Tav a Vicenza, Ferrovie a Nordest presenta il progetto alternativo alla kermesse di Out

L'associazione Ferrovie a Nordest ha presentato un progetto alternativo a quello di Rfi per soddisfare l'alta velocità e capacità nell'area di Vicenza senza creare danno al territorio

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di Alice Cavicchioli

Vicenza 9.2.2015 (Alice Cavicchioli) - Consumo del territorio, degrado degli spazi pubblici, assedio da parte delle grandi infrastrutture. Pericoli (quando non già realtà) concreti in terra veneta. Nel 2015, anno mondiale dei suoli, l’Osservatorio urbano-territoriale di Vicenza ha promosso l’evento “Tre giorni per la città e il paesaggio”. Ai Chiostri di Santa Corona si sono alternati esperti, attivisti e giornalisti specializzati che hanno coinvolto la cittadinanza parlando di alternative concrete alle politiche urbanistiche considerate costose e impattanti per la città, Tav in testa. Le vicende legate al tracciato per l’Alta velocità scuotono la città da tempo con un forte movimento contrario al progetto.

”L’Alta velocità e capacità – spiega Francesca Leder, docente di Urbanistica all’Università di Ferrara e membro di Out - passa per Vicenza a completamento di un tracciato che va da Verona a Padova e lo fa in un modo straordinariamente invasivo. Nello studio di fattibilità è previsto, come opera complementare, un tunnel viario che si abbina a un canale scolmatore e passa sotto la collina di Monte Berico, che è la collina che sovrasta la città, per poi sbucare nella zona Ovest di Vicenza, proprio sotto la Villa Valmarana ai Nani”.

Oltre al tunnel che dovrebbe passare sotto Monte Berico, a preoccupare è anche l’abbandono dell’attuale stazione centrale di Vicenza che verrebbe spostata in zona Fiera. “Esistono casi in Europa e in Italia – specifica Federico Gitto, presidente dell’associazione Ferrovie a Nordest – in cui si è voluto artificialmente spostare la stazione più importante della città in un punto periferico e nel corso di 30 anni la nuova stazione ha perso completamente interesse per i cittadini andando a creare un lento declino sia per il servizio ferroviario sia per la città stessa”.

Nonostante il clamore suscitato dal progetto anche a livello internazionale, con l’Unesco che ha scritto al sindaco Variati chiedendo chiarimenti e un articolo del Guardian sulla possibile distruzione del paesaggio artistico fra Padova e Vicenza, a gennaio il consiglio comunale ha approvato lo studio di fattibilità del tracciato. Il fronte del no è però deciso a dimostrare, documentazione alla mano, che esiste un’alternativa, meno costosa e impattante, elaborata da Ferrovie a Nordest e presentata il 7 febbraio alla cittadinanza.

“Abbiamo voluto dimostrare innanzitutto che serve un metodo diverso per lo sviluppo delle opere pubbliche – spiega Gitto – Un metodo che deve partire dalle esigenze del territorio e solo alla fine dare una risposta su come nella pratica bisogna costruirle, non il contrario. Inoltre abbiamo voluto dare una dimostrazione pratica di quali servizi potrebbero essere creati nell’area metropolitana vicentina e di come l’allargamento a quattro binari della linea esistente si possa fare senza creare danno al territorio e anzi valorizzandolo sia dal punto di vista paesaggistico sia dal punto di vista del servizio ferroviario che serva non solo ai traffici di transito ma anche alle città e ai territori attraversati”.

Abbiamo parlato di:

Out: WebsiteFacebook

Ferrovie a Nordest: Website - Facebook

Tav a Vicenza: Info dal sito del Comune di Vicenza

Villa Valmarana Ai Nani: Website - Facebook