Le auto dei carabinieri diventano verdi. Gazzelle "ibride" dopo l'incorporazione della Forestale nell'Arma  

Sui social circolano le foto di vetture con la scritta Carabinieri ma con i riferimenti alla Forestale

di Walter Ciancilla

Le auto dei carabinieri sono scure. Colore blu notte, da sempre. Sono facilmente riconoscibili e trasmettono sicurezza. La targa CC e il numero 112 impresso sulla carrozzeria sono inconfondibili. Ma a breve qualche dubbio potrebbe nascere perché in strada vedremo auto verdi.

È il risultato dell’incorporazione del Corpo Forestale nell’arma dei Carabinieri che ha dato vita a Gazzelle "ibride" (in dotazione dal primo gennaio 2017 del Comando tutela ambientale, agroalimentare e forestale). Nelle foto che stanno facendo il giro dei social, si vede un’Alfa Romeo verde che ricorda le vetture in dotazione alla Forestale. Ma sulla fiancata reca la scritta Carabinieri. E se ciò non bastasse a confondere il cittadino, il numero delle emergenze riportato non è il 112 ma il 1515, quello che solitamente si chiama in caso di incendi.

Ma le sorprese delle nuove vetture (poche perché le vecchie scure resteranno naturalmente in servizio) non finiscono qui. Sulla targa si legge Cfs e non CC. Insomma il compromesso per lasciare traccia di quello che fu il glorioso Corpo Forestale dello Stato, soppresso fra le polemiche dal governo Renzi, ha dato un risultato al quale ci vorrà del tempo per abituarsi.

Non si abitueranno facilmente i diretti interessati, gli oltre 7500 agenti che saranno assorbiti dai carabinieri. "Sembrano le macchine della Lega Nord”, commentano quelli più restii a digerire la riforma. Il sindacato dei forestali, che rischia di scomparire per la militarizzazione del corpo, ha presentato ricorso alla Corte Europea. E lo stesso hanno fatto con il Tar i poliziotti "verdi" che non vogliono indossare la divisa con le stellette. 

Usa un neologismo per criticare l'iniziativa, Luca Marco Comellini, segretario del partito dei militari. "Le auto dei 'forebinieri' rendono perfettamente l'idea del pastrocchio di una riforma che è nata male e sicuramente finirà peggio. Renzi è ancora in tempo per fermare questa baggianata". Per ora, in attesa di un difficile dietrofront, prepariamoci alla novità cromatica che troveremo in strada.