Patrimonio culturale italiano sotto attacco: l'Italia paga anche la scarsa cultura tecnologica

Nel nostro Paese ci sono pochi eventi dedicati alle novità tecnologiche nel settore dei Beni Culturali

Tecnologia Conservazione Beni Culturali

Anche questa settimana le pagine dei giornali, cartacei e online, sono ricche di eventi e iniziative dedicati all’innovazione, appena conclusi o ancora in corso. Alcuni di essi sono davvero curiosi, come il Festival del Futuro, alle Fiere di Verona il 16 e 17 Novembre. Organizzato dal Gruppo Athesis, con Harvard Business Review Italia e Eccellenza d'Impresa, il festival, alla sua prima edizione, ospita meeting dedicati alla nutrizione, al clima, all’intelligenza artificiale, alla robotizzazione del lavoro, alla longevità, al governo dei processi di digitalizzazione. Altre manifestazioni guardano alle novità in ambiti di nicchia, come quello della music industry: alla Milano Music Week, dal 18 al 24 Novembre, la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) sponsorizza incontri sul ruolo della blockchain per l’industria musicale, su come le tecnologie emergenti influenzino artisti tradizionali ed emergenti, su pro e contra del mercato digitale.

Mancano eventi dedicati alle novità tecnologiche nel settore dei Beni Culturali

Si sente un po’ la mancanza di eventi che illustrino al pubblico i progressi dell’innovazione nel settore della Conservazione del Patrimonio Culturale. Eppure è un ambito ricco di novità tecnologiche, tanto che quasi tutte le Università italiane ubicate nelle principali città d’arte vantano corsi di Laurea in “Scienze e Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali”; percorsi formativi per figure professionali esperte in diagnostica, scienza e tecnologia applicate ai beni culturali, recentemente disciplinati dal Mibact nel D.M 244 del 20-05-2019, già presenti in altri Paesi europei. È, senza dubbio, una delle professioni dell’immediato futuro. L’Italia è ricca di tesori da conservare e da scoprire, e la tecnologia, unita all’amore per il territorio, può aiutare a contrastare il degrado: causato, in parti uguali, dal clima impazzito e dalla stupidaggine umana. Sì, perché non è ammissibile, nell’era della iper-tecnologia, che un fenomeno naturale come l’alta marea a Venezia, seppure di portata eccezionale, colga del tutto impreparate le Istituzioni.

Gli studenti del Conservatorio di Venezia contro burocrazia e dabbenaggine

Nel presente immediato, guardiamo quindi con fiducia e riconoscenza il piccolo esercito di ragazzi (una cinquantina) del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Armati di carta assorbente e phon, in questi giorni di acqua alta, i giovanissimi studenti lavorano giorno e notte per rimediare ai danni, temiamo irreversibili, subiti da manoscritti e opere antiche uniche per la storia della Musica, traslocate nel 2014 (con poca lungimiranza e centinaia di migliaia di euro stanziati in parte dal MIUR), dallo storico mezzanino, al piano terra di Palazzo Pisani. Come più volte dimostrato, finanziamenti e tecnologia avanzata possono poco o nulla contro burocrazia, incompetenza e dabbenaggine.

Consapevolezza e responsabilità per contrastare e prevenire il degrado

Non dimentichiamo che a ridosso dei due conflitti mondiali, soldati altrettanto giovani rischiarono, persero, la vita per mettere in salvo da saccheggi e distruzione gran parte delle meraviglie storico artistiche che oggi popolano i musei di tutto il mondo. Non è fiction, è Storia. Esistono foto, filmati e documenti. Consapevolezza e responsabilità valgono più di ogni sterile nozionismo, o specializzazione, per contrastare e prevenire i disastri di qualsiasi forma ed entità.