Covid Italia, contagi in calo: numeri e dati su casi e decessi

Covid Italia, contagi in calo: numeri e dati su casi e decessi
di Adnkronos

(Adnkronos) - Contagi Covid in netto calo in Italia e cominciano a diminuire anche i decessi anche se restano comunque altissimi. Ieri nel nostro Paese sono stati registrati 57.890 nuovi casi di coronavirus e 320 morti in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Calano i pazienti in terapia intensiva e i ricoverati con sintomi. C'è attesa per il report Iss: il miglioramento dei dati si rifletterà anche sul colore delle Regioni, come il Piemonte che da lunedì tornerà in zona gialla. 

GIMBE - Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana nella settimana 9-15 febbraio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (439.707 contro 649.345), con una riduzione percentuale del 32,3%. "I nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – registrano per la terza settimana consecutiva una netta flessione: sono circa 440 mila con una riduzione del 32,3% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che scende da 87.384 casi del 9 febbraio a 62.815 il 15 febbraio (-28,1%). Un crollo imputabile sia al netto calo dei tamponi, sia alla ridotta circolazione virale che rimane ancora elevata, come documenta la sostanziale stabilità del tasso di positività dei tamponi antigenici rapidi". Ancora in discesa i ricoveri per Covid, sia in area medica (-14,9%) sia in terapia intensiva (-18,7%). Cominciano a diminuire, per la prima settimana, anche i decessi, con una riduzione del 16%. Sono stati 2.172 negli ultimi 7 giorni (di cui 184 riferiti a periodi precedenti), con una media di 310 al giorno rispetto ai 370 della settimana precedente, rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe nella settimana 9-15 febbraio. Nella settimana precedente i decessi erano stati 2.587.  

ALTEMS - Mortalità per Covid-19 per la prima volta in calo in Italia, questa settimana, dopo 3 mesi. E' quanto emerge dall'85esimo Instant report settimanale dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'università Cattolica di Roma. A 4 settimane dal raggiungimento del picco nell'incidenza di casi Covid, che ha fatto registrare il dato record di 1.767,5 casi ogni 100mila abitanti nella settimana tra il 12 e il 18 gennaio 2022, finalmente - si legge nel report - anche la curva della mortalità comincia a scendere. Il dato si attestava a 3,7 decessi ogni 100mila abitanti nel periodo 2-8 febbraio, mentre nella settimana tra il 9 e il 15 febbraio scende a 3,0 decessi ogni 100mila abitanti.  

ECDC - L'Italia e tutta l'Europa continuano però a rimanere interamente in rosso scuro, il colore che indica il livello massimo di rischio epidemiologico per Covid-19, nella mappa pubblicata ogni giovedì dall'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e disegnata sulla base di un criterio che ora prende in considerazione, oltre al tasso di positivi sul totale dei test effettuati e del numero dei nuovi positivi ogni 100mila abitanti, anche il tasso di vaccinazione. La situazione, nell'ultimo aggiornamento diffuso dal centro con sede a Stoccolma, resta immutata rispetto a quella della scorsa settimana. 

GLI ESPERTI - "Spero che nelle prossime 2-3 settimane si arrivi a un numero accettabile" di morti Covid "che probabilmente in questa situazione è sotto la soglia dei 100 al giorno, sempre altissimo come numero ma più accettabile e anche più in linea con gli altri Paesi" dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova.  

"Anche ieri è caduto un boeing e ci vorrà ancora un mesetto per vedere quasi azzerata la curva dei morti Covid" afferma il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. Un mese intero "perché - spiega il medico - c'è tutta la 'carriera' della malattia", che può portare a esiti fatali e "che non passa per forza di cose dalla terapia intensiva. Anche i pazienti che sono ricoverati nei reparti ordinari in ospedale purtroppo li vediamo al mattino che stanno bene e poi invece magari vengono a mancare. Pochi per fortuna, ma succede", sottolinea Pregliasco.