Fake news, nelle università italiane 4 studenti su 10 faticano a distinguere tra mito e realtà

Fake news, nelle università italiane 4 studenti su 10 faticano a distinguere tra mito e realtà
in collaborazione con Eunews

Bruxelles – Le fake news corrono tra i corridoi e i banchi universitari, e gli italiani ci cascano, anche se meno di tanti colleghi europei. Quattro studenti su dieci (44%) fanno fatica a distinguere tra mito e realtà, e non sanno accettare le informazioni scientifiche affidabili dalle bufale. Ancora, due studenti su dieci (22,9%) sono completamente staccati dal mondo, incapaci di credere né a ciò che è vero né a ciò che è falso o di prendere per buone informazioni che veritiere non sono.

Il risultato è contenuto in uno studio del Servizio ricerche del Parlamento europeo, condotto allo scopo di fornire alcuni dati riguardanti la ricezione di notizie, anche false, in campo scientifico tra studenti universitari in Austria, Croazia, Italia, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria. Le indagini condotte in questi sei Stati membri dell’UE hanno evidenziato che la tendenza a credere in affermazioni scientifiche inaffidabili è presente ovunque nei Paesi oggetto di studio.

A essere interpellati studenti universitari provenienti dalle aree di studio delle scienze sociali e delle scienze naturali. Per entrambi le categorie la scientificità dei fatti e delle prove, però, è qualcosa ancora tutto da acquisire. La tendenza a credere in affermazioni scientifiche inaffidabili è presente tra gli studenti universitari dei Paesi oggetto di studi.

“La buona notizia – rilevano i ricercatori del Parlamento europeo – è che gli intervistati in più o meno tutti i Paesi hanno mostrato resistenza alla falsità nella comunicazione scientifica, mettendo in dubbio i titoli delle notizie false”.

Un esercizio non facile, dato che nei diversi paesi l’identificazione di notizie false “è stata relativamente meno difficile dell’identificazione di notizie reali”. Una tendenza che si riflette in Repubblica ceca e Croazia, dove è la minoranza degli immatricolati a riuscire a districarsi del tutto tra verità e non verità.

E’ il risultato della diffusione della disinformazione. Questa non è un fenomeno nuovo, ma è nuovo l’ecosistema dell’informazione all’interno del quale si sta diffondendo. Molto dipende dai social media. I produttori di messaggi diffusi attraverso i social media possono trasmettere notizie incontrollate e non verificate da una qualsiasi autorità scientifica, e il gioco è fatto.