Creato un reattore nucleare portatile, l’ultima invenzione della Nasa spaventa il mondo

Ma l’agenzia vorrebbe servirsene principalmente per le future missioni nello spazio. Un generatore di questo tipo, infatti, potrebbe supportare le colonie umane su Luna e Marte

Il 'Kilopower reactor using stirling technology'
Il "Kilopower reactor using stirling technology"

Per dare il via alla colonizzazione umana di alcuni pianeti del Sistema Solare saranno necessarie una moltitudine di risorse, e non parliamo soltanto di ossigeno, acqua e cibo e protezione dalle radiazioni solari. I coloni avranno bisogno di energia elettrica, di tanta energia elettrica, e pensare di generarla attraverso l’utilizzo di pannelli fotovoltaici è inverosimile. E’ per questo che gli Stati Uniti, ma non sono gli unici, sono da anni impegnati nella ricerca di una fonte energetica efficiente e trasportabile. Gli scienziati si sono focalizzati sul nucleare, dando vita a un reattore per la fissione nucleare portatile. Il dispositivo, dopo una sperimentazione segreta durata svariati anni, ha visto ora la luce. Si chiama “Kilopower reactor using stirling technology”, o più semplicemente “Krusty”, e sarebbe in grado di generare ogni ora da 1 a 10KW di energia elettrica.

Il dispositivo, stando ai bene informati, è stato testato dal novembre del 2017 al marzo del 2018 all’interno del Nevada national security site, un’area classificata a massimo livello di sicurezza all’interno della quale, a partire dall’11 gennaio del 1951, vengono effettuati test relativi ad armi e strumentazioni “nucleari”. Il piccolo reattore, dopo aver superato le quattro fasi di sperimentazione, sembra pronto per dare il proprio contributo alle missioni spaziali. Le sue dimensioni, estremamente compatte, lo renderebbero trasportabile su un qualsiasi veicolo spaziale. Secondo la Nasa il piccolo Krusty è un reattore per la fissione nucleare basato su una concezione innovativa, qualcosa che negli Usa non si vedeva da oltre 40 anni. Lo sviluppo di un dispositivo di questo tipo non servirà soltanto ai futuri coloni.

Negli Usa è in atto una guerra totale alle centrali nucleari. Nessuno le vuole più, e nessuno vuole più farsi carico dei costi proibitivi dovuti allo stoccaggio delle scorie… Ad oggi, per la conservazione delle scorie radioattive il governo americano spende annualmente 7,5 miliardi di dollari, e la cifra sembra destinata a crescere, superando entro i prossimi anni i 35 miliardi di dollari! Un dispositivo portatile potrebbe esser dunque la soluzione? Il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti è convinto di sì, e in questo progetto (e altri similari) ha investito ogni risorsa disponibile.

E ora, dopo le ingenti spese sostenute, è indispensabile presentare dei risultati. Gli Usa contano di lanciare in orbita un primo reattore Krusty entro i prossimi 3 anni, così da verificarne le eventuali criticità prima dell’avvio delle missioni umane su Luna e Marte. Sia chiaro, il Krusty non è la versione “aggiornata” dei classici generatori termoelettrici a radioisotopi (Rtg) utilizzati per alimentare le missioni Curiosity, i vari Mars lander, le navicelle Voyager o il viaggio della sonda Cassini diretta verso Saturno.

Il “Kilopower reactor using stirling technology” è dotato - garantiscono gli stessi scienziati - di una tecnologia innovativa, e con una efficienza energetica decisamente migliore. I ricercatori mirano a sviluppare a breve delle versioni ancor più potenti, fino a centinaia di kilowatt, ma resterà fondamentale la miniaturizzazione del generatore, che non dovrà esser più grande di un normale frigorifero. Inutile dire che in tanti hanno espresso perplessità. Un reattore portatile di queste dimensioni genera meno energia di una centrale, ma può comunque essere una minaccia per la sicurezza. Non è infatti escluso che tali dispositivi possano essere poi concessi anche a società private che potrebbero servirsene per progetti civili non nello spazio ma sul pianeta Terra.