendale sono quindi il Data Scientist, il Data Analyst, il Data Engineer e il Data Visualization Expert. Figure qualificate il cui scopo sia organizzare e ottimizzare processi adottando metodologie di machine learning avanzate, nel rispetto tuttavia della qualità del lavoro umano.

La Conferenza internazionale organizzata dalla Fondazione Leonardo

Competenze e responsabilità sono i perni attorno ai quali ruota anche il senso della seconda notizia, la Conferenza internazionale organizzata a Roma da Fondazione Leonardo Civiltà delle Macchine. “Finalizzato a discutere le implicazioni etiche e giuridiche correlate al crescente uso delle tecnologie di I.A.”, il ciclo di incontri spalmati su due giorni, 21 e 22 novembre, presso la Camera dei Deputati, ha senza dubbio il merito di aver posto l’accento sulla necessità di fornire un vademecum istituzionale e normato alle aziende italiane, uno Statuto che, per le implicazioni etiche e morali, farà senza dubbio discutere e riflettere. Il messaggio inviato alla conferenza dal Presidente della Repubblica Mattarella è chiaro: “È essenziale definire i limiti etici dello sviluppo della tecnologia attraverso la condivisione di approcci che, affermando la posizione di centralità dell'uomo, contribuiscano all'attuazione piena dei principi fondanti della civiltà".

Vademecum non solo per Data Eruditi

Basi metodologiche, struttura argomentativa e linguaggio dello Statuto sono fortemente filosofici e costringono il lettore a porsi domande per nulla banali e scontate: sino a che punto è lecito spingersi nella creazione di sistemi automatici indipendenti dal controllo umano? Soprattutto: sino a che punto ha senso creare sistemi automatici il cui fine sia sostituire, non aiutare, l’uomo a svolgere meglio il proprio lavoro? Lo Statuto è una sorta di vademecum interessante anche per chi sia completamente digiuno di tecnologia e algoritmi. Riflettere sul ruolo dell’Uomo all’interno dell’Universo Tecnologico è compito non solo dei Data Eruditi di nuova generazione.