Lista nera dei paradisi fiscali, l’UE rimuove le isole Cayman ed è polemica

Lista nera dei paradisi fiscali, l’UE rimuove le isole Cayman ed è polemica
in collaborazione con Eunews

Bruxelles – Via Oman e isole Cayman dall’elenco delle giurisdizioni fiscali non cooperative. I ministri dell’Economia e delle Finanze dell’UE hanno deciso di rimuovere questi due Paesi dalla lista nera dei paradisi fiscali extra-UE, suscitando i malumori del Parlamento europeo.

“Sono rimasto scioccato nell’apprendere che oggi i ministri dell’UE hanno cancellato le Isole Cayman dalla lista nera dei paradisi fiscali dell’UE”, il commento dell‘eurodeputato Pedro Marques, portavoce S&D in materia fiscale.

La nuova lista, come aggiornata al 6 ottobre 2020, include ora 12 Paesi terzi considerati come lesivi della trasparenza fiscale: Anguilla, Barbados, Fiji, Guam, isole vergini americane, Palau, Panama, Samoa, Samoa americana, Trinidad and Tobago e Vanuatu.

“La decisione dell’Ecofin sulle Isole Cayman mostra che i criteri per la lista nera dei paradisi fiscali dell’UE sono infranti”, critica ancora l’esponente dei socialdemocratici europei. “Le Isole Cayman guidano la corsa al ribasso offrendo un’aliquota fiscale zero, facilitando le aziende e i super ricchi a schivare le responsabilità di pagare la loro giusta quota. Chiaramente, i criteri dell’UE per l’inserimento nella lista nera dei paradisi fiscali non funzionano“.

Diverso il punto di vista offerto dal Consiglio. Oman e Isole Cayman sono state rimosse dall’elenco “dopo aver approvato le riforme necessarie per migliorare il loro quadro di politica fiscale”, la motivazione addotta dai ministri economici dei Ventisette, che ravvedono dunque progressi. Nello specifico, si precisa, le Isole Cayman sono state rimosse dall’elenco dell’UE perché hanno adottato nuove riforme al suo quadro sui fondi di investimento collettivo a settembre di quest’anno.

Dal Parlamento Marques promette battaglia. “Nella nuova commissione per le questioni fiscali, la nostra prima priorità sarà quella di proporre una revisione dei criteri per la lista nera dei paradisi fiscali dell’UE”.