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La Corte di Giustizia dell’UE ha respinto i ricorsi di Polonia e Ungheria contro la condizionalità sullo Stato di diritto

La Corte di Giustizia dell’UE ha respinto i ricorsi di Polonia e Ungheria contro la condizionalità sullo Stato di diritto
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Bruxelles &#8211; L&#8217;ultima carta Varsavia e Budapest se la sono giocata, ma per i due governi dell&#8217;Unione non è stata una mano favorevole. <strong>La Corte di Giustizia dell&#8217;UE</strong> <strong>ha respinto oggi</strong> (16 febbraio) <strong>i ricorsi di Polonia e Ungheria contro il meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto</strong>.</p> <p>I giudici europei, riuniti in seduta plenaria, hanno stabilito che il <a href="https://www.eunews.it/2020/12/16/bilancio-pluriennale-risorse-proprie-condizionalita-dello-diritto-leurocamera-approva-laccordo-storico/139434" target="_blank" rel="noopener">regolamento approvato il 16 dicembre 2020</a> che vincola l&#8217;erogazione dei fondi del bilancio pluriennale UE al rispetto dei principi dello Stato di diritto <strong>è stato adottato &#8220;sul fondamento di una base giuridica adeguata&#8221;</strong>, rispetta &#8220;i limiti delle competenze attribuite all&#8217;Unione e il principio della certezza del diritto&#8221; ed è compatibile con la procedura prevista all&#8217;<a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20180222STO98434/il-rispetto-dello-stato-di-diritto-negli-stati-membri-cosa-puo-fare-l-ue" target="_blank" rel="noopener">articolo 7 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione Europea</a> (che prevede la possibilità di sospendere i diritti di adesione all&#8217;UE in caso di violazione &#8220;grave e persistente&#8221; da parte di un Paese membro dei principi fondanti dell&#8217;Unione).</p> <p>Varsavia e Budapest si sono reciprocamente sostenute nelle rispettive cause, trovandosi<strong> contro un fronte di dieci Paesi membri</strong> (più la Commissione UE): Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, e Svezia. Con le sentenze nelle cause C‑156/21 (per l&#8217;Ungheria) e C‑157/21 (per la Polonia), i giudici hanno sostanzialmente accolto <a href="https://www.eunews.it/2021/12/02/i-ricorsi-di-polonia-e-ungheria-contro-la-condizionalita-sullo-stato-di-diritto-vanno-respinti/163790" target="_blank" rel="noopener">le conclusioni</a> dell&#8217;avvocato generale <b>Manuel Campos Sánchez-Bordona </b>pubblicate il 2 dicembre dello scorso anno a proposito della richiesta di Polonia e Ungheria di annullare il meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto approvato dai co-legislatori di Consiglio e Parlamento Europeo.</p> <figure id="attachment_169210" aria-describedby="caption-attachment-169210" style="width: 400px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-16-alle-10.37.24.png"><img loading="lazy" class="wp-image-169210" src="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-16-alle-10.37.24-300x205.png" alt="Viktor Orban e Mateusz Morawiecki" width="400" height="273" srcset="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-16-alle-10.37.24-300x205.png 300w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-16-alle-10.37.24-768x525.png 768w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-16-alle-10.37.24.png 848w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-169210" class="wp-caption-text">Da sinistra, il premier polacco, Mateusz Morawiecki, e l&#8217;omologo ungherese, Viktor Orbán</figcaption></figure> <p><a href="https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2022-02/cp220028en.pdf" target="_blank" rel="noopener">Secondo la Corte di Giustizia dell&#8217;UE</a>, la procedura prevista dal regolamento può essere avviata &#8220;solo nel caso in cui sussistano motivi fondati&#8221; per ritenere non soltanto che in uno Stato membro si verifichino violazioni dei principi dello Stato di diritto, ma soprattutto che queste violazioni &#8220;<strong>compromettano o rischino seriamente di compromettere la sana gestione finanziaria del bilancio dell&#8217;Unione</strong> o la tutela dei suoi interessi finanziari&#8221;. In definitiva, il meccanismo di condizionalità è pensato per proteggere il bilancio dell&#8217;UE &#8211; accertando un &#8220;nesso effettivo&#8221; con la violazione di un principio dello Stato di diritto attraverso &#8220;requisiti procedurali rigorosi&#8221; &#8211; e &#8220;<b>soddisfa i requisiti del principio della certezza del diritto&#8221;</b>.