Chiesto l'impeachment di Trump: martedì il voto. Il ministro degli interni lascia: agenti sotto inchiesta 

Alla Camera Usa è stato presentato l’unico articolo per “incitamento insurrezione” e 218 deputati hanno già firmato la mozione

di Tiscali News

I democratici hanno presentato formalmente alla Camera l'articolo per l'impeachment di Donald Trump per aver incoraggiato l'assalto dei suoi manifestanti a Capitol Hill, che ha causato cinque morti e diversi feriti. Il capo di imputazione è uno solo: incitamento all'insurrezione. Le quattro pagine del documento fanno riferimento alle sue false dichiarazioni di vittoria contro Joe Biden, alle sue pressioni sui dirigenti della Georgia per ribaltare l'esito del voto in quello Stato e il comizio in cui ha incoraggiato i suoi fan ad attaccare Capitol Hill.  

I dem hanno la maggioranza

La richiesta di impeachment lampo, con un solo articolo, era nell’aria ma la novità è che Nancy Pelosi si è assicurata i voti sufficienti per mettere davvero Donald Trump in stato d'accusa: almeno 218 deputati dem hanno firmato la mozione per l'impeachment, ossia la maggioranza semplice necessaria per approvare il provvedimento, come scrive Politico.

Pelosi: martedì il voto

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha annunciato ufficialmente che la House voterà domani la risoluzione sul 25/mo emendamento per rimuovere Donald Trump dopo che i repubblicani hanno bloccato la sua discussione oggi. Dopo l'approvazione, ha spiegato, il vicepresidente Mike Pence avrà 24 ore per rispondere. In caso negativo, ha proseguito, "come passo successivo, andremo avanti portando in aula il provvedimento di impeachment. La minaccia del presidente all'America è urgente, e quindi lo sarà anche la nostra azione".

Epilogo vicinissimo

Per Nancy Pelosi un'azione che deve essere "urgente" perché Trump è una "minaccia" per la Costituzione e la democrazia, scrive la speaker ai colleghi democratici. "Nel proteggere la nostra Costituzione e la nostra democrazia, agiremo con urgenza perché questo presidente è una minaccia imminente - mette in evidenza Pelosi -. Anche se trascorrono i giorni, l'orrore per l'assalto alla nostra democrazia perpetrato dal presidente si intensifica e per questo c'è bisogno di un'azione immediata". L'iniziativa dei democratici fa salire la pressione su Pence. Secondo indiscrezioni, il vicepresidente non esclude un ricorso al 25/o emendamento ma solo nel caso in cui Trump divenisse più instabile.

Improbabili le dimissioni spontanee

Appare invece un'ipotesi altamente improbabile quella delle dimissioni del presidente: fonti della Casa Bianca ribadiscono infatti che non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro nonostante le pressioni, anche di alcuni membri del partito repubblicano. La Camera potrebbe votare l'impeachment già martedì o mercoledì. Poi ancora non è chiaro quello che succederà successivamente.

Gli ultimi 9 giorni di Trump

Una delle ipotesi è l'invio al Senato del procedimento dopo i primi 100 giorni della presidenza Joe Biden, in modo di consentire al presidente eletto di incassare il via libera alle sue nomine di governo e affrontare le priorità della sua agenda, ovvero il Covid e l'economia. Senza guardare troppo a lungo termine, i democratici sono ora concentrati sui nove giorni restanti della presidenza Trump. Pochi ma che potrebbero essere di fuoco e durante i quali il presidente, in sfida a tutto e tutti, potrebbe lanciarsi in un'ondata di concessioni di grazia, anche a se stesso. "Può auto-graziarsi solo per offese federali, non per quelle statali", precisa Pelosi ricordando le indagini in corso sul presidente nello stato di New York.

 

Timori non solo l'imprevedibilità di Trump

I timori sono alti anche per possibili nuove manifestazioni. "La minaccia di gruppi estremisti violenti resta alta e le prossime due settimane sono decisive nel nostro processo democratico" con la cerimonia di insediamento di Biden, mette in guardia il leader dei democratici in Senato. Lancia l'allarme anche il sindaco di Washington, Muriel Bowser, che chiede un rafforzamento della sicurezza. Secondo le voci circolate in rete, nuove proteste sarebbero già in via di organizzazione al grido: "abbiamo conquistato" il Congresso "una volta. Possiamo farlo ancora". Le date a rischio sarebbero il 17 gennaio o il 20 gennaio, il giorno dell'insediamento quando Biden intende giurare come da tradizione al Campidoglio.

Il ministro degli interni lascia: agenti sotto inchiesta 

Dieci-quindici agenti della polizia di Capitol Hill sono sotto indagine per il loro presunto coinvolgimento nella rivolta.
Lo riferisce la Cnn dopo aver riferito della sospensione di due di loro. Uno si è fatto scattare un selfie con un rivoltoso, un altro ha indossato un cappellino Maga (Make american great again) e ha aiutato i dimostranti a farsi largo nel Congresso. Lo riferisce la Cnn. Arrestata una terza persona ma non è chiaro se si tratti di un poliziotto in servizio al parlamento o di un membro della guardia nazionale. Si è dimesso anche il ministro degli interni ad interim Chad Wolf si è dimesso. E' il terzo ministro a lasciare dopo che Donald Trump ha istigato i suoi sostenitori ad assaltare il Congresso.