La cordicella della Raggi per le domande su Marra e le bollette di Renzi non pagate lasciate sul tavolo di Gentiloni

È giusto bombardare la Raggi di domande su Marra? Giusto, giustissimo. Virginia si dimostra ironica ed efficace in televisione, da Floris, e inventa un microtormentone per difendersi: "Tiro la cordicella?". Come per dire: faccio come quei pupazzi per bimbi con la ricarica che ripetono la stessa cosa ogni volta che tiri il filo? Giusto, giustissimo. Ma il ficcante interrogatorio di Floris, mi fa venire due domande. La prima: che la Raggi spiegandosi in TV è più convincente di quando si trincera dietro i muri di omissis e i silenzi stampa. La seconda: cosa accaserebbe se con uguale rigore si facesse "tirare la cordicella" anche ad altri politici, a partire da Renzi? A Ezio Mauro, l'unico che lo ha intervistato dopo la sconfitta il premier ha detto: "Migliaia mi hanno chiesto di candidarmi". La cordicella avrebbe preteso la reiterazione di questa domanda: "Ma non avevi detto che ti ritiravi dalla politica?". Valgono per la Raggi le domande sullo staff e sugli assessori: ma a Renzi si potrà chiedere qualcosa sulla pioggia di miliardi che il suo governo ci ha lasciato in eredità da risolvere? Alitalia, Manovra, Montepaschi? Come le bollette non pagate che si trovano quando si entra in una nuova casa. Miliardi e miliardi. Prima di raccontarci i miracoli delle sue riforme, forse, il premier e i suoi dovrebbero tirare anche loro la cordicella, come Virginia, e spiegarci cosa è successo, la distanza tra il #cambiareverso e lasciare il conto da pagare sul tavolo.