Meno garanzie, più coesione, freno per l’erogazione delle risorse: l’UE trova l’accordo su bilancio e ripresa

Meno garanzie, più coesione, freno per l’erogazione delle risorse: l’UE trova l’accordo su bilancio e ripresa
in collaborazione con Eunews

Bruxelles – “Accordo!”. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, lo annuncia alle 5:33, al termine di un’altra notte intensa di negoziati comunque messi sui giusti binari dalla bozza che stravolge il meccanismo per la ripresa (Next Generation EU) e ritocca leggermente la ripartizione delle voci di spesa di un bilancio a lungo termine (MFF 2021-2027) rimasto invariato nelle sue dotazioni complessive.

Il fondo per la ripresa mantiene una potenza complessiva da 750 miliardi di euro, ma il rapporto tra sovvenzioni e prestiti è quasi paritario. Restano 1.074 miliardi di euro a bilancio, a cui aggiungono altri 20 miliardi di euro di risorse al di fuori del budget. Tra questi c’è lo speciale fondo anti-Brexit, il fondo di adeguamento alla globalizzazione, meccanismo di flessibilità e risorse d’emergenze. Ma si taglia leggermente la coesione (-3 miliardi) e l’agricoltura (-3 miliardi) rispetto alla prima proposta di bilancio messo sul tavolo da Michel pochi giorni fa.

Il meccanismo per la ripresa,  premiati i frugali

La proposta iniziale del vertice dei leader senza fine prevedeva un meccanismo per la ripresa da 750 miliardi di euro, costituiti per due terzi (500 miliardi) da garanzie e un terzo (250 miliardi) da prestiti. Alla fine restano i 750 miliardi, ma suddivisi in parti quasi uguali tra sovvenzioni (390 miliardi) e prestiti (360 miliardi). Si tratta di un’affermazione di Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi. Alla richiesta franco-tedesca di non scendere sotto la soglia di 400 miliardi di euro di garanzie nella composizione del recovery fund, i cossiddetti ‘frugali’ hanno continuato per tutto il tempo a giocare al ribasso. Alla fine ce l’hanno fatta, imponendo la loro linea. Secondo l’ultima proposta Michel nel nuovo strumento anti-recessione, temporaneo e attivo fino al 2023, concepito per far fronte alla crisi sanitaria del Covid, vengono azzerate le risorse per sanità e salute, solvibilità delle imprese e strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale

 

Aumentano le risorse del Fondo per la ripresa vero e proprio (RFF), e con esse crescono anche le risorse da concedere a fondo perduto. Un aggiustamento voluto da Michel per cercare di mettere tutti d’accordo.

I frugali ottengono anche un ‘freno di emergenza’ , un meccanismo per la spesa delle risorse comuni erogata attraverso il fondo per la ripresa. In caso di mancaro rispetto delle tabella di marcia delle riforme si potrà chiedere il congelamento dei fondi, con il Consiglio dell’UE che avrà il potere di approvare, a maggioranza qualificata, i piani nazionali per le riforme.

I rebates aumentano, niente tagli al bilancio

Ci sono Stati membri che godono di un particolare trattamento di rimborso economico per il contributo al bilancio comune. Si chiamano ‘rebate’, e sono restituzioni sotto forma di denaro per partecipare al funzionamento dell’UE. Ne godono i Paesi frugali, gli stessi che hanno puntato i piedi finora. Michel cerca di placarne le resistenze aumentando le dotazioni. Così la Danimarca ottiene 377 milioni (+180 milioni), l’Austria 565 milioni (+298), la Svezia 1,06 miliardi (+217 milioni) e i Paesi Bassi 1,9 miliardi (+345 milioni). Confermato anche il fondo speciale da cinque miliardi di euro per far fronte alle conseguenze impreviste della Brexit, concepito in particolare per i Paesi Bassi più direttamente interessati dall’addio britannico.

Ma alla luce di questa concessione, Michel non fa sconti sul bilancio, il cui ammontare complessivo per il periodo 2012-2027 resta fermo a quota 1.074 miliardi di euro. Non tutto resta come da proposta originale. Vengono tagliate di 500 milionii le risorse per “sicurezza e difesa” (ora a 13,1 miliardi per tutto il settennato) e vengono aumentate di 500 milioni le risorse per la voce “immigrazione” (22,6 miliardi).

invariate le risorse per l’agricoltura, con 356 miliardi di euro per l’intero periodo, e 258,6 miliardi di euro dei quali destinati ai pagamenti diretti. Una vittoria dei Paesi dell’est e delle repubbliche baltiche, che ottengono 400 milioni di euro in più. Invariate le voci per ricerca (75,9 miliardi per Horizon 2020) e per Erasmus (21,9) miliardi. Si riduce il programma Life per la conservazione della natura, mentre aumentano i fondi di coesione (330 miliardi, + 7 miliardi).