Salute, un esame del sangue potrà rivelare se si è malati di tumore

Un test messo a punto da un gruppo di ricercatori britannici analizza le mutazioni genetiche del cancro nel Dna presente nel plasma, evitando la biopsia e consentendo una diagnosi rapida

Salute, un esame del sangue potrà rivelare se si è malati di tumore
di LaPresse

Un nuovo esame del sangue potrebbe cambiare il modo in cui viene diagnosticato il cancro.  I ricercatori dell'ospedale Royal Brompton e dell'Istituto nazionale cuore e polmoni (Nhli) all'Imperial College di Londra sperano che il test che hanno messo a punto possa essere disponibile durante gli esami di routine, per fornire una diagnosi accurata nel giro di pochi giorni e aumentare così in maniera esponenziale le possibilità di iniziare il trattamento il prima possibile. Il test aiuta a identificare le mutazioni genetiche specifiche del cancro nel Dna e può davvero cambiare le diagnosi e il trattamento per tutti i tipi di cancro, ha spiegato il chirurgo toracico Eric Lim , del Royal Brompton & Harefield NHS Foundation Trust, che ha condotto lo studio sugli esami del sangue di 223 pazienti.
 
Nel test il Dna da esaminare viene estratto dal plasma e analizzato per identificare 3 mutazioni genetiche comuni nelle patologie cancerogene. Durante lo studio ai ricercatori non veniva detto se i pazienti sottoposti a interventi preventivi di chirurgia per tumori conosciuti o sospetti al polmone avessero già ricevuto o meno una diagnosi definitiva, ma usando gli esami del sangue erano comunque in grado di identificare correttamente le mutazioni genetiche nel Dna di quasi 7 pazienti su 10 che poi ricevevano la diagnosi definitiva della malattia.
 
“Il test non è comunque un'alternativa alla biopsia per tutti i pazienti”, ha detto il dottor Lim presentando i risultati della ricerca alla Conferenza mondiale annuale sul cancro al polmone, che si è tenuta in Colorado, negli Stati Uniti. “Quando l'esame ematico dà un risultato positivo – ha aggiunto – significa però che un paziente può salvarsi da un intervento non necessario e invasivo. Il nostro test può anche permettere ai pazienti di sottoporsi prima a ulteriori esami e iniziare i trattamenti contro la malattia con parecchio anticipo”. L'esame, che dovrebbe costare al sistema sanitario nazionale poche centinaia di euro, sicuramente meno di un intervento chirurgico, potrebbe essere meno invasivo ma altrettanto accurato della normale biopsia.
 
Lo studio si è concentrato su pazienti con tumori al polmone, ma nel corso della ricerca è emerso che i parametri genetici anomali erano condivisi con pazienti che avevano altre forme di cancro: questo fa ben sperare che il test possa essere utile anche per tumori diversi da quelli ai polmoni. In ogni caso, come ha sottolineato il dottor Lim, il test non sostituisce i metodi di indagine tradizionale, poiché un risultato negativo non esclude completamente la possibilità che vi siano delle cellule cancerogene. La ricerca verrà estesa a un campione più ampio di pazienti prima di poter essere introdotta tra i test clinici. “La nostra speranza - conclude il ricercatore – è che gli ulteriori studi rendano il nostro test ancora più efficace come strumento diagnostico”.