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Draghi va avanti con le riforme. Giustizia e concorrenza gli obiettivi del 2022

Draghi va avanti con le riforme. Giustizia e concorrenza gli obiettivi del 2022
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Roma &#8211; Le <strong>riforme legate al PNRR</strong> vanno avanti e il governo Draghi spinge ancora sull’acceleratore, nonostante i freni dei partiti. E il premier insieme alla ministra Marta Cartabia oggi hanno “strappato” un via libera faticoso per il <strong>riordino dell’ordinamento giudiziario</strong> e il sistema di elezione del Consiglio superiore della magistratura, uno dei nodi più complessi della più ampia riforma della giustizia.</p> <p>Il punto principale riguarda lo stop alle cosiddette “<strong>porte girevoli</strong>” ovvero all’ingresso dei magistrati in politica attiva.</p> <figure id="attachment_168958" aria-describedby="caption-attachment-168958" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia-.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-168958 size-medium" src="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia--300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" srcset="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia--300x166.jpg 300w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia--1024x565.jpg 1024w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia--768x424.jpg 768w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2022/02/Marta-Cartabia-.jpg 1250w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-168958" class="wp-caption-text">PH Imagoeconomica</figcaption></figure> <p>“I magistrati che entrano in politica per via elettorale o per via di incarico non possono tornare a svolgere <strong>funzioni giurisdizionali</strong>”, ha spiegato la ministra Cartabia che conta di portare a termine la riforma varata oggi in tempo per le <strong>nuove elezioni del CSM</strong>.</p> <p>Ottimismo condiviso anche dal premier che ha ammesso che rimangono alcune <strong>differenze tra le forze politiche</strong> di maggioranza ma “c&#8217;è l&#8217;impegno corale a superarle, la grande disponibilità a raggiungere un testo concordato in tempi utili”.</p> <p>Gli altri due cardini della riforma riguardano la <strong>giustizia penale e civile</strong> oggetto delle leggi delega già varate in estate. La ministra ha spiegato che “si sta lavorando ai decreti legislativi: abbiamo preso <strong>l&#8217;impegno con l&#8217;Europa</strong> per portarli a termine entro la fine dell&#8217;anno e confido che possiamo arrivare anche prima”. Il governo sa che sulla giustizia Bruxelles tiene i riflettori ben accesi e l’aspetto cruciale riguarda i <strong>tempi dei processi</strong>. &nbsp;Senza dimenticare che è stato il tema di una profonda riflessione da parte del presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> nel suo intervento dopo il giuramento per la sua rielezione.</p> <p>L’altro snodo, collegato direttamente al Piano nazionale di ripresa e resilienza è quello della <strong>legge sulla concorrenza</strong>, uno degli obiettivi più attesi nella road map del 2022. Tutta la partita delle liberalizzazioni e dell’apertura ala mercato sta già scatenando il fronte delle opposizioni: in <strong>commissione Industria al Senato</strong> sono state calendarizzate 90 audizioni e 50 memorie scritte da parte dei soggetti coinvolti a vario titolo come associazioni di categoria, sindacati, enti privati.</p> <p>Nonostante la previsione inevitabile di <strong>un muro</strong>, <strong>spesso corporativo o di micro interessi,</strong> il premier Draghi ha spiegato in conferenza stampa che “i partiti sono consapevoli dell’<strong>importanza di questa sfida </strong>e che la concorrenza è un provvedimento importante che deve essere approvato entro la fine dell’anno”. Ma anche in questo caso una legge delega con decreti delegati e dunque deve essere <strong>approvata </strong><strong>entro marzo</strong>.</p> <p>Riforme avanti con qualche spigolatura dedicata alle manovre politiche che si sono nuovamente messe in moto all’indomani dell’elezione al Quirinale. Così Draghi <strong>nega seccamente</strong> di voler ricoprire ruoli di “federatore” di questa o quella coalizione, magari di centro. “Tanti politici mi candidano a tanti posti, li ringrazio molto, moltissimo, ma vorrei rassicurarli, se decidessi di lavorare dopo questa esperienza, probabilmente <strong>un lavoro me lo trovo anche da solo</strong> eh…”.</p> </div>