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Ungheria, Orbán fa muro all’UE e convoca referendum su legge anti-LGBT+. Fake news sulla consultazione del 2016

Ungheria, Orbán fa muro all’UE e convoca referendum su legge anti-LGBT+. Fake news sulla consultazione del 2016
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Bruxelles &#8211; C&#8217;è un filo rosso che collega le violazioni dello Stato di diritto con la diffusione di fake news sull&#8217;Unione Europea per alimentare il senso di oppressione percepita. Un filo molto sottile, nel caso dell&#8217;Ungheria e se si tratta di diritti LGBT+ o gestione dei flussi migratori nel Paese. Il primo ministro, <strong>Viktor Orbán, l&#8217;ha dimostrato chiaramente con la decisione di indire un referendum</strong> sulle questioni relative alla protezione dell&#8217;infanzia, per combattere le <a href="https://www.eunews.it/2021/06/23/von-der-leyen-contro-lungheria-la-legge-anti-lgbt-e-una-vergogna/153168" target="_blank" rel="noopener">pressioni dell&#8217;Unione sulla legislazione anti-LGBT+</a>.</p> <p>Dal <a href="https://www.eunews.it/2021/06/22/stato-di-diritto-in-13-condannano-lungheria-per-la-nuova-legge-anti-lgbt-ma-non-litalia/153089" target="_blank" rel="noopener">vertice dei leader UE</a> al lancio della <a href="https://www.eunews.it/2021/07/15/diritti-lgbt-unione-europea-contro-polonia-e-ungheria-avviate-procedure-dinfrazione-per-violazione-diritti-umani/154911" target="_blank" rel="noopener">procedura di infrazione per violazione dei diritti umani</a>, &#8220;<strong>Bruxelles ha attaccato l&#8217;Ungheria </strong>e ora ci chiede emendamenti alla legge&#8221;, ha attaccato ieri (mercoledì 21 luglio) il premier. Il ricorso alla consultazione diretta deriverebbe dalla volontà di &#8220;tenere fuori la propaganda sessuale&#8221; da asili, scuole, programmi televisivi e pubblicità. Ma Orbán non si è fermato qui. &#8220;Cinque anni fa <strong>la volontà comune del popolo ungherese ha impedito a Bruxelles di obbligarci ad accogliere i migranti</strong>. Li abbiamo fermati allora, possiamo fermarli adesso&#8221;, ha arringato i suoi sostenitori.</p> <p>Il riferimento è al<strong> referendum del 2016 sui piani di ricollocamento dei richiedenti asilo sul territorio comunitario</strong>. Orbán ha fatto leva sulla stragrande maggioranza che si era espressa contro le quote di rifugiati (il 98,36 per cento dei voti validi): &#8220;Vi chiedo di dire no, proprio come abbiamo detto no cinque anni fa&#8221;. Ma ha fatto passare il risultato come un successo del suo governo, quando invece <strong>a esprimersi era stato appena il 44 per cento degli aventi diritto al voto</strong>. Un&#8217;affluenza nettamente insufficiente per rendere valida la consultazione elettorale, secondo la legge ungherese, che richiede almeno il 50 per cento più uno dei voti validi dell&#8217;intero corpo elettorale.</p> <p>A distanza di anni il premier in rotta con Bruxelles ci riprova, ma su <strong>un altro tema altamente divisivo, come quello dei diritti LGBT+</strong>. Accusando il gabinetto von der Leyen di abusare dei suoi poteri nel contestare le leggi ungheresi sull&#8217;istruzione e sulla protezione dei bambini, Orbán ha rincarato la dose: &#8220;Non possiamo cedere terreno&#8221;. Anche se ancora non è nota la data della consultazione, <strong>sono già stati anticipati i cinque quesiti referendari </strong>dallo stesso primo ministro.</p> <p><strong>Le schede riporteranno le seguenti domande:</strong> 1) Sei a favore dello svolgimento di presentazioni negli istituti di istruzione pubblica che introducano i minori a temi sull&#8217;orientamento sessuale senza l&#8217;autorizzazione dei genitori? 2) Sei a favore della promozione di trattamenti di riassegnazione di genere per i minori? 