Movimento per la Decrescita Felice: a Roma la qualità della vita non si misura con l'aumento del Pil

MDF, Movimento per la Decrescita Felice, una realtà del panorama nazionale che suggerisce un'alternativa al concetto di crescita come aumento della produzione di merci

Movimento per la Decrescita Felice: a Roma la qualità della vita non si misura con l'aumento del Pil
di CRT

Roma, 13.03.2015 (CRT) – La Decrescita felice rappresenta non soltanto un agire critico rispetto al sistema economico fondato sulla crescita della produzione di merci ma anche un’alternativa radicale al suo sistema di valori. Proprio per dare un risvolto pragmatico all'alternativa che la Decrescita rappresenta, nel 2007 Maurizio Pallante fonda Il Movimento per la Decrescita Felice che si struttura in circoli territoriali a livello nazionale e propone un approccio diverso rispetto alla politica, alla tecnologia e ai nostri stili di vita. Uno dei capisaldi è l’autoproduzione, così come ci viene spiegato dalla presidentessa del circolo di Roma, Lucia Cuffaro“Ciò che caratterizza principalmente il Circolo di Roma e, soprattutto, il percorso dei primi due o tre anni, è l’Università del Saper fare, un progetto nato a Torino che si è diffuso in tutta Italia. Non è una università vera e propria, ma è un percorso; ovvero la possibilità di persone che hanno qualche esperienza o competenza sull’autoproduzione di beni - quindi un’esperienza sul concetto di indipendenza dal mercato e sulla realizzazione di prodotti che siano naturali e che non facciano male, a differenza di tanti prodotti in vendita che inquinano e ledono la salute - e si è iniziato questo percorso a Roma con le persone che provavano a spiegare le competenze acquisite (come fare il pane, come fare i detersivi, riparazioni elettriche, un piccolo orto… ) donando il tempo agli altri”.

L’autoproduzione dunque come risorsa di risparmio energetico, di tempo, di materie prime. Concetti che si riflettono anche nel rapporto con le tecnologie, il Movimento associa infatti il termine progresso alla possibilità che una tecnologia offre di consumare meno materie prime e smaltire meno rifiuti. L’attenzione al risparmio in campo energetico nella vita di tutti i giorni, è ben simbolizzata dal progetto “Voglio una casa sana”, ce ne parla la responsabile Federica Rella: “Il progetto 'Voglio una casa sana' lo stiamo organizzando con il Movimento per la Decrescita Felice ed è totalmente in linea con il concetto di Decrescita in quanto, secondo noi, la decrescita dei consumi energetici è il primo obiettivo per riqualificare un ambiente, un edificio. Quindi l’idea è nata soprattutto ragionando dall’interno: abbiamo cominciato con l’evento che si è tenuto lo scorso 8 febbraio, relativamente alla salubrità e al comfort che è legato al consumo energetico dell’edificio, dell’involucro”.  

“Da lì stiamo continuando ad approfondire l’argomento e il 21 marzo parleremo invece della diagnostica che è il primo passo per la riqualificazione: se non sappiamo il punto di partenza non possiamo stabilire cosa fare per risolvere il problema degli alti consumi, perché la riqualificazione è necessariamente abbassare in consumi, prima ancora di mettere un pannello solare o di utilizzare le tecnologie; è importante perché, abbassando i consumi, riusciamo a consumare meno energia, che sia energia rinnovabile o che sia energia da fonti fossili a noi non interessa. Quello che invece ci interessa è abbassare i consumi energetici: questo è il primo punto”.

Nell’ottica di diffondere sempre più i principi fondanti del Movimento, è nata l’idea di creare un’agenda MDF, ovvero un libretto a calendario che contenga spazi, oltre a quelli riservati a segnare in ciascun giorno dell’anno le cose da farsi quotidianamente, dedicati alla condivisione e alla divulgazione delle nostre idee. L’agenda conterrà non soltanto ricette decrescenti o utili consigli per farsi le cose in casa, ma anche suggerimenti pratici per migliorare la qualità della vita quotidiana, impattare meno e essere più felici.
La progettazione dell’agenda sarà gestita dal circolo di Roma (con l’aiuto disinteressato dei volontari e della casa editrice Cliquot – ma con i contributi nei contenuti di tutti i circoli d’Italia. La stampa sarà fatta con i materiali meno impattanti possibile (carta riciclata ecc.) e l’agenda sarà multianno affinché non rimangano copie inutilizzabili in giacenza.

Abbiamo parlato di:

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