Von der Leyen: no a licenze obbligatorie per produrre vaccini

Von der Leyen: no a licenze obbligatorie per produrre vaccini
di Askanews

Bruxelles, 26 feb. (askanews) - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivendicato con forza la scelta di cooperare con l'industria farmaceutica, e di far collaborare le imprese fra loro, per la produzione dei vaccini anti-Covid, sulla base di una condivisione volontaria dei brevetti ("voluntary licensing"), confermando la riluttanza dell'Esecutivo comunitario a ricorrere, invece, alle licenze obbligatorie ("compulsory licensing") in modo che tutti gli impianti disponibili siano utilizzati per la produzione di scala necessaria alla vaccinazione di massa in corso nell'Ue.Von der Leyen lo ha sottolineato rispondendo alle domande dei giornalisti, ieri sera, nella conferenza stampa online al termine della videoconferenza di oggi dei capi di Stato e di governo dell'Ue sull'emergenza Covid-19."Io sostengo - ha affermato - la condivisione volontaria dei brevetti. E vediamo che le aziende farmaceutiche stanno iniziando a collaborare: BioNTech sta lavorando con Pfizer, CureVac con Bayer, e AstraZeneca e Johnson & Johnson stanno lavorando con Sanofi, che potrà produrre i vaccini di entrambe. E' questa la via da percorrere"."Bisogna limitarsi alla condivisione volontaria dei brevetti, perché - ha spiegato von der Leyen - non dovremo produrre solo i vaccini, ma avremo bisogno della conoscenza esclusiva che c'è in queste aziende, in particolare quelle che lavorano sui vaccini a base del Rna messaggero per adattarli rapidamente alle varianti. Il lavoro cooperativo pubblico-privato è la via da percorrere. Questo non esclude che, per esempio, si possano dare le licenze in Africa". Ma riguardo all'Ue, ha insistito, "la mia posizione è di restare sul meccanismo volontario"."Per continuare ad accelerare la vaccinazione di massa in corso, tutti devono svolgere un ruolo. Per questo - ha ricordato la presidente della Commissione - stiamo lavorando con le compagnie farmaceutiche per aumentare la produzione e per rimediare alle strozzature nelle forniture. Stiamo assicurando una rapida disponibilità di nuovi stabilimenti di produzione in Europa; un buon esempio - ha indicato von der Leyen - è BioNTech, che ha avviato nuovi stabilimenti in Austria e in Germania, a Marburg. Questo ha causato una caduta minore nella produzione, quella settimana, ma è stata già recuperata nelle consegne dei loro vaccini. E lo stabilimento di Marburg, se funzionerà a pieno regime, sarà in grado di produrre entro luglio un miliardo di dosi all'anno"."Attualmente - ha rilevato la presidente della Commissione - 41 siti industriali contribuiscono allo sforzo produttivo in Europa, ma molti altri potrebbero unirsi nello sforzo. Perciò incoraggiamo con forza la cooperazione tra gli attori industriali", ha concluso von der Leyen.