Internet compie 50 anni: ha rivoluzionato il mondo ma non mancano le ombre

Ha cambiato il modo di lavorare, di comunicare e in sostanza di vivere. Ma restano aperte due grandi questioni: l'accesso limitato alla metà della popolazione mondiale e il rispetto della privacy. E sullo sfondo rimane anche il nodo sulla conservazione della grande quantità di dati e informazioni prodotte da persone e oggetti

Internet compie 50 anni: ha rivoluzionato il mondo ma non mancano le ombre
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Internet spegne 50 candeline. La rete di telecomunicazioni più estesa al mondo dopo quella telefonica ha attraversato mezzo secolo di storia. Dal primo scambio di informazioni tra due computer, riuscito solo in parte, fino ai giorni nostri, in cui ad essere connessi sono miliardi di oggetti come la tv o il contatore della luce, ha rivoluzionato il modo di lavorare, di comunicare e in sostanza di vivere. 

Da Arpanet al World Wide Web

La storia è nota. In origine la rete non si chiamava ancora internet, ma Arpanet (un progetto voluto da un'agenzia del dipartimento della Difesa statunitense) e collegava appena quattro terminali. Da quel primo collegamento la tecnologia è progredita e la rete si è estesa. Ma per far decollare internet sono dovuti passare ancora diversi anni. Il punto di svolta si ha nel 1989 quando Tim Berners-Lee, il "papà del web" presenta un progetto al Cern di Ginevra in cui espone la base teorica del World wide web. Dopo appena due anni, nel 1991, il primo sito web è online. 

Tim Berners-Lee nel 1989

I motori di ricerca e la posta elettronica 

Il web è stato solo uno degli ingredienti che hanno decretato il successo di internet. Oggi si contano più di un miliardo e mezzo di siti, ma per renderli accessibili un ruolo fondamentale lo hanno svolto i motori di ricerca che hanno consentito agli utenti di  trovare le informazioni nel mare magnum della rete. Altro elemento chiave è stata la posta elettronica, nota universalmente con il simbolo della chiocciolina (@) nata già nel 1971 dalla mente del programmatore Ray Tomlinson. Attualmente, secondo i dati raccolti da Statista, nel mondo si scambiano 293 miliardi di email al giorno. Uno strumento diventato indispensabile nel mondo del lavoro ma non solo.

Sardegna culla di internet in Italia 

Per la diffusione di internet in Italia un contributo importante è arrivato dalla Sardegna. L'isola può essere considerata la culla del web del nostro Paese. Inizialmente con Video On Line, il primo Internet Service Provider Italiano, fondato nel 1993 da Nicola Grauso, e poi con Tiscali che nel 1999 è stata la prima azienda italiana di telecomunicazioni ad offrire l’accesso gratuito alla rete. 

Renato Soru fondatore di Tiscali e attuale amministratore delegato (Foto di repertorio ai tempi dell'avvio dell'azienda)

Metà del mondo escluso dalla rete 

Internet ha cambiato profondamente ogni aspetto della società e non è un caso che molti storici parlano del suo avvento come della terza rivoluzione tecnologica della storia moderna. Tuttavia affianco a tante luci non mancano anche le ombre. La prima riguarda l'accesso. La metà della popolazione globale è ancora esclusa da questa rivoluzione. I dati ufficiali parlano chiaro. Secondo l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu), alla fine del 2018 gli utenti di internet erano 3,9 miliardi, pari al 51,2% della popolazione mondiale.

Il problema della privacy e del rispetto della democrazia 

Il secondo grande problema nato con internet è quello della raccolta di dati e informazioni personali. I servizi di maggiore successo del web sono gratuiti. Google e Facebook sono solo i più noti. Ma, come spiegato da molti economisti, se "un servizio è gratuito allora il prodotto sei tu". Tradotto in termini più semplici: il business dei giganti del web si basa sulla raccolta sistematica di informazioni degli utenti (la cosiddetta profilazione) che vengono vendute ad aziende per scopi commerciali. Le recenti vicende di Cambridge Analytica e l'inquinamento delle elezioni presidenziali americane del 2016 dimostrano però che il passo dalla sfera commerciale a quella politica è breve. Tema delicatissimo in quanto mina alle fondamenta i principi democratici su cui poggiano le società occidentali. 

La nuova frontiera: l'internet degli oggetti 

Nel frattempo è già comparsa la nuova frontiera di questa fantastica tecnologia: l'internet degli oggetti nota anche come Iot (Internet of things). Il numero di dispositivi di vario tipo connessi in rete ha già ampiamente superato quello delle persone. Dalla lavatrice all'auto, dalle luci di casa a macchinari in fabbrica, l'internet delle cose si prepara a dar vita alla prossima grande rivoluzione. Oggi si contano 26 miliardi di oggetti collegati e secondo gli analisti la cifra balzerà a 75 miliardi entro il 2025, con un impatto economico potenziale di 11mila miliardi di dollari. Ma attenzione, anche in questo caso affianco ai benefici sulla qualità della vita dei singoli ci saranno anche nuovi problemi. E anche in questo caso il timore principale è quello relativo alla privacy, perché la raccolta di informazioni da parte dei giganti digitali andrà oltre i confini del web per estendersi praticamente a tutti gli ambiti della quotidianità.

Il Web quantistico 

Guardando invece ad un futuro più lontano i grandi cambiamenti della rete arriveranno con lo sviluppo del web quantistico in cui le comunicazioni saranno basate sulle proprietà del mondo degli atomi e delle particelle elementari. Una indicazione in questa direzione è arrivata dal convegno "I primi 50 anni di internet" dedicato ai pionieri di internet e al futuro della ricerca scientifica in questo settore, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dall'Università di Pisa, in collaborazione con i Politecnici di Milano e Torino. Secondo gli esperti queste nuove tecnologie rappresenteranno un autentico cambio di paradigma, caratterizzato dalla possibilità di trasferire attraverso la rete grandi quantità di dati come per esempio le sequenze del Dna. Tradotto in termini più semplici: la capacità di trasmissione di dati e informazioni crescerà in maniera esponenziale. 

Il problema della conservazione dei dati

Riportando però l'attenzione al futuro più prossimo, un altro tema da non sottovalutare è quello della conservazione delle informazioni raccolte dal web e dall'internet degli oggetti. Chi sarà il detentore dei dati? Ovvero, in quali data center saranno archiviati? Risposte che necessitano serie riflessioni da parte della classe politica, perché l'indipendenza dei singoli Paesi nei prossimi anni passerà dal modo in cui verranno controllate le infrastrutture di telecomunicazione e le informazioni che su di esse transitano.