Ecco come gli Stati Uniti possono sfruttare l’intelligenza artificiale per fini militari

Il ministero della Difesa Usa ha individuato alcuni campi-chiave: dai nuovi sistemi d’arma (soprattutto missilistici) alle armi-robot, dallo "spazio di battaglia" all'analisi dell’Intelligence e alla medicina militare

Ecco come gli Stati Uniti possono sfruttare l’intelligenza artificiale per fini militari

In questi giorni di grande tensione tra Stati Uniti ed Iran, dopo che droni di Teheran hanno duramente colpito i pozzi petroliferi in Arabia Saudita, dalla Casa Bianca sono partite diverse telefonate ad un numero di Pittsburgh. È in questa città della Pennsylvania - un tempo capitale industriale dell’acciaio in quella che oggi è chiamata Rust Belt (la cintura di ruggine) - che ha sede ‘The Army AI Task Force’, la nuova branca dell’esercito Usa che si occupa di Intelligenza Artificiale e che sotto la guida del AFC (Army Future Command) sta preparando le guerre del prossimo futuro.

Mantenere il vantaggio militare che gli Stati Uniti

L'intelligenza artificiale è un momento chiave per la riorganizzazione del Pentagono, grazie al miliardo di dollari (circa) che gli sono stati assegnati nel bilancio federale per il 2020. Per i militari Usa l’investimento nella AI viene ritenuto decisivo per potere mantenere il vantaggio militare che gli Stati Uniti hanno ancora, ma che si sta erodendo a favore dei nuovi armamenti di Cina e Russia e di una corsa agli armamenti nucleare che vedrà nei prossimi anni possibili nuovi protagonisti. Il Joint Intelligence Intelligence Center (JAIC) del Pentagono - che è l’organismo che controlla tutte le attività di AI militare - ha visto raddoppiato il suo budget (oltre 208 milioni di dollari) e verrà ulteriormente aumentato nel 2021.

Sfruttare l’Intelligenza Artificiale a fini militari

Come sfruttare l’Intelligenza Artificiale a fini militari? Il ministero della Difesa Usa ha individuato alcuni campi-chiave: dai nuovi sistemi d’arma (soprattutto missilistici) alle armi-robot, dallo ‘spazio di battaglia’ all’analisi dell’Intelligence e alla medicina militare. Nell’ultimo rapporto sulla ‘guerra del futuro’ appena pubblicato, vengono ridefiniti e abbandonati alcuni dei tradizionali principi che ancora oggi si insegnano nelle accademie, ma tra i militari Usa la discussione è aperta. Perché non sono pochi quelli che vedono nell’Intelligenza Artificiale e nel fare gestire l’apparto militare da algoritmi un grande pericolo, cioè che venga ridotto troppo il peso della decisione ‘umana’. Fino a quando sul terreno di battaglia ci saranno soldati in carne ed ossa (anche se nel futuro saranno sempre di meno) gli ordini impartiti dalla IA dovranno essere i più semplici possibili. Ecco allora la necessità di puntare molto su soldati robot, droni aerei e navi da guerra senza pilota, armi in grado di ricordare ed eseguire ordini complessi senza errori.

"Robot assassini, potrebbero iniziare una guerra lampo"

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale per fini militari ha coinvolto - e coinvolge ancora - grandi e piccole aziende della Silicon Valley. Per questioni etiche e non solo. Alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh a fianco del personale militare collaborano al progetto d’avanguardia del Pentagono ricercatori civili e alcuni hanno espresso pubbliche critiche. A Google diversi ingegneri che lavoravano sul progetti in comune col Pentagono hanno abbandonato l’azienda, una di loro, Laura Nolan, in una recente intervista con il Guardian ha lanciato un vero e proprio allarme: “Pochissime persone ne parlano, ma se non stiamo attenti, robot assassini, potrebbero accidentalmente iniziare una guerra lampo, distruggere una centrale nucleare e causare atrocità di massa”.