Altre tre vittime sul lavoro: sono 14 in una settimana. Operai morti nel Milanese, 4 indagati per omicidio

Una delle ipotesi è che i due operai siano scesi senza protezioni adeguate nel locale in cui è installato il serbatoio, forse per armeggiare con qualche valvola e probabilmente per risolvere qualche problema

Altre tre vittime sul lavoro: sono 14 in una settimana. Operai morti nel Milanese, 4 indagati per omicidio
di TiscaliNews

Altre tre vittime sul lavoro. Il primo incidente è successo nel Reggiano in uno stabile della frazione di Borzano ad Albinea, dove un operaio edile 56enne è morto per le gravi lesioni riportate a seguito di una caduta da circa 10 metri d'altezza mentre stava lavorando alla manutenzione del tetto. Secondo una prima ricostruzione del personale del Servizio Prevenzione e sicurezza della Medicina del Lavoro di Reggio Emilia intervenuto insieme Carabinieri di Albinea, l'uomo si trovava su una impalcatura quando, per cause ancora in corso di accertamento è precipitato al suolo.

Il secondo incidente è invece accaduto nel cuneese dove un agricoltore ha perso la vita mentre lavorava nel suo campo di nocciole a Roddi, in provincia di Cuneo. Il trattore che guidava si è ribaltato e lo ha travolto, uccidendolo. Sarebbero stati i vicini a dare l'allarme. Sul posto stanno operando i carabinieri di Alba e lo Spresal dell Asl Cn2. E' la 13esima vittima del lavoro dell'ultima settimana.

Il terzo incidente invece è accaduto a Mosciano Sant'Angelo in provincia di Teramo, quando per cause ancora in corso d'accertamento il trattore si è ribaltato schiacciando e uccidendo Gabriele Grosso, 72 anni, di Mosciano. Sul posto sono intervenuti immediatamente il 118 e i vigili del Fuoco ma per l'uomo non c'è stato niente da fare. L'uomo è morto sul colpo per la gravità delle ferite riportate. 

Intanto quattro persone, tra legali rappresentanti e amministratori delle aziende Sol e Autotrasporti Pe' di Costa Volpino (Bergamo), sono state iscritte nel registro degli indagati per l'ipotesi di omicidio colposo in relazione alle morti di Emanuele Zanin e Jagdeep Singh operai deceduti due giorni fa a Pieve Emanuele (Milano) per una fuoriuscita di azoto mentre si apprestavano a caricare una cisterna di azoto liquido usato nei laboratori dell'università Humanitas. Le iscrizioni sono atti di garanzia per procedere con gli accertamenti tecnici irripetibili e con l'autopsia nelle indagini dei pm milanesi. 

Nelle prossime ore, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Paolo Filippini, saranno inoltrate le informazioni di garanzia con le relative comunicazioni sugli accertamenti tecnici irripetibili, in particolare sull'autocisterna e sul serbatoio di azoto, e per l'autopsia (non ancora fissata). Le iscrizioni, atti dovuti a garanzia, riguardano due legali rappresentanti e amministratori della ditta di autotrasporti, per la quale lavoravano i due operai, e due legali rappresentanti e amministratori della Sol, il gruppo che si occupava delle forniture di azoto per l'Humanitas.

Intanto, sul tavolo degli inquirenti sono arrivate le prime informative dei carabinieri, gli atti del sequestro dell'autocisterna e del serbatoio e anche le immagini di una telecamera collocata vicino alla cisterna da cui si sarebbe verificata la perdita di azoto che ha ucciso i lavoratori.

Una delle ipotesi è che i due operai siano scesi senza protezioni adeguate nel locale in cui è installato il serbatoio, forse per armeggiare con qualche valvola e probabilmente per risolvere qualche problema o anomalia sorta e che avrebbe bloccato le operazioni di rifornimento, mentre l'autocisterna era parcheggiata sopra, vicino alla parte alta del serbatoio. Un operaio è stato trovato senza vita vicino alla cisterna e l'altro nei pressi della scala di ferro di accesso. Quest'ultimo, dunque, potrebbe essere intervenuto per soccorrere il collega in un disperato tentativo di salvarlo.

Le risposte sulle cause della fuoriuscita di azoto e sulla presenza in quel locale dei due operai (per rifornire non c'era la necessità di scendere giù) potrebbero arrivare dalle consulenze tecniche disposte dai pm con gli accertamenti irripetibili, a cui potranno partecipare anche i consulenti degli indagati e dei familiari delle vittime. La Procura dovrebbe nominare un ingegnere meccanico.