L'ultimo grido della vittima del prete pedofilo: "Puniscano lui e il cardinale che lo ha protetto, o mi ucciderò in Vaticano"

Torna alla ribalta il caso di Diego Esposito, vero nome Arturo Borrelli, molestato dal parroco Silverio Mura poi trasferito altrove sotto falso nome. E arriva l'ultimatum

Don Silverio Mura. A destra, la presunta vittima, Arturo Borrelli
Don Silverio Mura. A destra, la presunta vittima, Arturo Borrelli
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Una violenza che si consuma in piena adolescenza, la denuncia con la propria identità protetta da un altro nome. E il presunto carnefice, un religioso, che viene trasferito a dire messa sotto falso nome, mentre la diocesi competente fa allungare i tempi degli accertamenti e trasferisce con grave ritardo gli atti al Vaticano. Complicando il tutto. Avevamo già parlato della vicenda di Diego Esposito, molestato come lui stesso ha detto "2-3 volte alla settimana, per tre anni" quando aveva 13 anni, dall'allora Parroco di Ponticelli e suo insegnante di religione. Cioè Silverio Mura, poi trasferito a Montù Beccaria, in provincia di Parma, e a detta di Rete L'Abuso, un'organizzazione di ex vittime di pedofili, capace di dire ancora messa con un altro nome, quello di Saverio Aversano. Ora arriva l'ultimatum di Diego Esposito che non ha più remore a rivelare il suo vero nome: Arturo Borrelli. E ha porre condizioni precise al Vaticano stesso.

"Verità, o mi ucciderà in piazza San Pietro"

Mostrando il suo volto e identificandosi col suo vero nome durante una manifestazione a Napoli contro gli abusi e le violenze dei preti pedofili, Arturo Borrelli ha detto: "Non mi arrenderò fino a che Papa Francesco non manderà via il cardinale Crescenzio Sepe colpevole di grave negligenza perché non ha dato seguito alle mie denunce presentate dal 2010 al 2014. Così don Silverio Mura ha continuato ad esercitare in un'altra parrocchia del Nord Italia, a contatto con altri bambini". Poi, l'ultimatum: "Pur di ottenere giustizia sono pronto a tagliarmi le vene in piazza San Pietro". Dopo la morte del figlio, la condizione di Borrelli si è fatta ancora più drammatica, lui che come aveva già raccontato dopo gli abusi vive sotto psicofarmaci e con frequenti attacchi di panico. E a testimoniare contro il religioso Silverio Mura ci sarebbero, pronte, altre nove vittime. 

Una storia di nomi che cambiano

La vicenda di Arturo Borrelli, in precedenza noto come Diego Esposito, si incrocia dunque con la falsa identità di don Saverio Aversano che sarebbe lo stesso don Silverio Mura che tra a fine degli anni Ottanta e i primi Novanta avrebbe abusato di Borrelli e di altri giovanissimi. In un servizio televisivo, Le Iene avevano svelato come, dopo 25 anni, Borrelli avesse incontrato di nuovo Mura, registrando tutto, e di come il religioso lo avesse convinto a pregare e a sottoporsi a perizia psichiatrica. Oggi Borrelli torna a chiedere con forza giustizia, non solo con il pieno riconoscimento della responsabilità dell'ex parroco, ma anche di quella del cardinale Sepe. Già ricevuto in Vaticano, Arturo Borrelli aveva ricevuto le scuse della Chiesa e dello stesso papa Francesco, i quali avevano ammesso che la Curia napoletana era stata poco chiara e poco veloce nel trasmettere le informazioni circa gli abusi denunciati. Il legale della presunta vittima, Carlo Grezio, ha confermato che "il religioso è stato sospeso, la Dottrina per la Congregazione della Fede ha aperto un processo che si terrà a Milano". Un cambio di atteggiamento che soddisfa solo parzialmente Arturo Borrelli: "Chiedo al papa di rimuovere Sepe dall'incarico".