La Commissione UE approva l’etichetta italiana “a batteria”, la soddisfazione del settore

La Commissione UE approva l’etichetta italiana “a batteria”, la soddisfazione del settore
in collaborazione con Eunews

Bruxelles – Il sistema di etichettatura nutrizionale messo a punto dalle istituzioni italiane e denominato “Nutrinform Battery” ha ricevuto il via libera dalla Commissione Europea. Il via libera, attraverso la procedura Tris, volta a valutare eventuali incompatibilità con il diritto dell’UE, era necessaria per poter adottare lo schema sui prodotti in vendita in Italia. Il Nutrinform Battery è ora quindi pronto per essere applicato nel nostro Paese su base volontaria.

“Siamo molto soddisfatti della positiva valutazione del Nutrinform Battery da parte della Commissione Europea”, ha dichiarato il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, sottolineando come il risultato sia frutto di un duro lavoro di tutte le istituzioni: “Dai governi precedenti a quello attuale e fino alle opposizioni: il supporto del Parlamento, ma anche degli altri attori della filiera, è stato fondamentale per un lavoro sinergico che ci ha permesso di raggiungere uno scopo che ci riguarda tutti. Grazie a questa collaborazione il riconoscimento è ancora più significativo”.

Lo schema italiano – spiega Vacondio “costituisce una valida alternativa a sistemi ingannevoli e penalizzanti per la dieta mediterranea come il Nutriscore francese, di cui supera una serie di evidenti limitazioni”. Il Nutrinform Battery, ha spiegato Vacondio, “non condiziona le scelte dei consumatori spingendoli all’acquisto di certi prodotti a discapito di altri, ma ha un approccio educativo. Attraverso i numeri esposti nelle caselle del Nutrinform e il simbolo grafico della batteria, i cittadini avranno la possibilità di capire facilmente sia la quantità di calorie e di nutrienti che assumono consumando un prodotto, sia l’incidenza di questi nutrienti sulla dieta quotidiana generale”

“L’approccio innovativo dello schema italiano, basato sull’informazione e sull’educazione invece che sulla proibizione”, conclude Vacondio, “risponde molto meglio di altri sistemi alla nostra cultura alimentare, che affonda le sue radici sulla dieta mediterranea. La piramide alimentare ci ricorda che non esistono cibi buoni o cattivi in assoluto, ma corrette quantità e frequenze di consumo per ogni alimento”. L’etichetta a batteria “salva il Made in Italy dagli attacchi del nutriscore francese e dei semafori inglesi che penalizzano la dieta mediterranea e le grandi produzioni di qualità Dop e Igp italiane”. E’ quanto afferma anche la Coldiretti nel commentare la valutazione positiva della Commissione europea sul decreto interministeriale (Sviluppo Economico, Salute, Politiche Agricole) relativo a un sistema di etichettatura nutrizionale alternativa al modello che si sta diffondendo nei paesi del nord Europa, “un modello che, sotto la spinta delle multinazionali – sostiene Coldiretti -, boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Ue dovrebbe invece tutelare e valorizzare”.