Roma – Il dialogo è essenziale ma “le regole del gioco devono essere rispettate e l’arbitro supremo è la..." />

Roma – Il dialogo è essenziale ma “le regole del gioco devono essere rispettate e l’arbitro supremo è la..." />

Roma – Il dialogo è essenziale ma “le regole del gioco devono essere rispettate e l’arbitro supremo è la...">

“Caso Polonia”, le regole ci sono. Jourova: Arbitro supremo è la Corte di Giustizia

“Caso Polonia”, le regole ci sono. Jourova: Arbitro supremo è la Corte di Giustizia
in collaborazione con Eunews

<div style="font-size: 17px"><p>Roma &#8211; Il dialogo è essenziale ma “le regole del gioco devono essere rispettate e l’arbitro supremo è la <strong>Corte di giustizia</strong> di Lussemburgo”. La vice presidente  della Commissione europea e responsabile per i Valori e la trasparenza, <strong>Vera Jourova</strong>, replica così ai parlamentari italiani che le chiedono cosa succederà sulla vicenda che coinvolge la <strong>Polonia</strong> (e non solo) sul “rispetto dello stato di diritto”.</p> <p>Un tema che ha impegnato una gran parte del dibattito nell’<strong>audizione</strong> davanti alle commissioni riunite Esteri e Unione europea della <strong>Camera dei deputati</strong>. Incalzata dagli esponenti del centrosinistra, Jourova ha ricordato che il “caso Polonia lo stiamo analizzando, non voglio fare previsioni ma è probabile che <strong>reagiremo come con la decisione della Corte Costituzionale tedesca</strong>”.</p> <p>Le regole, i parametri, sono chiari e anche i diversi passaggi: “Prima c’è il dialogo che prosegue e non è mai ideologico, abbiamo a disposizione lo strumento della <strong>procedura d’infrazione</strong>, che scatta quando nella Commissione siamo certi di avere le ragioni legali e finora abbiamo sempre vinto”. Nel caso della Polonia, la Corte costituzionale è tra l’altro messa in discussione per la sua composizione che non rispetta il principio di <strong>indipendenza dei giudici.</strong></p> <p><a href="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-160407 alignleft" src="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2-300x200.jpg 300w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2-1024x682.jpg 1024w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2-768x512.jpg 768w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2-1536x1023.jpg 1536w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/vera-jourova-audizione2.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p> <p>Il tema resta molto delicato per la vicepresidente che ammette di essere spesso considerata troppo morbida ma spiega che <strong>l’agenda dello stato di diritto</strong> è una delle più ingrate:“Per alcuni invadiamo troppo, schiacciamo la sovranità, per altri invece non facciamo abbastanza per custodire i trattati”.</p> <p>Tuttavia Jourova resta dell’opinione che rispetto al ricorso delle sanzioni previste dall’<strong>articolo 7</strong>, inadeguate o difficilmente applicabili, è più efficace l’applicazione della <strong>condizionalità</strong> dei fondi. Se a questo poi possa seguire l’uscita dall’Ue “questo dipenderà dal Paese sanzionato e dai suoi cittadini” risponde la vicepresidente. È giusto pretendere la protezione del denaro dei contribuenti europei e quindi <strong>giusto legare i fondi comunitari al rispetto dello stato di diritto</strong>”. Noi applicheremo le condizionalità in modo molto attento”.</p> <p>Per quanto riguarda l’<strong>Italia</strong>, Jourova apprezza le riforme annunciate del <strong>sistema giudiziario</strong> che dovranno incrementarne l’efficienza e augura al parlamento e al governo di “portare avanti con coraggio questo lavoro”.</p> <p>Temi sui quali non tutto è rosa e anzi la Commissaria rileva ancora diverse criticità per gli aspetti della <strong>lotta alla corruzione e alle regole sul conflitto d’interesse, lobbying e porte girevoli</strong>. Per ciò che riguarda il sistema dei media il rilievo principale riguarda una legge sulla diffamazione ancora ferma. I media indipendenti hanno un ruolo fondamentale, “è dunque urgente proteggere dalle cause pretestuose<strong>: nessun giornalista deve temere per la sua incolumità</strong> fisica e sicurezza economica”.</p> <p>Rispondendo alle domande dei deputati delle commissioni riunite, la vicepresidente Jourova ha fatto il punto sullo stato dei lavori della <a href="https://futureu.europa.eu/?locale=it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Conferenza sul futuro dell’Europa</strong></a> e sulla sua efficacia nel dialogo con i cittadini. “Non ricordo il numero esatto ma sono state finora migliaia le iniziative spontanee” che si sono svolte in tutti i 27 Paesi, senza contare gli interventi individuali nella piattaforma multilingue.</p> <p><a href="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-160408 alignright" src="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-300x184.jpg 300w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-1024x628.jpg 1024w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-768x471.jpg 768w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-1536x942.jpg 1536w, https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2021/10/Vera-Jourova-romatre-2048x1256.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Anche l’Italia sta mostrando <strong>grande partecipazione</strong> e proprio in occasione di questa visita, particolarmente apprezzato e stimolante gradito è stato l’incontro con i giovani studenti dell’Università di <strong>Roma Tre</strong>.</p> <p>L’auspicio della Commissaria è che nascano molte altre iniziative e “incoraggio i parlamentari italiani a organizzare eventi con i loro elettori”.</p> </div>