Il boom della start-up al femminile che pensa al piacere delle donne: raccolti oltre 5 milioni di dollari

Negli Stati Uniti è un fenomeno. Dipsea è una app progettata per il benessere sessuale ma puntando sull’aspetto mentale della sfera più intima

Il boom della start-up al femminile che pensa al piacere delle donne: raccolti oltre 5 milioni di dollari

È una start-up decisamente atipica, ma in pochi mesi ha già raccolto 5,5 milioni di dollari in finanziamenti e nel mondo delle imprese digitali (e finanziarie) c’è chi ipotizza per Dipsea un brillante e sempre più ricco futuro. Se ne era già accorto in estate il settimanale New Yorker, con un lungo articolo che aveva fatto discutere, ora anche il New York Times ha dedicato alla start-up, alla sua giovane fondatrice (29 anni) Gina Gutierrez e alla sua socia Faye Keegan, un’intera pagina con tanto di diario settimanale annesso. 

La sfera mentale della sessualità femminile 

Cosa è Dipsea? L’app fondata nel dicembre 2018 è il primo esempio di azienda al femminile, progettata da donne e pensando al piacere delle donne. Più precisamente al “benessere sessuale” delle donne, come spiega nelle sempre più numerose interviste la sua fondatrice. L’idea le è venuta quando insieme a Faye - un po’ per divertimento, un po’ sul serio - si sono rese conto di quante fossero le aziende che vendevano vibratori, ma tutte puntando sulla tecnologia mentre nessuna si occupava veramente dell’aspetto mentale della sessualità femminile. In un’America come quella di oggi dove le donne vogliono essere in prima persona le protagoniste della propria vita sessuale.

“Abbiamo pensato che la cosa migliore era costruire una vera e propria piattaforma audio per il benessere sessuale delle donne, benessere visto secondo tutte le prospettive, le preferenze e i generi”, ha spiegato Gutierrez al New York Times. Ed ecco l’idea diventare business. Con un abbonamento di 8,99 dollari al mese (o quello, meno caro, annuale di 47,99 dollari) le donne - ma anche gli uomini se vogliono - hanno accesso a un illimitato numero di ‘short stories and guide sessions’ sul sesso attraverso i podcast. Brevi racconti e piccole guide di 15 minuti divise in diverse categorie che variano da “avere una cotta” ad “avere un flirt”, da “relazione aperta” a una “meditazione erotica”, dal “voyeurismo” alla “masturbazione”.  

Una app utile e mai volgare 

Il New Yorker aveva visto lontano quando aveva scritto a luglio scorso che “con una grafica accattivante e mai volgare, con una scrittura decisamente alta per gli standard erotici online, con le storie interpretate da attrici credibili e simpatiche, Dipsea riesce ad evitare le insidie comuni del dramma sia erotico che audio”. Aggiungendo come “l’eleganza del marketing, il suo design visivo, le illustrazioni leggermente astratte di corpi di diversi colori, dimensioni e generi, i titoli intriganti, gli scenari erotici di buon gusto tra giovani urbani istruiti, sessualmente ed etnicamente diversi”, avrebbero fatto dell’azienda di Gina e Faye una delle start-up dell’anno. 

Non ci aspettavamo un successo così grande 

“Eravamo convinte che il mondo femminile avesse bisogno di qualche cosa di simile, ma neanche noi ci aspettavamo un successo così grande. Per molte donne scoprire attraverso la nostra app quanto siano comuni idee e cose spesso associate solo con il porno, è stai molto importante. Le ha fatte sentire con più potere”. La società, che ha sede a San Francisco, si è rapidamente allargata: oggi ha 16 dipendenti, già duecento podcast in onda e oltre 300mila download. Ed è solo l’inizio.