Cicr, Cicr chiede nuova strategia finanziaria per aree di guerra

Cicr, Cicr chiede nuova strategia finanziaria per aree di guerra
di Askanews

Roma, 24 giu. (askanews) - La Croce rossa internazionale resta "lo strumento più efficace" per la "protezione umanitaria nel mondo", ma necessita di "un impegno politico autentico" dei governi e di un "opportuno ripensamento delle priorità finanziarie". E' quanto ha detto il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Peter Maurer, alle commissioni riunite Esteri e Affari sociali. "Ci pare che la comunità internazionale non stia stanziando in modo adeguato le risorse in rilezione a quelle situazioni che ne hanno maggiore bisogno", ha commentato Maurer, ricordando che "oggi i conflitti si realizzano in Ucraina, Siria, Libano, Giordania, Nigeria", ovvero "tutti Paesi a medio reddito".Il Cicr intende "rispondere ai bisogni della gente in modo imparziale e neutraloe" ma "non è in grado di risolvere i problemi a monte, di risolvere i problemi dei finanziamenti che vanno in direzioni sbagliate", ha insistito il presidente Maurer. "Non sto dicendo che abbiamo bisogno di moltissimi soldi in più, ma di un ripensamento, di un maggior impegno per il dialogo, per soluzioni politiche", ha aggiunto.Da parte del Cicr c'è la "convinzione" che manchi "attenzione politica adeguata alla soluzione dei problemi", poiché "ci limitiamo a subire impatti umanitari negativi ma non andiamo alle cause sottostanti". "I politici sostengono le attività umanitarie perché questa sembra la soluzione più semplice di fare politica: ma questo non è il modo migliore per ottimizzare il lavoro umanitario. Noi abbiamo bisogno di sostegno poltico per la neutralità, non di Paesi che interferiscono o cercano di lanciare operazioni a titolo personale per conquistare il consenso della popolazione", è l'opinione di Maurer."Desidero incoraggiare il governo italiano e le commissioni" del Parlamento "a concorrere ad affrontare le radici dei conflitti", ha concluso il presidente del Cicr. "Noi non saremo in grado di sopportare l'impatto umanitario dei conflitti in corso, non saremo in grado di rispondere in maniera adeguata se non saranno affrontati a livello politico".