Strasburgo – C’è qualcosa che rimane incomprensibile nelle

Strasburgo – C’è qualcosa che rimane incomprensibile nelle

Strasburgo – C’è qualcosa che rimane incomprensibile nelle

La grande ambiguità della Commissione UE: vuole rafforzare Schengen, aumentando i controlli su migranti, veri o presunti

La grande ambiguità della Commissione UE: vuole rafforzare Schengen, aumentando i controlli su migranti, veri o presunti
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Strasburgo &#8211; C&#8217;è qualcosa che rimane incomprensibile nelle <a href="https://ec.europa.eu/home-affairs/proposal-regulation-rules-governing-movement-persons-across-borders-com-2021-891_en" target="_blank" rel="noopener">nuove regole</a> proposte oggi (martedì 14 dicembre) dalla Commissione UE sulla gestione dell&#8217;area Schengen e ha come punti focali la libera circolazione tra i 26 Paesi e la <strong>gestione dei movimenti secondari di persone migranti</strong>.</p> <p>Nei fatti, l&#8217;esecutivo comunitario ha messo sul tavolo la <strong>possibilità di reintrodurre controlli di confine tra uno Stato e l&#8217;altro</strong>, &#8220;ma solo in casi eccezionali&#8221; e comunque legati a situazioni in cui non esistono alternative percorribili in risposta a minacce sanitarie, di sicurezza e di ordine pubblico. Allo stesso tempo, una nuova procedura permetterà di affrontare di default i <strong>&#8220;movimenti non autorizzati&#8221;</strong> <strong>con operazioni congiunte di polizia al confine</strong>, &#8220;per assicurare che quando una persona migrante viene intercettata alla frontiera possa essere riportata indietro&#8221;. Sono le testuali parole del vicepresidente della Commissione, <strong>Margaritis Schinas</strong>, nel corso della conferenza stampa di presentazione del pacchetto.</p> <p>Ma allora la domanda si pone spontanea: com&#8217;è possibile fermare, identificare e respingere un migrante irregolare su un confine interno dell&#8217;UE senza reintrodurre continuativamente i controlli alla frontiera? <strong>O, in altre parole, senza abolire a tutti gli effetti la libertà di circolazione garantita da Schengen?</strong> Una risposta forse non c&#8217;è, ma quello che è sicuro è che né il vicepresidente Schinas né la commissaria per gli Affari interni,<strong> Ylva Johansson</strong>, sono parsi convincenti nell&#8217;affrontare le domande dei giornalisti sul rischio che <strong>la soluzione possa risiedere in un bias cognitivo</strong> (una distorsione della valutazione causata dal pregiudizio) <strong>di tipo etnico o economico</strong>.</p> <p>A maggior ragione questo rischio sembra concreto nella misura in cui le nuove regole identificano queste operazioni contro i movimenti secondari come una delle &#8220;<strong>alternative efficaci&#8221; rispetto ai controlli alle frontiere interne</strong>&#8220;. In questo modo la possibilità di sospendere la libertà di movimento garantita da Schengen può rimanere solo &#8220;una misura di ultima istanza per affrontare le sfide emergenti che riguardano la maggioranza degli Stati membri UE&#8221;. Secondo il gabinetto von der Leyen i governi nazionali potranno fare &#8220;un uso più esteso di verifiche sotto forma di <strong>controlli di polizia più numerosi e più operativi nelle regioni di confine</strong>&#8220;, che potrebbero coinvolgere &#8220;qualsiasi altra autorità competente a esercitare poteri pubblici&#8221;. E di qui la possibilità &#8211; che però appare credibile solo sulla carta &#8211; di classificare questi controlli come &#8220;non equivalenti a quelli di frontiera&#8221;.</p> <p>È chiaro che a incidere su questa proposta è stato il cosiddetto <a href="https://www.eunews.it/2021/11/10/il-parlamento-ue-si-spacca-sul-finanziamento-dei-muri-alla-frontiera-bielorussa-ma-von-der-leyen-smentisce-weber/162249" target="_blank" rel="noopener">&#8220;attacco ibrido&#8221; da parte della Bielorussia</a> e la &#8220;strumentalizzazione dei migranti per motivi politici&#8221; verso la frontiera esterna dell&#8217;Unione, come è stato ripetuto a più riprese da Schinas. La <a href="https://www.eunews.it/2021/06/02/controlli-alle-frontiere-esterne-e-sicurezza-tra-i-confini-interni-lue-vuole-riformare-larea-schengen/151498" target="_blank" rel="noopener">strategia per riformare lo spazio Schengen</a> era già stata presentata dall&#8217;esecutivo UE a giugno e non specificava nulla sui movimenti secondari (di cui peraltro non esiste nemmeno una definizione legale).</p> <p>Ma è anche stato appesantito l&#8217;aspetto dell&#8217;adozione di <strong>controlli di confine all&#8217;interno dell&#8217;area Schengen e restrizioni di viaggio oltre le frontiere esterne</strong> in casi &#8220;eccezionali ma prevedibili&#8221;, che potranno essere estesi &#8220;fino a un periodo massimo di due anni&#8221; (a meno che non si tratti di &#8220;circostanze molto specifiche&#8221;). Dopo il primo anno e mezzo, la Commissione dovrà emettere un parere sulla proporzionalità e necessità delle misure per concedere l&#8217;ultima proroga di sei mesi. Secondo le nuove regole fissate dalla proposta del gabinetto von der Leyen, i Paesi membri UE che intendono reintrodurre i controlli interni allo spazio Schengen devono ottenere il via libera del Consiglio e <strong>presentare una valutazione d&#8217;impatto</strong> sulle regioni di confine e identificare misure che attenuino gli impatti negativi dei controlli (come passaggi facilitati per i lavoratori trans-frontalieri e corsie verdi per il transito delle merci essenziali).</p> <p>Che la questione dell&#8217;impatto dei <a href="https://www.eunews.it/2021/11/19/bielorussia-sgombera-duemila-migranti-confine-ue-spinge-aiuti-umanitari-ma-tace-pushback-polacchi/162919" target="_blank" rel="noopener">flussi migratori verso l&#8217;UE</a> occupi un ruolo centrale nelle nuove regole su Schengen proposte dalla Commissione è dimostrato dal fatto che una seconda proposta ha ribadito le <a href="https://www.eunews.it/2021/12/01/lue-verso-la-sospensione-di-regole-di-asilo-in-polonia-lituania-e-lettonia-per-contrastare-crisi-sul-confine-con-la-bielorussia/163722" target="_blank" rel="noopener">misure temporanee in materia di asilo e rimpatrio</a> (a favore di Polonia, Lituania e Lettonia) avanzate due settimane fa. Queste includono la possibilità per gli Stati membri di &#8220;<strong>limitare il numero di valichi di frontiera e intensificare la sorveglianza delle frontiere</strong>&#8221; in una situazione di &#8220;strumentalizzazione dei migranti per scopi politici&#8221;. Per la commissaria Johansson &#8220;era necessario formalizzarle in un <strong>quadro che valga per tutti gli Stati membri</strong> in situazioni di emergenza&#8221;. Sono altre perplessità enormi, questa volta sulla sospensione delle regole di asilo dell&#8217;UE, a cui la Commissione Europea non ha saputo replicare in modo convincente, sciogliendo la grande ambiguità mostrata nelle ultime settimane.</p> </div>