</p> <p>Il passaggio fondamentale è individuato nel rispetto dei valori che &#8220;definiscono l&#8217;identità stessa dell&#8217;Unione&#8221; (tra cui lo Stato di diritto): &#8220;Poiché tale rispetto costituisce una condizione per il godimento di tutti i diritti&#8221; che derivano dall&#8217;applicazione dei Trattati a uno Stato membro, &#8220;<strong>l&#8217;Unione deve essere in grado, nei limiti delle sue attribuzioni, di difendere tali valori</strong>&#8220;. Di qui anche la questione del valore del bilancio dell&#8217;UE, &#8220;uno dei principali strumenti che consentono di concretizzare il <strong>principio fondamentale di solidarietà tra Stati membri</strong>&#8221; nelle politiche comunitarie, che &#8220;si basa sulla fiducia reciproca nell&#8217;utilizzo responsabile delle risorse comuni&#8221;. Ecco perché &#8220;la sana gestione finanziaria&#8221; del bilancio dell&#8217;Unione può essere &#8220;<strong>gravemente compromessa da violazioni dei principi dello Stato di diritto</strong>&#8221; commesse in uno Stato membro, <a href="https://www.eunews.it/2021/07/20/stato-di-diritto-commissione-ue-sempre-piu-preoccupata-per-lindipendenza-giudiziaria-in-ungheria-e-polonia/155252" target="_blank" rel="noopener">come potrebbe essere il caso di Polonia e Ungheria</a>.</p> <p>Per tutte queste ragioni, un &#8220;meccanismo di condizionalità orizzontale&#8221; di questo genere &#8220;può rientrare nelle competenze conferite dai Trattati all&#8217;Unione&#8221; di stabilire regole finanziarie sull&#8217;esecuzione del bilancio comune. A ciò si somma la compatibilità con la procedura che permette al Consiglio di sanzionare &#8220;violazioni gravi e persistenti&#8221; di uno Stato membro: &#8220;<strong>La procedura prevista all&#8217;articolo 7 TUE e quella istituita dal regolamento perseguono scopi diversi</strong> e hanno ciascuna un oggetto nettamente distinto&#8221;, specifica la Corte. Smontate uno dopo l&#8217;altra tutte le argomentazioni presentate dai due Paesi membri contro il meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto, la Corte &#8220;respinge nel loro complesso&#8221; i ricorsi di Polonia e Ungheria.</p> <h3>Le reazioni da Strasburgo</h3> <p>Da Strasburgo, dove sta presiedendo ai lavori della plenaria del Parlamento UE, <b>Roberta Metsola</b><strong> ha esortato la Commissione Europea ad applicare &#8220;rapidamente&#8221; il meccanismo</strong>, dal momento in cui &#8220;la condizionalità  dei fondi europei legata al rispetto dello Stato di diritto non è negoziabile&#8221;, ha reso noto in un <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20220216IPR23404/roberta-metsola-on-ecj-ruling-rule-of-law-is-non-negotiable" target="_blank" rel="noopener">comunicato</a>. Per la presidente del Parlamento UE &#8220;è fondamentale che gli Stati membri aderiscano ai Trattati che tutti hanno firmato quando hanno aderito&#8221; all&#8217;Unione Europea: &#8220;I valori contano e i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati i fondi comuni&#8221;. A questo proposito proposito, <a href="https://www.eunews.it/2021/10/20/parlamento-procedimento-legale-contro-commissione-stato-diritto/160880">l&#8217;Eurocamera ha avviato un procedimento legale contro la Commissione</a> per la <b>mancata applicazione del regolamento</b><strong> nei confronti di Varsavia</strong> sulle <a href="https://www.eunews.it/2021/10/19/scontro-totale-tra-ue-e-polonia-su-rispetto-dello-stato-di-diritto/160685">violazioni in materia di indipendenza della magistratura</a>.</p> <p>Dal canto suo, la presidente dell&#8217;esecutivo comunitario si è &#8220;rallegrata&#8221; delle sentenze della Corte di Giustizia e ha confermato che la Commissione &#8220;analizzerà ora attentamente&#8221; le motivazioni delle sentenze e il loro possibile impatto sulle &#8220;ulteriori misure che adotteremo nell&#8217;ambito del regolamento&#8221;, ha specificato <strong>Ursula von der Leyen</strong>. A questo proposito, &#8220;nelle prossime settimane adotteremo delle linee guida che forniranno ulteriore chiarezza su come applicare il meccanismo nella pratica&#8221;, mentre <strong>il gabinetto von der Leyen sta già &#8220;valutando a fondo alcuni casi&#8221;</strong>. Solo quando le condizioni del regolamento &#8220;saranno soddisfatte, agiremo con determinazione&#8221;, ha ribadito von der Leyen.</p> </div>