3) Sei a favore che trattamenti per la riassegnazione di genere siano messi a disposizione dei minori? 4) Sei a favore che ai minori vengano mostrati, senza alcuna restrizione, contenuti media di natura sessuale in grado di influenzare il loro sviluppo? 5) Sei a favore che ai minori vengano presentati contenuti multimediali che mostrino la riassegnazione di genere?</p> <p>Come rilevato dalla lettera di costituzione in mora della Commissione Europea, <strong>il disegno di legge pone l&#8217;omosessualità</strong>, il cambio di sesso e la divergenza dall&#8217;identità personale corrispondente al sesso alla nascita <strong>allo stesso livello della pornografia</strong>, considerandole tutte pratiche in grado di esercitare un&#8217;influenza negativa sullo sviluppo morale e fisico dei minorenni. Per l&#8217;esecutivo UE si tratta di una &#8220;<strong>violazione della dignità umana</strong>, della libertà di espressione e di informazione, del rispetto della vita privata e del diritto alla non discriminazione&#8221;.</p> <p>È evidente l&#8217;aumento di intensità degli attacchi di Orbán all&#8217;Unione Europea, ma anche l&#8217;<strong>insistenza sui valori cristiani tradizionali</strong> per mantenere salda la presa sull&#8217;elettorato conservatore, in vista delle elezioni parlamentari dell&#8217;aprile del prossimo anno. D&#8217;altra parte <strong>l&#8217;opposizione si è schierata nettamente contro il referendum</strong>, con l&#8217;obiettivo di far naufragare anche questa consultazione diretta. &#8220;Il premier ha subito sconfitte pesanti in questi giorni&#8221;, ha ricordato il partito di centro-sinistra Coalizione Democratica (DK). In particolare sul <a href="https://www.eunews.it/2021/07/19/caso-pegasus-orban-al-centro-dello-scandalo-sul-software-israeliano-per-spiare-attivisti-e-giornalisti-indipendenti/155118" target="_blank" rel="noopener">caso Pegasus</a>, che lo vede parte di uno scandalo internazionale sullo spionaggio di giornalisti e attivisti: <strong>&#8220;Inventa una guerra contro Bruxelles sotto forma di un referendum&#8221;</strong>.</p> <p>Stessa linea sposata a Bruxelles da <b>Sandro Gozi</b>, eurodeputato in quota Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, che su Twitter ha definito il referendum sulla legge anti-LGBT+ &#8220;una <strong>formidabile arma di distrazione di massa</strong> per nascondere l&#8217;affaire Pegasus&#8221;. Non solo, c&#8217;è anche una questione di puro rispetto dello Stato di diritto: &#8220;Se una maggioranza decidesse davvero che può <strong>imporsi su una minoranza e ignorare le libertà fondamentali di tutti</strong>, quella maggioranza metterebbe di fatto il suo Paese fuori dall&#8217;Unione Europea&#8221;.</p> <blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"> <p lang="fr" dir="ltr">Le <a href="https://twitter.com/hashtag/Referendum?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Referendum</a> ���� est une formidable arme de distraction de masse pour faire oublier <a href="https://twitter.com/hashtag/Pegasus?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pegasus</a> Mais si une majorité décidait vraiment qu’elle peux s’imposer sur une minorité et ignorer les libertés fondamentales, cette majorité se mettrait de facto dehors de l’<a href="https://twitter.com/hashtag/UE?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UE</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Orban?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Orban</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/LGBTQI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#LGBTQI</a>��️‍��</p> <p>&mdash; Sandro Gozi (@sandrogozi) <a href="https://twitter.com/sandrogozi/status/1418134090830712836?ref_src=twsrc%5Etfw">July 22, 2021</a></p></blockquote> <p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> </div>