Futuro alla Terminator o alla Asimov: saremo Dei liberati dal lavoro o schiavi dell'intelligenza artificiale

Se un tempo erano le corti europee e i mecenati a foraggiare il genio, oggi il genio si foraggia da solo attraverso la propria inventiva e creatività, qui entrano in gioco Jack Ma ed Elon Musk.

futuro terminator Asimov macchine ai intelligenza artificiale Musk Ma Rudy bandiera Innovazione
di Rudy Bandiera   -   Twitter: @rudybandiera   Sito web: Rudy Bandiera

Ho un sogno, fin da piccolo: ascoltare un dialogo tra Leonardo Da Vinci e Einstein o, per dire, tra Newton e Picasso, ma credo che le possibilità di esaudirlo siano pochine, un po’ perché sono tutti morti e, anche se non lo fossero, sono vissuti in momenti diversi.

Però, anche se non abbiamo questa opportunità, possiamo comunque sperare in qualcosa di moderno e soprattutto di vivo: chi sono due tra i più grandi geni oggi viventi?
Qualcuno dirà Jobs, ma no, anche lui ci ha lasciati, solo che con questo ancoraggio la fantasia è già volata al mondo dell’impresa dove oggi albergano e prosperano i grandi geni del presente: se un tempo erano le corti europee e i mecenati a foraggiare il genio, oggi il genio si foraggia da solo attraverso la propria inventiva e creatività (e con le banche, of course), quindi personalmente mi vengono in mente due individui in particolare, che sono Jack Ma ed Elon Musk.

Chi sono? Davvero non conoscete questi due?

Jack Ma Yun, è un imprenditore cinese ed è il fondatore e presidente di una fra le maggiori compagnie di commercio online, la Alibaba Group.

È stato il primo imprenditore della Repubblica Popolare Cinese ad apparire sulla copertina della rivista Forbes, mentre nel 2009 venne scelto dalla rivista Times come uno dei 100 uomini più importanti al mondo. Al 2017 è l'uomo più ricco della Cina con un patrimonio di 30,9 miliardi di dollari. (Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Ma)

Diciamo non proprio uno scappato di casa ecco, ma uno che (pur non essendo un tecnico puro) ha fatto della tecnologia e della visione del futuro il proprio pane quotidiano, arrivando a mettere insieme uno degli e-commerce più grandi al mondo che solo nel 2012, con due dei portali principali di Alibaba, ha gestito 170 miliardi di dollari in vendite ovvero di più di eBay e Amazon insieme.

Dall’altra parte abbiamo il signor Elon Reeve Musk che è fondatore e CEO di SpaceX, co-fondatore e CEO di Tesla e co-fondatore e CEO di Neuralink. Inoltre, è presidente di SolarCity, fondatore di The Boring Company e co-fondatore di PayPal e OpenAI. Nel dicembre 2016 si è posizionato alla 21ª posizione nella lista delle persone più potenti del mondo secondo Forbes. A maggio 2019, con un patrimonio di 20,3 miliardi di dollari, risulta al 51º posto della lista delle persone più ricche del mondo. (fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk)

Ecco, anche questo non proprio uno sprovveduto vista la quantità enorme di cose che fa e che si appresta a fare (ha la fissa per Marte, per esempio). Un uomo che, francamente, non riesco a capire come possa gestire il tempo, dato che facciamo fatica noi poveri cristiani, ma tant’è.

 Beh, ecco, immaginate di mettere questi due a parlare insieme di futuro, cosa ne potrebbe uscire?
A mio avviso sarebbe una delle cose più straordinarie da ascoltare, in assoluto, considerando le visioni prodigiose che hanno avuto in passato e visto il punto di vista privilegiato che hanno oggi.

Ecco, è successo.

L’incontro c’è stato ed è avvenuto a fine agosto 2019 al World Artificial Intelligence Conference di Shanghai, ovvero un evento in cui si è appunto parlato di intelligenza artificiale e quindi di futuro, dove se ne sono viste delle belle.

 La cosa più incredibile nell'ascoltare quello che si sono detti i due geniacci, è che pare proprio vedano le cose in modo del tutto opposto!

I punti di vista dei due mega imprenditori non sono solo distanti ma diametralmente opposti: per farvi capire quello di Elon, 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale hanno pubblicamente chiesto all’ONU di bloccare la corsa agli armamenti autonomi (ovvero dotati di IA) ed uno dei primi firmatari è stato proprio Musk:

Le armi letali autonome minacciano di essere la terza rivoluzione in campo militare. Una volta sviluppate, permetteranno ai conflitti armati di essere combattuti su una scala più grande che mai, e su scale temporali più veloci di quanto gli umani possano comprendere: sono armi che despoti e terroristi potrebbero rivolgere contro popoli innocenti, oltre che armi che gli hacker potrebbero riprogrammare per comportarsi in modi indesiderabili. Non abbiamo molto tempo per agire: una volta aperto il vaso di Pandora, sarà difficile richiuderlo. 

È evidente che la visione del cofondatore di Tesla non si limiti alle IA presenti dentro ai nostri Alexa o Google Home ma vada oltre e di molto, verso appunto una intelligenza di sviluppo militare che, seguendo quello che hanno detto i firmatari, rappresenta un vaso di Pandora che una volta aperto sarà devastante.

Ecco, queste idee Musk le ha portate all’evento insieme a Ma che di fatto vede le cose in modo del tutto opposto e in ambiti e settori diversi, visto che ha affermato che l’IA potrebbe portare alla nascita di nuovi lavori, mansioni e mestieri i quali saranno strutturati in settimane lavorative di sole 4 ore al giorno per 3 giorni alla settimana.

Dice Ma che questo “consentirà agli umani di godersi la vita e vivere più a lungo. Dobbiamo essere pronti ad entrare nell’era in cui tutti potranno vivere 120 anni”.

 Al di là delle contraddizioni di pensiero che possono esserci tra due individui estremamente ego-riferiti, emergono anche punti di contatto e visioni comuni e sono queste sulle quali mi voglio concentrare. Musk sostiene che “Il tasso di cambiamento della tecnologia è incredibilmente veloce. Sta superando la nostra capacità di capirlo” e questo è dovuto al fatto che gli scienziati, ovviamente, non sono in grado di pensare a qualcosa di più intelligente di loro, mentre dall’altra parte Ma dice che “Per i prossimi 10 o 20 anni ogni essere umano, paese e governo dovrebbe concentrare i suoi sforzi sulla riforma del sistema scolastico”.

 Sono questi due i punti su cui dobbiamo concentrare la nostra attenzione perché il futuro distopico alla Musk o il roseo futuro alla Ma dipendono da quello che noi decideremo di fare in ambito formativo, per insegnare ai nostri ragazzi ad imparare, da oggi e per i prossimi 10 anni.

Se vivremo 120 anni lavorando pochissimo dobbiamo cambiare paradigma da subito, modi di pensare: dobbiamo emanciparsi dal concetto secondo cui il lavoro è un valore, oltre che imparare ad organizzare il nostro -tanto- tempo libero in altri modi.

Dobbiamo imparare che può esistere qualcosa di più intelligente di noi, ma che se è creato da noi, deve sottostare alle nostre regole e dobbiamo -soprattutto- imparare che le regole in un mondo globale devono essere globali, non locali.

I grandi scienziati e imprenditori possono parlare, raccontare la loro visione, dirci cosa accadrà ma tutto, ripeto tutto quello che accadrà non dipende dalle loro visioni ma dal modo con cui oggi noi tutti interpretiamo il presente.

Dobbiamo cambiare noi e da questo cambiamento dipende il futuro. Letteralmente.