Santoro scende in campo a rate per il Sì di Renzi, ma non si è venduto per un piatto di lenticchie. E vi spiego perché

di Luca Telese
Perché Michele Santoro stupendo tutti si schiera con il Sì (anche se lo fa con fatica, rivelando la sua decisione a rate, parlando di astensione, poi di voto incerti, e infine sostenendo Renzi). L'ex conduttore di Samarcanda, il grande nemico del potere mediatico è rimasto stupito della messe di insulti che sono piovuti sulla sua testa, degli anatemi, delle accuse di essere un traditore ed un rinnegato. Ci ho parlato privatamente, a lungo, e poi l'ho sentito a Di Martedì. Non mi ha convinto. È non perché penso che si sia venduto per un piatto di lenticchie, perché ovviamente non è vero. Non perché stupisca il fatto che tutta la Rai, e chi ci lavora - e stupisce - sia molto più schierata che ai tempi della Santa è democratica lottizzazione democristiana (non si fa mai troppo tardi a riabilitarla) in un grottesco monocolore di cui anche Michele oggi diventa parte.
Ieri l'intervista di Floris mi ha colpito che - per la prima volta - sembrava che l'idea di sinistra di cui Santoro per tanti anni ha vagheggiato, coincidesse con Renzi e perché sembrava che il punto di osservazione di Michele fosse dentro il Palazzo e dentro Potere. Fatelo lavorare, questo ragazzo, fate attenzione ai barbari che sono alle porte, che cosa volete che conti Verdini - diceva Michele - che tutto sommato è un personaggio marginale (è l'uomo che ha votato questa Costituzione portando in dote decisive truppe trasformistiche a Renzi, invece). Sono rimasto stupito, è vero. Non siamo nella cittadella assediata dai barbari che immagina Michele. È questa Costituzione non è un "cambiamento" dopotutto positivo, ma una riforma che software il parlamento al controllo degli elettori per farne una Camera di politici nominati dalla politica. Sono il potere e le elites che corrono in soccorso di questo potere arrrogante, ed è curioso che Michele vada a fare massa là in mezzo, come un Semprini qualsiasi.
Questo è Santorismo basico: essere il perno intelligente del contropotere. Mi sembra assurdo assumere con apprensione il punto di vista de potere in una delle sue incarnazioni più grottesche, nei tempi del controllo ferreo sull'informazione e dei Tg dettati con la bacchetta magica di Palazzo Chigi e di Filippo Sensi. Quindi non è la gente cattiva contro Santoro, ma Michele Santoro contro la storia di Michele Santoro a fare notizia. Questo si a denti stretti è assurdo, non rispetto ai nostri sogni, ma rispetto alla storia del santorismo, a quello che ha seminato.