Bambini intelligenti: con Education to talent il Veneto insegna ai docenti come riconoscere e valorizzare i plusdotati

Il Veneto è la prima e unica regione italiana ad aver finanziato un progetto di formazione, "Education to talent", per i docenti alle prese con i gifted children

Bambini intelligenti: con Education to talent il Veneto insegna ai docenti come riconoscere e valorizzare i plusdotati
di Alice Cavicchioli

Padova 13.3.2015 (Alice Cavicchioli) - Imparano a leggere e a scrivere precocemente, sono capaci di porre domande complesse sulla morte e sull’universo, hanno un accentuato senso dell’umorismo incompreso dai coetanei, e un pensiero creativo eccezionale. Sono i gifted children, i bambini che hanno un “dono”, un potenziale cognitivo sopra la media che - se non è riconosciuto e valorizzato - rischia di diventare quasi una maledizione, spingendoli all’isolamento e all’emarginazione. Oltre che ai genitori, un ruolo chiave spetta agli insegnanti e proprio a questi ultimi il Veneto ha dedicato, prima e unica regione in Italia, un progetto di formazione specifico, Education to talent, rivolto a docenti della scuola primaria e secondaria.

Giunto alla sua terza edizione, Education to talent è nato in seno al Dipartimento di psicologia dello sviluppo dell’Università di Padova sotto la guida della professoressa Daniela Lucangeli e con il supporto di GATE Italy (acronimo di Gifted And Talented Education), associazione scientifica nazionale con sede a Padova che riunisce i principali esperti italiani e internazionali sui temi della plusdotazione e dei bisogni educativi speciali.

L’obiettivo è quello di fornire agli insegnanti gli strumenti per riconoscere e valorizzare nel modo giusto i bambini plusdotati, il tutto in un’ottica d’inclusione rispetto ai coetanei. Se infatti si stima che i bambini gifted siano fra il 2 e il 5%, è importante considerare che le ricadute di un approccio educativo corretto verso questi talenti naturali si ripercuotono su tutta la classe trasformandoli in un valore aggiunto per i compagni. Allenare i docenti a cogliere le peculiarità degli alunni ad alto potenziale cognitivo, inoltre, stimola una crescente attenzione nei confronti dei talenti che ogni bambino – plusdotato o no – ha in sé.

“All’interno della scuola esistono delle strategie specifiche da poter mettere in atto con questi bambini – spiega Martina Pedron, psicologa e psicoterapeuta – come ad esempio forme particolari di cooperative learning, le classi aperte o addirittura forme di accelerazione che non consistono nel passaggio ad una classe successiva ma prevedono la possibilità per i bambini plusdotati di andare a seguire alcune lezioni con i compagni più grandi.” Da evitare poi l’errore di affidare ai bambini gifted una maggiore quantità di compiti a casa; ciò su cui bisogna puntare è piuttosto la qualità degli esercizi a loro dedicati. I suggerimenti per i genitori? “Non spaventarsi della precocità – continua Martina Pedron - incentivare la curiosità e motivare all'apprendimento di nuovi concetti, far sperimentare esperienze concrete, prestare attenzione ai fratelli ed alle sorelle che potrebbero non avere le stesse caratteristiche”.

Education to talent è giunto ad un’applicazione pratica grazie al finanziamento della Regione Veneto, che ha formato a proprie spese centinaia di insegnanti della scuola veneta. “Difficilmente – sottolinea Daniela Lucangeli - le istituzioni sono attente alle applicazioni delle ricerche scientifiche d’avanguardia. Questo caso ci ha dimostrato concretamente invece che questo passaggio è fondamentale e possibile”.

Abbiamo parlato di:

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