Cibo, immigrazione e integrazione, il primo Home Restaurant interetnico

L'ultimo progetto ideato dall'associazione Isola Quassu'd, fondata e diretta da Emanuela Pistone.

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di CN LAB

Catania 24.07.2015 (CN) – Diffonde la storia del cibo come storia dei popoli. Un incontro tra cibo e parole che racconta e insegna qualcosa in più delle nostre origini mediterranee. Questo è Isola Quassùd Home Restaurant, l’ultimo progetto ideato da Isola Quassùd, Associazione Culturale nata a Catania nel 2004, fondata e diretta da Emanuela Pistone, che ha dato vita a numerose iniziative volte a promuovere la conoscenza, l’incontro tra culture diverse e la convivenza pacifica tra persone, con l’ambizione di mostrare che l’incontro di civiltà è l’unica strada degna di essere percorsa. Il progetto è il risultato di un ascolto attento alle diversità, col fine di mettere in atto una cooperazione umana che coinvolga figure professionali eterogenee, artisti e migranti.

“Non è solo cucina interetnica, IQ Home Restaurant – spiega Pistone - è anche arte, teatro, e soprattutto opportunità di lavoro e d’istruzione per i ragazzi stranieri residenti a Catania i quali, dopo inumani viaggi attraverso il deserto e il mare, sono arrivati in Italia per essere vittime privilegiate della solitudine e dell’abbandono. Il nostro Home Restaurant vuol essere un’alternativa concreta e creativa di occupazione e solidarietà. Perché il cibo è la metafora perfetta dell’integrazione, del convivere assieme al fine di un bene comune”.

Professionisti, studenti universitari italiani e stranieri, minori stranieri non accompagnati, rifugiati e richiedenti Asilo, borsisti internazionali, mediatori culturali presenti nel territorio provinciale: saranno loro stessi i protagonisti del progetto IQ Home Restaurant.

Per iniziare a muovere i primi passi, Isola Quassùd darà vita a una vera e propria startup (Home Restaurant) all'interno dei locali dell’Associazione. Si organizzeranno così nei week-end cene su prenotazione con un menu che, oltre ai sapori nostrani, si arricchisce delle ricette multietniche dei paesi d’origine dei ragazzi coinvolti, il tutto accompagnato da storie, racconti, canti, danze.

Aiutare IQ ad avviare l’Home Restaurant vuol dire dare nuova vita e restituire a tanti giovani un diritto imprescindibile: il diritto di sperare e sognare. “Con 5.000 euro – racconta Pistone - compreremo le attrezzature necessarie per un primo allestimento della cucina, nel dettaglio: Frigorifero, Lavastoviglie, Cappa, Stoviglie, Utensili cucina, Allestimento sala, Abbigliamento cucina e personale di sala, Certificazioni per la manipolazione degli alimenti HACCP, biblioteca di libri da cucina dei diversi paesi di provenienza dei ragazzi. Il nostro Home Restaurant offrirà attività didattica svolta dai ragazzi stessi, delle vere e proprie lezioni per insegnare le ricette dei piatti che vengono offerti. Un grazie – conclude - va ai nostri sostenitori e ai nostri soci, che da sempre ci danno forza e ci aiutano a resistere. Perché resistere è creare. Ma per creare dobbiamo superare i confini delle nostre paure e ritrovare quei riti di comunione che sappiano abbattere le barriere costruite dai nostri padri, lì dove il mare si imbarbarisce”.
 
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