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La Corte Costituzionale della Polonia “abbandona” l’UE: Trattati “incompatibili” con la Carta nazionale

La Corte Costituzionale della Polonia “abbandona” l’UE: Trattati “incompatibili” con la Carta nazionale
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Bruxelles &#8211; Ora lo scontro tra Polonia e Unione Europea è ufficialmente aperto e sul rispetto del primato del diritto comunitario <strong>si allunga l&#8217;ombra della Polexit</strong>. Nessuno a Bruxelles vuole davvero l&#8217;uscita della Polonia dall&#8217;Unione Europea, ma le provocazioni che arrivano da Varsavia sono diventate inaccettabili: la Corte Costituzionale della Polonia ha stabilito che <strong>alcune norme e diverse sentenze dei tribunali dell&#8217;UE sono &#8220;incompatibili&#8221;</strong> con la legge fondamentale dello Stato polacco e che, di conseguenza, le istituzioni comunitarie &#8220;agiscono oltre i limiti delle loro competenze&#8221;.</p> <p>Tutto ruota attorno a uno dei pilastri dello Stato di diritto: l&#8217;indipendenza del sistema giudiziario. Il casus belli è la richiesta della Commissione UE &#8211; <a href="https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2021-07/cp210127fr.pdf" target="_blank" rel="noopener">accolta dai giudici europei</a> &#8211; di <b>sospendere provvisoriamente le competenze della sezione disciplinare della Corte suprema della Polonia</b>, a seguito di provvedimenti disciplinari arbitrari contro magistrati non graditi al governo di <b>Mateusz Morawiecki</b>. A metà luglio, proprio <a href="https://www.eunews.it/2021/07/15/polonia-e-guerra-aperta-con-lue-sullo-stato-di-diritto-a-bruxelles-si-inizia-a-parlare-di-polexit/154885" target="_blank" rel="noopener">la Corte Costituzionale polacca aveva respinto il regolamento UE</a> che permette alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea di pronunciarsi su &#8220;sistemi, principi e procedure&#8221; delle Corti polacche.</p> <p>Non avendo fornito una risposta adeguata sulle misure per conformarsi all&#8217;ordinanza della Corte UE entro il termine del 16 agosto, Varsavia era finita nel mirino dell&#8217;esecutivo comunitario. Il gabinetto guidato da <strong>Ursula von der Leyen</strong> un mese fa aveva inviato una lettera di messa in mora (il primo passo della procedura d&#8217;infrazione) alla Polonia e <a href="https://www.eunews.it/2021/09/07/polonia-la-commissione-chiede-alla-corte-di-giustizia-ue-sanzioni-per-il-mancato-rispetto-dellindipendenza-dei-giudici/157368" target="_blank" rel="noopener">aveva richiesto ai giudici europei di imporre una penalità giornaliera</a> al Paese fino a quando non si sarebbe allineato all&#8217;ordinanza: &#8220;La sezione disciplinare sta continuando alcune delle sue attività contro i giudici&#8221;, aveva denunciato Bruxelles.</p> <p>Quanto accaduto ieri (giovedì 7 ottobre) rimescola le carte in tavola. <strong>La sentenza accusa la Corte di Giustizia dell&#8217;UE di impedire alla Polonia di poter &#8220;funzionare come uno Stato democratico e sovrano&#8221;</strong> e di non riconoscere la Carta nazionale come &#8220;la legge suprema della Repubblica&#8221;. Secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale polacca, <strong>le disposizioni dei Trattati UE</strong> che consentono di esaminare la regolarità delle procedure di nomina dei giudici e di rifiutare di riconoscerne la designazione o la destituzione &#8220;<strong>sono incompatibili con la Costituzione della Repubblica di Polonia</strong>&#8220;.</p> <blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"> <p lang="en" dir="ltr">The unlawful Constitutional Tribunal has just declared the fundamental provisions of EU Treaties unconstitutional. Here is the operative part of the decision. <a href="https://t.co/RyJD0KbaD7">pic.twitter.com/RyJD0KbaD7</a></p> <p>&mdash; Rule of Law in Poland (@RULEOFLAWpl) <a href="https://twitter.com/RULEOFLAWpl/status/1446155145897775110?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2021</a></p></blockquote> <p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p> <p>Varsavia ha assunto una posizione di intransigenza nei confronti di Bruxelles e <strong>mette in discussione i principi basilari dell&#8217;Unione stessa</strong>, che trovano fondamento nei Trattati su cui poggia la struttura comunitaria. Ecco perché questa sentenza viene percepita come un primo passo &#8211; non certo irreversibile, <a href="https://www.eunews.it/2021/07/29/polonia-ce-chi-dice-no-oltre-tremila-giudici-si-oppongono-alla-corte-costituzionale-e-chiedono-rispetto-sentenza-ue/155861" target="_blank" rel="noopener">se si desse ascolto alle migliaia di giudici e pubblici ministeri polacchi</a> che da mesi invocano il rispetto delle sentenze del Lussemburgo &#8211; verso una <strong>Polexit legale</strong> (nell&#8217;accezione di &#8220;relativo alla legge&#8221;), con conseguenze enormi sul piano dell&#8217;<a href="https://www.eunews.it/2021/09/16/polonia-gravi-passi-indietro-su-rispetto-stato-di-diritto-gli-eurodeputati-chiedono-di-attivare-condizionalita-sui-fondi-ue/158085" target="_blank" rel="noopener">erogazione dei fondi europei al Paese</a> e imprevedibili nell&#8217;ottica delle future relazioni con l&#8217;Unione.</p> <p>Nella serata di ieri è arrivata la dura reazione della Commissione Europea, che <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_21_5142" target="_blank" rel="noopener">in un comunicato</a> ha sottolineato le &#8220;serie preoccupazioni&#8221; sollevate dalla sentenza della Corte Costituzionale della Polonia. Il gabinetto von der Leyen ha ribadito quali sono i &#8220;<strong>principi fondanti dell&#8217;ordinamento giuridico dell&#8217;Unione</strong>&#8220;: il primato del diritto UE su quello nazionale, &#8220;comprese le disposizioni costituzionali&#8221;, e il vincolo di rispetto di &#8220;tutte&#8221; le sentenze della Corte di giustizia dell&#8217;UE per &#8220;tutte&#8221; le autorità degli Stati membri, &#8220;compresi i tribunali nazionali&#8221;.</p> <p>Non c&#8217;è spazio per fraintendimenti o concessioni, ma adesso Bruxelles dovrà decidere quali saranno i prossimi passi per rispondere alle provocazioni di Varsavia: &#8220;<strong>Non esiteremo a fare uso dei poteri ai sensi dei Trattati</strong> per salvaguardare l&#8217;applicazione uniforme e l&#8217;integrità del diritto dell&#8217;Unione&#8221;, ha specificato la Commissione, ricordando il suo ruolo a salvaguardia del &#8220;corretto funzionamento&#8221; dell&#8217;ordinamento giuridico comunitario. Un&#8217;ultima stilettata è arrivata invece sul rispetto dei Trattati: &#8220;L&#8217;UE è una comunità di valori e di diritto&#8221;, che protegge i diritti degli europei &#8220;<strong>indipendentemente dal luogo in cui vivono nell&#8217;Unione Europea</strong>&#8220;. Per non rispettare i principi che guidano l&#8217;Unione, si può solo uscirne.</p> </div>