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Marittimi italiani efficienti ma soffrono routine e solitudine

di Ansa   
Marittimi italiani efficienti ma soffrono routine e solitudine

(ANSA) - GENOVA, 11 OTT - Efficienti, capaci di adattarsi alle situazioni, responsabili, ma alle prese con la ripetitività e lo stress di un ambiente sempre uguale e, soprattutto per quanto riguarda gli ufficiali, un po' soli. E' il quadro dipinto dalla ricerca presentata oggi a Genova nel convegno "Nella testa dei marittimi: un'analisi psicologica dei bisogni", organizzato dal sindacato dei marittimi italiani Uslac-Uncdim-Smacd all'interno della Genoa Shipping week. Lo studio, realizzato da Psicologia del mare, gruppo di ricerca dell'Università di Torino e della Sapienza-Università di Roma, ha coinvolto un campione di 848 marittimi (45% ufficiali, 33% comandanti o direttori di macchina e 21% sottufficiali o comuni), impiegati su navi passeggeri (48%), cargo (32%) e unità operative (19%).

"Gli ufficiali hanno un rischio burn out più elevato, sono quelli che soffrono di più la solitudine rispetto agli altri e il carico di lavoro, che è quasi equiparato a quello del comandante, rispetto ai sottufficiali" sottolinea Clarissa Cricenti di Psicologia del mare, che con Francesco Buscema ha presentato lo studio. I comandanti reputano la qualità dell'ambiente di lavoro più adeguata (3,5 su una scala di 5) rispetto a ufficiali e sottufficiali (3), sono più attenti alla sicurezza (4.5), risentono meno delle pressioni lavorative e vivono come meno negative relazioni e solitudine (2) rispetto agli ufficiali (2.5), mentre non ci sono differenze con i sottufficiali, ma soffrono lo stress delle emergenze. "Dallo studio emerge che è necessario intervenire su fattori specifici per ciascuna categoria: fattori di rischio legati al carico di lavoro nei comandanti, fattori di protezione, come le capacità di relazionarsi, per ufficiali e sottufficiali, i rischi sociali, le dinamiche negative a bordo e la solitudine" spiega Buscemi. E Claudio Tomei, presidente Uslac aggiunge: "Credo che bisognerà adottare politiche ed iniziative specifiche di sostegno sia pratico che psicologico per tornare a livelli di aiuto reciproco che in un ambiente di lavoro complesso come la nave sono fondamentali". (ANSA). .

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